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Topics - alex

1876
Filmati e foto / Nico presenta Edy
« il: 28 Gennaio 2011, 10:01:03 »
http://www.youtube.com/watch?v=U3chEVB0Zx4

L'aneddoto del masso è abbastanza noto, la vittima numero uno fu Franco Picco. Orioli racconta anche di come fu difficile ripartire, perchè per fare in fretta si butto giù con tutta la moto e rimase con la gamba sotto.  :o

1877
Drive in / Virtuosismi
« il: 25 Gennaio 2011, 19:50:27 »
A me non è mai successo. Se qualcuno sa spiegarmi come si fa magari posso lavorare di....persuasione!  :hee20hee20hee:



1878
Motore / Attenzione a quel che togliamo per alleggerire la moto!
« il: 19 Gennaio 2011, 09:50:22 »
E' noto, siamo dei ragazzacci. Con gli acciacchi, la pelata bella lucida, ma anche noi se c'è a risparmiare qualche grammo ranchiamo via senza pietà e spendiamo cifre astronomiche.
salvo poi fiondarci in trattoria e sopravanzare abbondantemente quanto risparmiato in termini di peso, magari a suon di carte verdi....

Una delle vittime preferite è il circuito di decantazione/recupero dei vapori del carter.
Gli attribuiamo responsabilità catastrofali, passiamo notti insonni con l'incubo che possa imbrattarci la cassa filtro, e poi quei 20 grammi di roba, che oltretutto impicciano il lavoro sul carburatore e si sentono sul polpaccio guidando in piedi... nono, via, un paio di fascette e lo faccio sparire. 5 minuti!

Eppure, per quanto la Bibbia del passaparola definisca quell'aggeggio come inutile, non serve soltanto ad obbedire alle normative antiinquinamento.
Il "problema" esiste per qualsiasi tipo di motore, sia esso a 4, 2 tempi o perfino diesel, vale per i mono e diventa molto sensibile nei motori "plurifrazionati".
Chiaro che un monocilindrico risentirà meno delle "onde" di pressione date dagli "altri pistoni"....pechè non ci sono!  sm443
Anche i bicilindrici non ne risentono molto....ma hanno anche loro il recupero vapori in aspirazione....perchè?
Perché il basamento dell'albero di biella deve "respirare" esattamente come ne ha diritto  il cambio!
Inoltre sui benzina il potere "raffreddante" del carburante diminuisce la necessità di raffreddare il cielo dei pistoni con i getti di olio.
Infine le cosiddette "racing" lavorano con rapporti di compressione molto più elevati delle altre moto e i "trafilaggi" sui segmenti sono maggiori.
Tutti i motori hanno il recupero vapori.... viene messo senza decantatore perchè un utente "moderno" non lo vuoterebbe mai.....e quando è pieno fa molti danni!!
Ovvero se il livello olio arriva a "chiudere" il circuito il motore va in sovrapressione "sparando" i paraolio.
Oppure alla prima salita, se l'olio comincia a travasarsi in aspirazione, ci si ritrova con un bicchiere di olio in cassa filtro o in camera di scoppio....

Insomma, come e perché questo bussolotto antipatico serve? Orbene, semplificando molto:
I carter sono una camera chiusa contenente olio
L'olio si scalda e aumenta di volume (come anche nel cambio/frizione...stessa cosa ma con l'aggiunta della temperatura di esercizio molto più alta)
Aumenta quindi anche la pressione all' interno di questa camera
Quando il  pistone torna al pmi (ovvero scende) incontra una pressione in grado di "frenarlo" e si riduce così sfruttamento della combustione.
Inoltre (sempre parlando in modo estremamente semplificato)  i pistoni salendo e  scendendo creano delle "onde" di aria che si spostano da una parte all' altra  (compressioni e decompressioni) molto dannose per il funzionamento....in grado di frenare i pistoni...e "deviare"  i getti di olio da sotto ai mantelli dei pistoni, vanificandone così il potere di raffreddamento.
Inoltre un "pochino" di gas combusti trafila sempre dai segmenti...questo porterebbe ad un aumento molto elevato della pressione nel basamento....arrivando addirittura a far "sputare" i paraolio dell' albero motore.....e rimettere quelli lato frizione disolito è molto divertente!  smban

Quindi si fa in modo che l'aria si possa spostare da sotto un pistone all'altro senza subire compressioni e decompressioni, passando attraverso delle finestrature fino alla testa dove viene "aspirata" dal circuito di aspirazione.
Si cerca di mandare così in depressione il motore in modo da non incorrere negli inconvenienti sopra elencati ed aumentare la "capacità di getto" degli spruzzatori di olio dei pistoni.

In certi motori da gara si usano addirittura delle pompe di "vuoto" che "ciucciano" aria dal motore....

Ergo, se noi eliminiamo il circuito di recupero degli sfiati vapori, il nostro carter non funziona più a depressione come è stato progettato. Con un semplice tubicino "a perdere" che spenzola assieme agli altri sfiati, creiamo le premesse per  un danno consistente a lungo periodo per il nostro amato motore, eppure, che controsenso, poi ci dedichiamo con amore alla ricerca dell'olio migliore. Che è un po' come mettere un bambino in una casa di Chernobil e poi nutrirlo con alimenti rigorosamente biologici  :-[


1879
Ciclistica / Pneumatici per uso "intensivo" su Aprilia RXV
« il: 18 Gennaio 2011, 16:09:36 »
Pensando alla destinazione d'uso principale cui destino la Bisex, ossia ambienti stepposi ed aridi su cui si vengono ad allenare praticamente tutti quelli dei rally, oppure sterratoni in quota di respiro ampio e percorrenze attorno ai 3-400 Km al giorno, mi chedevo se non fosse più logico dotarla di una gommatura idonea, invece che di una solita Enduro FIM.

Il ballottaggio gira attorno a una sola marca, escludendo per esperienza non proprio esaltante sia i Karoo sia gli MT83: Michelin.
La Michelin fa, per questo uso, le Baja e le Desert.
A vederle sembrano uguali, ma le desert sono di carcassa più robusta e quindi più resistente, insomma adatte alla dakar attuale, e non ai pistoni a fondo molle che invece facevano preferire le Baja.
E questo dovrebbe significare anche che il chilometraggio ipotetico potrebbe essere superiore.
Inoltre, anche se alla Dakar appena finita non si son viste, la promessa della Michelin è per una versione Desert idonea alle 450, ossia a moto che pesano almeno 50 chili in meno rispetto ai bisonti per le quali queste gomme furono inizialmente progettate e realizzate.

 

Anche il disegno più tradizionale delle desert mi farebbe pensare a un comportamento più simile alle coperture FIM, e se ripenso a quel che ho passato sui sassi (specie di anteriore) con il DRZ e le Karoo e le MT21, questa è una caratteristica tutt'altro che trascurabile. Anche se per la verità il pattern del posteriore pare sputato quello del Karoo e dell'MT63

1880
Notizie e curiosità / FMI. Cui Prodest?
« il: 18 Gennaio 2011, 14:55:08 »
Prendo spunto dall'editoriale di MF di questo mese, a firma di Marco Marini, per confrontare alcune considerazioni e le vostre esperienze o semplicemente le vostre idee in proposito.
Nell'articolo si parla di costi. Costi lievitati a fronte di benefici ridotti, a volte addirittura dimezzati come, ad esempio, nel caso di infortunio in allenamento, per il quale nel 2011 si percepirà un indennizzo del 50% rispetto alla famosa tabella B usata come parametro di risarcimento danno.
Infastidisce, anche un non tesserato come me, poi, il fatto che se da un lato si proclama di aver ridotto i costi interni per non gravare ulteriormente sugli iscritti, dall'altro la federazione (volutamente in minuscolo)  orgogliosamente pubblicizza di aver mandato due ragazzini in USA a far pratica per 20 giorni.

Al di là di queste considerazioni, vediamo per quale motivo io dovrei tesserarmi alla federazione (sempre volutamente minuscolo).
Dunque, la FMI è una associazione nazionale il cui scopo è quello di rappresentare e curare gli interessi generali del motociclismo e del ciclomotorismo italiano. come risulta testualmente dall'articolo 3 del loro Statuto.

Per far cio, la FMI (sempre al citato art. 3
1) studia i problemi motociclistici e promuove, in relazione ad essi, la diffusione della conoscenza tecnico-motociclistica, promuove e disciplina l'attività sportiva e ogni altra manifestazione motociclistica e ciclomotoristica, esercitando i poteri sportivi che gli derivano dal Coni e dalla FIM;
2) promuove e favorisce lo sviluppo del turismo motociclistico e ciclomotoristico;
3) formula proposte e collabora con le Pubbliche Amministrazioni per l'emanazione di provvedimenti idonei a favorire lo sviluppo e la diffusione del motociclismo, per lo studio e la soluzione dei problemi relativi alla rete stradale ed alla disciplina della circolazione;
4) promuove ed attua forme di assistenza giuridica, tecnica, didattica assicurativa e ogni altra forma di assistenza utile agli interessi degli utenti dei motoveicoli ed allo sviluppo delle attività motoristiche;
5) collabora per il perseguimento delle finalità statutarie con l'industria motociclistica e con quella costruttrice di accessori;
6) cura ed assiste i proprietari di moto storiche tutelandone i diritti ed istituendo e conservando anche un apposito registro delle moto stesse;
7) promuove ed attua tutte le iniziative volte alla propaganda del valore sociale e sportivo del motociclismo ed alla diffusione dell'educazione stradale fra gli utenti.”


Bene. Mi par di vedere che i punti 1, 2 e 3 sono totalmente disattesi e, in quanto tali, assolutamente falsi nellla dichiarazione stessa. A meno che non si tratti di Competizioni, eventi ai quali pretende di presenziare come patrocinante unico, anche se i soldi li tirano fuori i Club. In realtà, mia opinione e per la quale mi assumo la eventuale responsabilità a titolo personale, la federazione (ancor più minuscolo e vieppiù volutamente) il Baraccone (maiuscolo per le dimensioni cui è assurto) è prono al potere, ne cerca la connivenza, ma non mi pare proprio che ciò sia a vantaggio dell'attività motociclistica nè tanto meno alla soluzione delle problematiche che in tale pratica si rispecchiano.
L'unica iniziativa decorosamente recente è stata quella del dibattito sulla situazione Piemontese (perchè, i Lombardi e i Veneti non vanno in moto?) che si è risolta in una dichiarazione di intenti che finora non ha avuto alcun sviluppo. In pratica con gli stessi risultati di un meeting del Komsomol. Ossia zero.

La promozione al punto 4 mi sa veramente di presa per i fondelli. A meno che non si intenda, per pratica didattica, lo sparuto e salatissimo calendario di corsi che promuove in un centro federale che per il resto dell'anno a me, ignorante, non è dato sapere perchè viene pagato. Per favore, illuminatemi. Le tracce informative sui punti citati in questo capoverso mi riportano solo a convenzioni. E io, che sono un commerciale evoluto, so come si fanno le convenzioni.

Punto 5: mi piacerebbe proprio sapere che fa. Io documentazione non ne ho trovata neanche in questo caso.

Punto 6: si, perchè c'è business. Una moto non diventa storica solo per l'età, a differenza di me. Lo sarà solo se o dice la FMI. Gratis? E delle convenzioni assicurative non vogliamo parlare?

Punto 7: mi pare un proclama di regime, di che colore non importa, sempre regime è. Già vedo Valchisun in canotta a far flessioni in mezzo al piazzale degli autobus di Pinerolo, il sabato mattina.

In definitiva, a fronte di quei 100 euro circa io, fessacchiotto di provincia con una moto in garage e tanta voglia di smanettare, che ci guadagno, in termini di vantaggi? Condizioni agevolate per assicurazioni, ingressi a manifestazioni, acquisto di merchandising sociale, e cazzarugli simili. Però riceverei la rivista (che culo) e un portachiavi. Figata!!!

C'è qualcosa che mi sfugge? In tutta sincerità vi premetto che le mie perplessità non sono ideologiche, o prevenute, ma scaturiscono unicamente da quel che leggo, vedo, sento. Ometto di considerare altro? Non è voluto. Di nuovo: illuminatemi.

1881
Aprilia / TUTTO MA PROPRIO TUTTO PER LA RXV
« il: 12 Gennaio 2011, 10:00:44 »
Una sorta di Wikipedia della RXV. Basta masticare un po' di inglese e qui si trova veramente qualsiasi cosa per manutenzione, riparazione e anche semplici info sulla Bicilindrica veneta.

http://xvasylum.wikidot.com/

1882
Aprilia / Le problematiche della RXV
« il: 11 Gennaio 2011, 23:08:30 »
Che la Bi di Noale, sia la 450 o la 550 non importa, abbia avuto dei problemi qundo era in fasce non è certo un segreto, anzi quel primo anno, il 2006, le ha cucito addosso un vestito stretto, misero e assolutamente immeritato.
In realtà è successo questo: una rivoluzione concettuale annunciata crea grande scompiglio, ed una forte attesa. Specialmente in mercati molto importanti per la casa, quali il regno Unito, gli USA, e perfino nelll'emisfero Australe.

La prima serie è stata messa in consegna con una approssimazione esagerata, per mantenere i tempi previsti ma senza risolvere le questioni ancora pendenti. Il che, in parole di tutti i giorni, significa che quando le hanno vendute non avevano ancora risolto tutti i problemi corralati al nuovo progetto.
capita spesso, anzi quasi sempre. Ma la RXV e la SXV sono talmente diverse nel concept e nella tradizione che un sasso in uno stagno ha scatenato un piccolo tsunami.

Ma comunque è bene tenere sempre presenti le problematiche che l'utenza ha riscontrato. Internet e in forum internazionali dicono molto più di quel che a mezza voce si lascia sfuggire un amico in officina. e soprattutto permette di fare la cernita tra bufale, esagerazioni, ma anche il contrario.
Per cui di seguito inizio a elencare alcuni problemi, più o meno conosciuti, che la meraviglia di Noale ha avuto nel corso della sua storia fino ad oggi.
Una situazione che (spero di no) eventualmente aggiorneremo ogniqualvolta si riscontri un evento certo e documentabile, evitando cortesemente commenti non inerenti ed off topic.

1883
Filmati e foto / Qualcuno fa tanto il figo e poi....
« il: 08 Gennaio 2011, 14:01:08 »
.. e poi altro che replica, basta un vespino !!   sm85

http://www.youtube.com/watch?v=psqaS0DJLf0&feature=player_embedded#!

1884
Ciclistica / Manutenzione Forcella Showa del DRZ 400E
« il: 08 Gennaio 2011, 13:05:19 »
Una buona guida per le operazioni basilari di manutenzione della Showa tradizionale da 47mm che equipaggia i modelli DRZ.
Trovata sul web, molto documentata e sufficientemente dettagliata.
Grazie all'autore  sm440

http://www.davidedrz.it/Tecnica/Forcelle/manutenzione_forcelle_drze.htm

1885
Stradali / Prova Triumph Tiger 1050 (2007)
« il: 03 Gennaio 2011, 10:45:23 »
sono stato molto dubbioso sulla opportunità di inserire questo "personal test" di una moto che ha caratteristiche polivalenti solo sulla carta, ma alla fine il panorama delle moto disponibili a chi vuole fare escursionismo misto con puntate semplici in off è talmente limitato che non è difficile, in pochi interventi, mettere giù un compendio abbastanza completo del parco moto di settore. Per cui eccomi qui, a riparlare del luglio-agosto 2007, periodo in cui mi fu prestata una Tiger 1050 per una quindicina di giorni (evidentemente ero diventato un vero caso umano) in sostituzione di quella fabbrica di San Pietro che era, in quel periodo, la mia MTS in ricostruzione:

Estetica: Qui scendiamo nel soggettivo, a me la Tigrotta piace, come linea....nulla a che vedere con la vecchia, il muso ricorda un po' le Fazer ma guardandolo bene dice categoricamente di no, il taglio è simile ma + grintoso, le 2 bocche sotto incattiviscono il frontale, di contro è larga, boia mondo se è larga...qui si comincia a storcere il naso, vabbè...passiamo di lato...la vasca da bagno che ci sta di lato toglie spazio ed importanza al forcellone, per il resto anche la vista laterale non è male, nulla a che vedere con gli spigoli esagerati delle jap, linee armoniche ma tese, coda che spara alto....e sella che sembra troppo sparata all'insù....non si capisce se è il pilota basso o il passeggero alto... mah.. in + come dicevo la vasca da bagno toglie "aria" al forcellone.
- Posizione: hai voglia di mettere la ruota anteriore da 17", la Tiger è nata col concetto di maxienduro on-off ed almeno concettualmente tale rimane anche la 1050. Cercavo sin da subito di caricarmi sull'anteriore ma nulla da fare: carichi tutto sul culo, questo all'inizio è comodo, ma dopo un po' che ci stai sopra inizia la tortura. La sella è larga, fatta per chiappe oversize e la triangolazione delle pedane rende il tutto simile a un lettino ginecologico, per cui iniziano i crampi (almeno a me che non risalivo in moto dal 7 ottobre scorso). La schiena sta ingobbita per la posizione indotta dalla seduta e dalle braccia, esattamente come col GS, e a lungo andare iniziano le fitte.
Il manubrio è solo un tubo piegato e mal cromato che mi ricorda la Graziella Carnielli di mia sorella quando era bambina, ma di dimensioni a mio avviso giuste per governare il mezzo, forse due centimetri per parte in più ci potevano stare, ma non ho esperienza tale da dirlo con certezza. E' comunque in buona posizione, ma le leve sono lontane dalle dita, tocca andar di registri e ancora è appena sufficiente, e si che non ho le mani piccole!
Ma il serbatoio olio frizione dove sta? non mi pare un comando idraulico!

- Motore: bello, tira sempre e inizia da sotto i 3000, manco fosse un... bicilindrico però ha una curva mooolto piatta, e distribuita in modo eccessivo, come se fosse spalmata su un range di 7000 giri. Ha un allungo entusiasmante ma insomma non dà sensazioni, e preferisco il mio "calcio in culo" e lo strattone alle braccia, anche col limitatore a 8500Rpm.

- Cambio: ma come si fa a sapere quando è entrata una marcia? Già la frizione non ti dà la sensazione dello stacco, poi manco un click, che so... una minima vibrazione sul piede.. nulla! . A volte un clikkino in teza (solo quella!) lo fa, e anche in scalata si sente entrare "qualcosa", ma che corsa infinita ha sto pedale? E siamo sicuri che sia attaccato al rinvio? Boh! Bocciato.

- Ciclistica: il telaio fa quel che può, ma è meglio di quel che potessi immaginare. Quanto alle sospensioni leggendo gli altri commenti pensavo "ecceccappero, sarà l'abitidine alla MTS"... invece io l'abitudine l'ho persa perchè sulla Multi non ci monto da un anno quasi, e appena partito ho apprezzato la coppia ammortizzante che segue docilmente le asperità dell'asfalto, dando impressione di comodità assoluta. Poi sono iniziati i tratti sconnessi, l'asfalto rovinato. davanti mi è parso si fosse allentato il mozzo ruota ma dietro abbiamo registrato il top: l'ammortizzatore segue il primo saltello, segue il secondo, ma al terzo tenta di sgropparti, non ha più freno ragazzi! E porcozzio! Se vuoi rimanere in un range di prezzo secondo me risparmiare sulle sospensioni è il modo migliore per ottenere una moto da cesso quando avresti potuto averne una decisamente decorosa. A questo punto ben vengano le approssimazioni di assemblaggio Ducati, che almeno ti dà una ciclistica sempre in parametri di decenza, no?

- strumentazione: ben leggibile e anche gradevole, però sul display digitale ottieni solo una funzione per volta. E che te ne fai dell'orologio in corpo 76, o del solo consumo istantaneo? Inoltre andare sui pulsanti menù coi guanti è quasi una tortura, e non ho certo guanti invernali o di scarsa fattura!

- Guida: diciamo subito che ho iniziato mooolto tranquillo, e quindi mi è parsa equilibrata e ben concepita, dimensioni a parte. Scende con una leggera esitazione, probabilmente per la sezione dei pneumatici, ma poi si mette giù e lì rimane, anche se è da vedere come si comporta ad andatura più allegra. Allora sono andato sul Costo ^_^
Senza strafare sia chiaro, ma non ho sbagliato nessun tornante su 9 fino alla Barricata. O meglio, uno l'ho preso a sx con la testa nell'altra corsia...vergogna.
Solo che in discesa è una battaglia persa appena provi ad aprire in curva, si siede e ti porta fuori e decide lei il dove. In salita (a 70-80 all'ora) la cosa mi è parsa gestibile, ma in discesa è da paura!! Ho affrontato una laterale sterrata, nulla di che, due tracce di sassolini con l'erba in mezzo. Guidando in piedi le ginocchia rimangono larghe per via del raccordo sella-serbatoio, ma la posizione generale migliora. Le sospensioni lavorano ed hanno un freno buono quanto l'escursione, così a velocità limitata. Ricordiamoci di avere la ruota da 17 e rimarremo a velocità di dislocamento, altrimenti la facciata è garantita. L'ammortizzatore anche qui lavora come se non avesse freno, e non c'è medio di porvi riparo dal momento che non ha regolazione. Girarla è una impresa, gestire l'erogazione appena aumenta la pendenza è impegnativo, almeno così agli inizi... credo proprio sia una bella Tourer, ma di maxienduro ha solo la impostazione in sella ed il look.

La Tigre bianca alla Barricata

Bon, la riconsegnerò tra due sabati, se noterò altro farò aggiunte. Oggi intanto l'ho provata sul bagnato: non so come vada, fra il non conoscerla e il sedere a prova di passaggio di spillo (lo sapevo che uno strascico post-incidente ci doveva esser, lo sapevo! ) non ho superato i 5000 giri. Che non è proprio come suila Multi: qui a 5000 hai ancora da tenere aperto per un bel po'.

In posa al Passo Vezzena
 


1886
Filmati e foto / Caccia all'Endurista. Con trappole...
« il: 02 Gennaio 2011, 11:22:33 »
http://www.youtube.com/watch?v=Jpbg6No3ehY&feature=player_embedded

http://www.youtube.com/watch?v=ZRy5t86e12k&feature=related

OK, vero: molto spesso indisciplinati.
OK, vero: affollano certe tracce esasperando gli altri utenti.
OK, vero: ignorare il rispetto della coabitazione e dei divieti merita una sanzione idonea a evitare che ci si "riprovi"

E' indiscusso, però, che tale sanzione sia comminata da chi vi è preposto e nel modo previsto. E va fatto.
Non mi pare però che sia ammissibile l'autotutela o la tendenza stile Far West della giustizia sommaria, in particolar modo adottando metodi che non esito a definire criminali.
Il tributo lo conosciamo, perché appartiene alla cronaca. E posso assicurare che per uno che viene portato a conoscenza dai mezzi di comunicazione ce ne sono almeno altri 20 che sortiscono i loro effetti pervesi, con conseguenze gravi.
I metodi si chiamano barriera di pietre dopo curva cieca, tronco di traverso, chiodi sparsi sul sentiero, fili metallici tesi ad altezza d'uomo.
Se per i primi c'è il comunque esecrabile esito di un danno anche grave al mezzo, l'ultimo ha le caratteristiche dela dichiarata inetnzione di causare lesioni fisiche gravi. Non mi si venga a dire che chi ha teso il filo non ci aveva pensato.

Sono personalmente scampato a questa allegra goliardata nei lontani anni 70, e mi salvò casualmente il luccichio del filo metallico. Io rallentai, ma chi era con me riuscì ad evitare l'impatto in piena accelerazione solo con una derapata potente e disperata.
Non mi si venga a dire che c'è vigilanza, che il fenomeno è stato ridimensionato. La verità è che il proprietario di un fondo si sente in diritto di tutelarne il possesso con qualsiasi mezzo, e che importa se il diritto di godere in modo esclusivo del pezzo di bosco è costato una amputazione, una lesione interna o ben peggio!!
Retaggi psicologici dettati da una miseria rurale radicata nel DNA e che esacerba dal profondo una aggressività che vede nel motoalpinista solo una dei vari sfoghi.
Non ne sono esenti infatti i fungaioli (gomme delle auto sventrate) i ciclisti (che condividono spesso con il motoalpinista le stesse rotte e quindi le medesime insidie) e perfino la famigliola in scampagnata che ha la malaugurata idea di parcheggiare l'auto a bordo strada (cristalli infranti, carrozzerie abrase, squarci sui copertoni, zucchero nel serbatoio...).
Curiosamente ne escono praticamente indenni i cacciatori, probabilmente per il fatto che un contadino è anche un appassionato di attività venatorie che pratica indisturbatamente 12 mesi l'anno con archetti, vischio, tagliole e tutte le altre amenità del caso.

Una situazione che, se per me è conosciuta e sempre presente nel fondo del mio unico neurone, personalmente mi impone di procedere con cautela ancor maggiore (e una certa tensione latente, ma pazienza) ma che per altri magari inconsapevoli è comunque una minaccia sempre presente e della quale si parla veramente troppo poco.
ed ecco che almeno una testimonianza volevo lasciarla anche qui sul forum, dal momento che, tristemente, è parte dellla attività motoalpinistica anch'essa.

1887
Si è appena concluso (felicemente) un tormentone ed ecco che ne inizio un altro.  sm409

1. Se volessi prendere una moto da weekend in coppia, roba da trotterello rilassato ma che mi lasci comunque la possibilità di usarla quotidianamente e perchè no, di lasciare che la scimmia mi prenda quando vado su per una collina.
2. Se in ogni caso volessi che davanti ci fosse una ruota da 21 e che la moto fosse nata con velleità anche fuoristradistiche. Inoltre deve poter portare un bagaglio decoroso anche se non certo da raid.
3. Se mi interessasse più la economicità di esercizio (nel senso di un tagliando l'anno e morta là) che non la prestazione pura

Questi sono i 3 "SE" ai quali ho provato a rispondere da solo e la risposta sta, per ora, nelle 3 sigle che ho citato nel titolo del Topic.

Punto 1: metto, quasi illogicamente, a confronto una mono paciosa con una Bi con lo stesso motore di stradali incazzate tipo SuperDuke e SMT, una tranquilla e l'altra decisamente votata all'allungo e all'andatura allegra. E la terza ha la pesante eredità della prima tra le vendute.

Punto 2: le uniche che hanno le caratteristiche richieste (in modo almeno sincero ed onesto) mi pare siano queste qui... o ne dimentico qualcuna? da dire che alcune marche le ho omesse per evitare anafilassi e pensieri impuri. E comunque la 21 non c'era, e nemmeno le idoneità Off.

Punto 3: qui sulla carta dovrebbe vincere la 660 monocilindrica, senza contare che un usato recente lo si trova con pochi Km e 5000 euro contro i circa 20K Km di media e i 9000 € della ADV. E quindi forse mi cade la sensatezza di un usato KTM, dato che il conce mi ha proposto una 2010 nuova a 10K tondi tondi...

Poi c'è da dire che dal 2009 la ADV ha avuto importanti migliorie tecniche, mentre la Yamahona pare sia caduta nel dimenticatoio del mercato, forse anche per il nome altisonante che ha gravato come un macigno sulla sua onesta carriera.

Oltretutto c'è il fatto che io vorrei davvero andarci a passeggio, godermi la strada e non aggredirla come un tempo, perché ne ho paura e quindi la cosa diventerebbe oltremodo più rischiosa, per me e per chi sta seduto dietro innanzitutto.

Insomma i concetti di base sono questi qui, e per fare 6-8000 Km l'anno senza patemi ma divertendomi, dovendo scegliere tra una tranquilla a metà prezzo rispetto alla più desiderata (lo ammetto) ma più costosa e cattivella i dubbi sono tanti.
La crisi è che per la prima volta in vita mia sono scettico su quel che dice il cuore nel pensare a una moto. Se la forbice del prezzo fosse molto più stretta avrei già deciso... In caso contrario saprei accontentarmi di una soluzione di ripiego?
Bel casino... spero proprio che voi amici possiate darmi una mano  sm440

1888
Drive in / Scommetto che vi va bene anche l'errore di ortografia
« il: 30 Dicembre 2010, 23:00:06 »
Prima che me ne dimentichi:




Buon Ano a tutti! Perché con un po' di culo, l'anno sarà buono senz'altro!

1890
Alzi la mano chi non ha mai applicato delle carte da gioco alle forcelle della propria bici, nell'eta' in cui vedendo un giornalino porno notavi solo la predominanza di rosa nelle foto..
Interessante notare come nel mio quartiere esistessero due filosofie modaiole:
C'era chi aveva la BMX [Sportiva , semplice, acrobatica, wazzamerican boys] e chi aveva la SALTAFOSS [pesante, gli ammortizzatori entravano in risonananza alla minima deviazione tipo rodeo, indubbiamente la preferita dagli "alternativi"]
Ecco: la CEMPION [scritto così, come se a 9 anni non m'accorgessi di quanto fossero dementi i costruttori] era in pratica la presa per il culo di una SALTAFOSS; dove dovevano esserci gli ammortizzatori c'erano due molle arruginite dalla funzione puramente estetica, la sella aveva un fissaggio a "persuasione" nel senso che rimaneva su' solo a sassate piu' che stringendo i bulloni, era di un color grigio ratto [adesso lo chiamano ANTRACITE ] ma la cosa piu' pietosa era la leva del cambio.
La SALTAFOSS aveva un bel pomello sul tubo centrale , tutto da spingere avanti e indietro e tre belle marce che ti facevan creder d'essere Agostini, la CEMPION aveva un trafilato d'alluminio pericolosissimo per i miei seppur modesti attributi e il bello e' che NON cambiava un cappero.
Dovevi immaginare.
Come se t'arriva davanti la Arcuri e ti dice "Ciao tessoro , so' Manu, adesso Imaggina che me voi fa' " Dunque, nella solita e amena periferia, io e il Ciro ce la giravamo con gran fracasso tra parchetti di siringhe e palazzoni fantasma rimasti dalla speculazione edilizia, un paesaggio fiabesco-avventuroso, davvero.
Preso dalla megalomania di cui sopra e spronato dal pugliese Ciro che aveva attaccato una quantita' di carte spropositata, tipo 3 per forcella, alcune raddoppiandole per dare maggiore rigidita' e quindi uno skioppo piu' udibile.
Arrivato a quel punto, muovere la CEMPION era come tentare di spostare un panettone di cemento a calci, l'unica soluzione era quella di arrivare su un declivio bello alto e lasciare che la gravita' facesse il resto.
Preceduto da un rumore che era quello di miliardi di cavallette delle piaghe d'Egitto,arrivo nel quartiere e citofono a Ciro e Gianlu, detto Pippo.
Ciro scende , scafatissimo, e prende la sua BMX, Pippo dice "adesso scendo" e si sente in lontananza la voce della nonna che dice "di' che deve finire di mengere le friselle*" [digli che devi finire di mangiare le friselle], Pippo non dice e scende , tirando fuori dal sottoscala una bella SALTAFOSS.
Partiamo per la cava usata per la costruzione di vari palazzi, tutti pronti a insanguinarci le ginocchia, io sorrido e cado dalla sella ,svitata, sbucciandomi anzitempo.
Arrivati sulla sommita' della montagnetta , guardiamo in basso... metri e metri di discesa ripidissima, impossibili da risalire senza funi, sassi sparsi e cespugli di ortiche pronti ad arrossarti i gomiti, in fondo luccica il laghetto d'acqua piovana dove noi fregavamo i girini da tirare alle femminuccie colla fionda [naturalmente si schifavano e piangevano, chiamando padri barbuti in canottiera].
Ci interroghiamo con lo sguardo sulla reale consistenza della nostra volonta'..
Ce la faremo a scendere?
Ci ammazzeremo?
Finiremo come quell'altro col braccio ingessato?
Ma sopratutto: Chi scende per primo?
Pippo era desideroso di una forte iniezione di popolarita', essendo per la maggior parte del tempo spiato da madre e nonna iperprotettive [memorabile quella serata estiva in cui, tra zanzare e giochi infantili, dal quarto piano la nonna urlo' "Gienluche! salissu', c'e' le benene che te piece tente!"]
In virtu' di tutto questo , il Pippo nazionale prende coraggio ed esclama "scendo per primo".
Noi si strabuzza gli occhi, e gia' la considerazione per questo homunculus lievita parecchio.
Si prepara: ruota anteriore sul limitare del terribile pendio, sudore copioso e singulti mal dissimulati di nervosismo..
Ha appena il tempo di dire "vado" che scompare alla vista , noi corriamo verso il ciglio in tempo per vedere Pippo in caduta verticale che rimbalza sulla parete della collina [era piu' un fiordo norvegese] totalmente fuori controllo.
Poi l'incredibile..
Anche il piu' pazzo degli stuntman si sarebbe guardato bene dal fare una cosa simile, ma il buon Pippone ci ha dimostrato definitivamente il suo coraggio.. e che le friselle danneggiano i neuroni.
Per frenare il sistema SALTAFOSS-Pippo [che a quella velocita' aveva raggiunto un peso valutabile in 600 kili] il ragazzetto pressa con la suola il copertone anteriore, convinto forse che sarebbe servito ad aiutare i suoi freni spanati..non abbiamo il tempo di chiederci "'azzofa'?!" che la magra gambetta gli scivola e finisce tra le razze in plastica del cerchio.. subitaneo il ribaltamento con caduta libera nel vuoto..
La romantica tavola stile "Domenica del corriere" vede una muraglia e sopra due figure in controluce , con in primo piano un bambino terrorizzato agganciato alla bicicletta con un espressione tipo "Jimmy il fenomeno" del Drive in, paracadutista senza paracadute.
L'atterraggio e' abbastanza morbido, Pippo, fortunatissimo, finisce in un cespuglio.
Di ortiche.
Non urla, non piange..mugola.
"m"....."hmhm".. poi piu' nulla.
Sembra una formica da quell'altezza.
Ci passa per la testa il ragionevole dubbio che sia defunto.
Noi , pallidi, decidiamo di scendere per l'altro versante , lungo un dolce sentiero da favola, dopo 5 minuti arriviamo sul luogo del misfatto.

Grazie a quest'avventura Pippo e' apparso sotto le luci della ribalta, guadagnando la stima della combriccola e dai 13 ai 16 anni tutte le ragazze alle quali si tentava di palpare il palpabile erano ex di Pippo, il superfico.

Sandro, Duca 888 Sp4 "BARNSTORMER" & Multistrada "MANFRED"