Visualizza post

Questa sezione ti permette di visualizzare tutti i post inviati da questo utente. N.B: puoi vedere solo i post relativi alle aree dove hai l'accesso.


Topics - alex

1336
Drive in / Il motociclismo secondo Mediaset
« il: 05 Dicembre 2012, 09:36:50 »

1337
Racconti & aneddoti / La prima emozione
« il: 05 Dicembre 2012, 09:05:08 »
Stavolta mi tocca dare ragione a Cereghini http://www.moto.it/news/nico-cereghini-la-prima-emozione-non-si-scorda-mai.html

La mia prima emozione, quella che è diventata "Quella", la indimenticabile, è forse il frutto di quelle notti passate a desiderare, ai pomeriggi dopo lo studio spesi a leggere e rileggere le prove su Motocross, spulciando le foto come un analista della CIA. Columbus, Akront, Chiaravalli, Ceriani, Grimeca, Tomaselli, Magura. Una febbre che mi ha marchiato e che mi fa propendere tutt'oggi per chi usa componenti di qualità, perchè hanno una loro funzione e danno plusvalore pratico a una moto.
Anteprime nei giretti con i cinquantini degli amici che l'avevano già, con slancio quando si trattava di una Cross o una Regolarità Casa (allora si chiamavano praticamente tutte così, di secondo nome) e cercando di non essere scortese o snob se si trattava di una stradale, perchè io sognavo il tassello e per me non avevano senso le ruotine smunte con quelle righine tristi nel mezzo. Ad eccezione forse per lo Zeta-Zeta, che oltretutto odorava di maschia benzina Super e ne mostrava gli aloni attorno al Dell'Orto a vaschetta separata.
La fase di preparazione a questa emozione si sviluppò nella presentazione ufficiale della mia scelta, che sforò il budget destinatole a livello familiare, proseguì nella uscita con mio padre un sabato mattina, ed ebbe l'epilogo al cospetto della Eletta nel piccolo salone del concessionario, con la sella ricoperta da un cellophane e il grasso abbondantemente cosparso sui leveraggi e sulla catena. Seguì l'ultima, breve parentesi durante la quale fui invitato dal genitore, dotato di proverbiale ed austero riserbo, ad abbandonare la discussione, per lasciarlo libero di svolgere "le cose di sua competenza". Gli ultimi minuti da persona normale.
Quei minuti, benchè con la solerzia di un impiegato delle Poste che evade il pagamento del tuo bollettino del gas, alla fine trascorsero e l'omino in maglione marrone portò fuori l'Eletta, in strada. Le si imbiancarono le sommità dei tasselli e non mi dispiacque, anzi mi sembrò che le venisse data giusta iniziazione a quella che era finalmente la propria vita, la Nostra vita.
tanichetta con miscela, un litro scarso nel serbatoio, rubinetto della benzina, attesa del riempimento del carburatore, spiegazioni di rito (e chi le ascoltava? Tanto sapevo già tutto, e probabilmente una febbre da cavallo), una scalciata sulla leva della messa in moto, e l'emozione partì con un calcio in culo paragonabile a quello del J79. Il tintinnio dallo scarico mi sembrava quello di monetine nella tasca dei pantaloni, il contatto con le manopole fu sensuale quanto lo sfiorare un seno femminile, cosa per la quale mi mancava ancora un annetto circa. Il contatto con la sella, il piede sulla MIA pedana a cercare la MIA prima da ingranare. E poi, senza nemmeno salutare, lasciando da solo il vecchio col concessioanrio, stacco di frizione, e fu un'epopea di trionfo, un senso che ho cercato tante volte in tante cose della vita, ed è sempre stato di sapore diverso. Quello era unico: era il sentire l'andare sulla propria moto, generare autonomamente il vento sul viso, gestirla e conoscerla, imparare ad essere, finalmente, un motociclista. Il mondo, a 14 anni, si può possedere con un cinquantino dal serbatoio verde inglese e una marmitta che fa il rumore di monetine in tasca.

1338
Moto d'epoca / Chi ha avuto quale?
« il: 02 Dicembre 2012, 23:48:21 »
Forza, quotate la foto della moto che avete avuto, se è tra queste  :OK:

Beta 125 1973


Ossa 250 MAR 1973


Aspes 125 RG 1973


Garelli Tiger 50 1975


Fantic Motor Caballero 50 (6M?)


Puch 125 RC


Beh, chi non l'ha desiderata almeno una volta?


Lo SWUMM 125


Aspes 50 Navaho Reg.



1340
Racconti & aneddoti / Honda copiona?
« il: 02 Dicembre 2012, 19:35:54 »
Agli inizi degli anni ’50 in Giappone iniziava la ricostruzione dopo la fine della guerra; fino a quel momento Soichiro Honda aveva applicato un piccolo motore su una bicicletta e nulla piu'. Quando la Honda decise di uscire dall’ambito nazionale pensò di farlo partendo dalla partecipazione alle gare del motomondiale ispirandosi a quanto di meglio offriva all’epoca la platea motoristica in materia di piccole e medie cilindrate, quindi puntò alla tecnologia delle moto italiane e tedesche. Soichiro Honda seguendo le corse rimase affascinato da una stupenda ed invincibile creatura italiana, la Mondial 125 bialbero. Questa piccola casa italiana era la regina incontrastata delle piccole cilindrate avendo dominato per 9 anni (1948-1957) quasi ininterrottamente la classe 125 vincendo 5 titoli mondiali marche e 5 conduttori, con campioni leggendari come Carlo Ubbiali, Tarquinio Provini, Bruno Ruffo, Nello Pagani, Cecil Sandford. Tra l’altro, a differenza di altri costruttori che spesso volevano illudere il pubblico che le moto ufficiali e quelle “clienti” fossero più o meno sullo stesso piano, la Mondial non provava neppure a mascherare le differenze tra i mezzi destinati al proprio team ufficiale e quelli destinati ai privati, anzi, queste differenze erano ben pubblicizzate. Questa schiettezza e l'eccellenza dimostrata nelle competizioni conquistarono al marchio bolognese la stima di Honda-san. Nel 1957 contattò quindi il Conte Giuseppe Boselli, patron della Mondial, per acquistare una delle sue moto ufficiali. Ci sono numerose versioni sul perché il Conte Boselli decise di cedere una delle moto ufficiali del 1956, una 125 Bialbero, a quello che sarebbe chiaramente divenuto un concorrente nell'immediato futuro ma pare che, molto semplicemente, avesse preso Honda-san in simpatia o forse perché inorgoglito dalla richiesta. Qualunque sia il motivo il Conte Boselli decise addirittura di regalare la moto a Soichiro Honda. Per questa disponibilità Soichiro Honda si sentì sempre grato nei confronti del Conte Boselli e perciò lasciò una sorta di testamento spirituale: oggi quella piccola GP italiana troneggia all’ingresso del museo Honda a Motegi e quando nel 2001 la Nuova Mondial di Roberto Ziletti cercava un motore per realizzare la PIEGA 1000 i giapponesi, che evidentemente hanno la memoria lunga, si sentirono in dovere di ricambiare il favore ricevuto 45 anni prima concedendo l’uso del motore della VTR 1000 SP1. La moto arrivò in Giappone nell'autunno del 1958 e venne immediatamente esaminata a fondo. Anziché limitarsi a copiarla, gli ingegneri Honda decisero semplicemente di studiarne le soluzioni ingegneristiche e di partire poi da zero. Il primo risultato fu la RC141, in pratica poco più di un laboratorio viaggiante, seguita a breve dalla RC142, un progetto completamente nuovo. Fu con questa moto che Honda poté finalmente partecipare al TT nella categoria 125: nel 1959 il team Honda si imbarcò per l'Isola di Man; il team era guidato dall'ingegner Kawashima Kiyoshi e consisteva in cinque piloti, quattro giapponesi ed un americano, più meccanici, parti e ricambi per allestire un'officina autosufficiente. I risultati furono più che incoraggianti per un marchio al suo debutto assoluto: 6°, 7°, 8° e 10° posto più il premio per il miglior risultato di squadra per la categoria 125; il resto della storia lo conosciamo tutti! E’ in questo periodo che iniziano le tipiche accuse all'industria giapponese di non fare altro che copiare i più innovativi prodotti europei: in particolar modo iniziò a circolare la voce che la RC142 non fosse altro che una copia a cilindrata ridotta della NSU Renmax 250. In realtà queste accuse erano completamente infondate anzi, da un punto di vista squisitamente tecnico la RC142 utilizzava soluzioni anche più avanzate rispetto alla Renmax. Per quanto riguarda la produzione di serie invece si riteneva che la Honda avesse copiato le caratteristiche del motore della Horex Imperator 400 del 1954. In realtà, anche in questo caso, i prodotti della Honda, dopo un accurato studio della concorrenza, erano assolutamente originali. Al riguardo riporto le parole dello stesso Soichiro Honda tratte dal libro “Il signor Honda, come si è raccontato a Yves Derisbourg”: <<Convinto che il motore a 4 tempi fosse assolutamente essenziale non solo per i ciclomotori usati comunemente ma anche per i bolidi da corsa, i nostri ingegneri pensarono a soluzioni originali rispetto alla concorrenza. Se avevo portato con me dall’Europa dei pezzi di tecnologia, non era certo per copiarli stupidamente. Era con l’intenzione di farli studiare e di cercare di trovare soluzioni diverse per ottenere migliori risultati. E’ sempre stato così che abbiamo affrontato la ricerca. La copia non ha mai fatto evolvere le cose. Per imporci a tutto il mondo dovevamo provare le nostre capacità di creare concetti nuovi. >>

[Fabio Avossa]

1341
Drive in / Il gattino
« il: 02 Dicembre 2012, 13:40:09 »
Mettere una cam al dolce micetto di casa riserva qualche sorpresa...

http://www.youtube.com/watch?v=x0jdjRrzIyw

1342
Drive in / Ossignùr...
« il: 01 Dicembre 2012, 12:24:48 »


Però dai: grazie Piero, You made my day!!  sm453

1344
Racconti & aneddoti / Il Bar di Helga
« il: 01 Dicembre 2012, 01:13:06 »
Helga è la proprietaria di un bar, di quelli dove si beve forte.

Rendendosi conto che quasi tutti i suoi clienti sono disoccupati e che quindi dovranno ridurre le consumazioni e frequentazioni, escogita un geniale piano di marketing, consentendo loro di bere subito e pagare in seguito. Segna quindi le bevute su un libro che diventa il libro dei crediti (cioè dei debiti dei clienti).

La formula “bevi ora, paga dopo” è un successone: la voce si sparge, gli affari aumentano e il bar di Helga diventa il più importante della città.

Lei ogni tanto rialza i prezzi delle bevande e naturalmente nessuno protesta, visto che nessuno paga: è un rialzo virtuale. Così il volume delle vendite aumenta ancora.

La banca di Helga, rassicurata dal giro d’affari, le aumenta il fido. In fondo, dicono i risk manager, il fido è garantito da tutti i crediti che il bar vanta verso i clienti: il collaterale a garanzia.

Intanto l’Ufficio Investimenti & Alchimie Finanziarie della banca ha una pensata geniale. Prendono i crediti del bar di Helga e li usano come garanzia per emettere un’obbligazione nuova fiammante e collocarla sui mercati internazionali: gli Sbornia Bond.

I bond ottengono subito un rating di AA+ come quello della banca che li emette, e gli investitori non si accorgono che i titoli sono di fatto garantiti da debiti di ubriaconi disoccupati. Così, dato che rendono bene, tutti li comprano. L'articolo continua qui sotto.

Conseguentemente il prezzo sale, quindi arrivano anche i gestori dei Fondi pensione a comprare, attirati dall’irresistibile combinazione di un bond con alto rating, che rende tanto e il cui prezzo sale sempre. E i portafogli, in giro per il mondo, si riempiono di Sbornia Bond.

Un giorno però, alla banca di Helga arriva un nuovo direttore che, visto che in giro c’è aria di crisi, tanto per non rischiare le riduce il fido e le chiede di rientrare per la parte in eccesso al nuovo limite.
A questo punto Helga, per trovare i soldi, comincia a chiedere ai clienti di pagare i loro debiti. Il che è ovviamente impossibile essendo loro dei disoccupati che si sono anche bevuti tutti i risparmi.

Helga non è quindi in grado di ripagare il fido e la banca le taglia i fondi.
Il bar fallisce e tutti gli impiegati si trovano per strada.

Il prezzo degli Sbornia Bond crolla del 90%.
La banca che li ha emessi entra in crisi di liquidità e congela immediatamente l’attività: niente più prestiti alle aziende. L’attività economica locale si paralizza.

Intanto i fornitori di Helga, che in virtù del suo successo, le avevano fornito gli alcolici con grandi dilazioni di pagamento, si ritrovano ora pieni di crediti inesigibili visto che lei non può più pagare.
Purtroppo avevano anche investito negli Sbornia Bond, sui quali ora perdono il 90%.
Il fornitore di birra inizia prima a licenziare e poi fallisce.

Il fornitore di vino viene invece acquisito da un’azienda concorrente che chiude subito lo stabilimento locale, manda a casa gli impiegati e delocalizza a 6.000 chilometri di distanza.
Per fortuna la banca viene invece salvata da un mega prestito governativo senza richiesta di garanzie e a tasso zero.

Per reperire i fondi necessari il governo ha semplicemente tassato tutti quelli che non erano mai stati al bar di Helga perché astemi o troppo impegnati a lavorare.

Bene, ora potete dilettarvi ad applicare la dinamica degli Sbornia Bond alle cronache di questi giorni, giusto per aver chiaro chi è ubriaco e chi sobrio.

1345
Moto d'epoca / Me lo chiedevo quarant'anni fa
« il: 01 Dicembre 2012, 00:58:25 »
e oggi ancora me lo chiedo: che ci azzecca questa qua con le trial?  sm17



Poi penso: ma sarà per lei che non ne voglio sapere, di trial, visto che la aveva solo gente con la puzza sotto al naso?  :arar:

1347
Impianto elettrico / Ride By Wire
« il: 30 Novembre 2012, 15:37:15 »
Da tempo adottato su moto stradali, sta facendo di recente la sua comparsa anche nel mondo del fuoristrada, specie grazie alla sempre più diffusa alimentazione mediante iniezione elettronica.
Il ride by wire è stato, manco a dirlo, ereditato dall'aeronautica, come tante altre soluzioni (es. freni a disco e fibra di carbonio).
Nel caso specifico l’acceleratore non comanda direttamente l'apertura delle farfalle o delle ghigliottine ma, tramite un potenziometro, manda impulsi ad una centralina che, in funzione di alcuni parametri risponde in maniera più o meno diretta al comando (uno dei parametri ad esempio è la mappatura scelta) trasmettendo a sua volta il comando ad un motorino elettrico passo-passo che comanda l’apertura della farfalla; per la massima ottimizzazione si può avere anche un motorino per ogni cilindro, considerato che i parametri non sono necessariamente identici in ogni cilindro.
E’ facile capire che se anche la corsa di chiusura è guidata da ride by wire, questo può essere utilizzato anche come controllo del freno motore. Sulla Yamaha R1 il ride by wire è attivo solo in apertura mentre la chiusura e' comandata ancora dal cavo tradizionale per motivi di sicurezza, almeno fino a che l’elettronica non sarà affidabile al 100%. Immaginate cosa potrebbe accadere se la centralina per un qualunque motivo (hardware o software) dovesse mantenere aperto il gas in fase di frenata. Le ultime tendenze però vanno verso il controllo totale delle farfalle, sia in apertura che in chiusura.
Il vantaggio del ride by wire è che, ruotando la manopola del gas, si trasmettono alla centralina 2 messaggi: l'angolo e la velocità di rotazione della manopola; questi dati vengono messi in relazione con il tipo di mappatura scelta e con i dati provenienti da alcuni sensori che rilevano la pressione dell'aria, la temperatura, i giri del motore e in base ad alcuni algoritmi la centralina decide velocità e angolo di apertura dei corpi farfallati.
Il risultato è un'erogazione fluida, una spinta progressiva e senza vuoti ed la miscela ottimale di benzina e aria in funzione della richiesta del pilota e delle condizioni ambientali e del motore, per cui ci dovrebbe essere anche un miglioramento nei consumi ed una maggiore facilità a rispettare le sempre più restrittive normative antinquinamento.
Tradotto in pratica quando in accelerazione si dà gas non sempre è vantaggioso spalancare, ma bisogna parzializzare; bene il ride by wire, magari aiutato anche da un sistema anti-spin (tipo l'APRC della Aprilia, tanto per citarne uno), lo fa al posto nostro.
E’ intuitivo comprendere che questi sistemi richiedono una accuratissima messa a punto sia per essere certi di gestire tutte le combinazioni possibili di informazioni che arrivano alla centralina sia per dare un buon feeling al pilota, primo fra tutti ridurre al minimo, se non eliminare, l’effetto on-off.
Per cui, ricordiamoci che con la moto dotata di iniettori e acceleratore RBW non basterà "carburare" l'alimentazione mediante l'ottimazione del c.d. CO, ma andrà (anche più spesso rispetto agli intervalli di manutenzione programmata) effettuato anche il riposizionamento a "zero" del TPS, ossia della corretta posizione "virtuale" della manopola del gas.

1348
Motore / silenziatori e scarichi: tutto quel che bisogna sapere
« il: 30 Novembre 2012, 15:29:27 »
L'art. 78 del C.d.S. (Codice della Strada) è la bestia nera di tutti noi motociclisti, infatti spesso viene applicato iniquamente dalle forze dell’ordine in seguito alle modifiche fatte alle nostre “belle”. La maggior parte dei verbali riguardano i sistemi di scarico.

Per conoscere l’elenco delle caratteristiche costruttive del veicolo che sono passibili di aggiornamento, lo stesso art.78 ci rimanda all’art. 236 del regolamento in cui i dispositivi di scarico non sono menzionati se non come inquinamento acustico.
Come è noto, il dispositivo silenziatore di scarico ha durata inferiore rispetto alla vita media del veicolo sul quale è installato, e pertanto debbono essere previste le necessarie sostituzioni al fine di rispettare il livello di rumorosità indicato nella carta di circolazione del veicolo stesso. Il dispositivo può essere sostituito con un silenziatore dello stesso tipo di quello installato in origine dalla casa costruttrice, oppure con un silenziatore di sostituzione, omologato in base a norme dell’Unione Europea, e destinato al medesimo tipo di veicolo.
Il già citato art. 78 prevede i casi in cui si rende necessaria visita e prova presso gli Uffici della M.C.T.C., in particolare al primo comma recita: “quando siano apportate modifiche alle caratteristiche costruttive e funzionali, ovvero ai dispositivi di equipaggiamento indicati negli artt 71 e 72“. L’azione di “modifica” citata in detto art. 78, si configura evidentemente quale circostanza diversa dalla sostituzione del silenziatore originale con uno dello stesso tipo ovvero con uno di tipo omologato, come già descritto in premessa, ma riguarda la vera e propria alterazione delle caratteristiche.
Tale ultima circostanza è l’unica per la quale “si rende necessaria visita e prova presso gli Uffici della M.C.T.C.“. Anche se si gira con gli scarichi racing non deve essere applicato l’art. 78 (con relativo sequestro e ritiro del libretto), bensì l’art. 72, il quale recita che i ciclomotori, i motoveicoli e gli autoveicoli devono essere equipaggiati con precisi dispositivi, aggiungendo al comma 13: “Chiunque circola con uno dei veicoli citati nel presente articolo in cui alcuno dei dispositivi ivi prescritti manchi o non sia conforme alle disposizioni stabilite nei previsti provvedimenti è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 65 a 262 euro“.

Se acquistate uno scarico omologato, siete perfettamente in regola con le norme di legge: lo scarico riporta sempre sul corpo la marchiatura di omologazione e nell’imballo trovate oltre a questa spiegazione anche la dichiarazione di omologazione e 2 circolari del Ministero. Se ne deduce che il ritiro della carta di circolazione, e la sanzione prevista deve essere applicata (per quanto riguarda il silenziatore di scarico) solo nel caso in cui venga cambiata la posizione di uscita del terminale stesso, ad esempio da laterale a centrale. L’art. 79 invece regolamenta il corretto funzionamento del terminale di scarico, che non deve essere modificato, quindi tagliato, accorciato bucato oppure non montato correttamente, pena 78 euro di multa. Infine l’art. 72 precisa che il terminale di scarico deve essere conforme e specifico per il veicolo su cui è montato, ed è il caso di un terminale originale o di uno omologato, quindi se si viene sorpresi con un terminale non conforme e non omologato, o omologato per un altro veicolo, si viola inevitabilemente suddetto articolo, rischiando una sanzione di 72 euro.

Riepilogando:
Il codice della strada vieta di montare silenziatori non omologati per circolare su strade aperte al traffico. Il motivo della norma è chiaro: il controllo delle emissioni inquinanti e sonore. Può capitare, tuttavia, che una moto usata venga consegnata a vostra insaputa con lo scarico non in regola, o che un rivenditore poco serio possa vendervi per omologato uno scarico che in realtà non lo è. Come sempre, ignorantia legis non excusat: se vi fermano le forze dell’ordine, “potreste” rischiare una sanzione amministrativa di 328 euro e il ritiro della carta di circolazione, con il conseguente obbligo di affrontare un nuovo collaudo. Il condizionale è d’obbligo perché in realtà il ritiro ritiro del libretto a volte è basato su un’errata interpretazione della normativa. Un errore che può portare a ingiuste vessazioni. Dunque il dispositivo di scarico, anche se di sostituzione e di tipo omologato, deve comunque consentire il rispetto del valore massimo di rumore indicato nella carta di circolazione. Tale accertamento consiste nella verifica del rumore a 50 cm dall’orifizio di scarico al regime di giri prestabilito, e può essere facilmente effettuato dagli organi di Polizia mediante un fonometro.

Consigli:
In teoria nulla impedisce alle forze dell’ordine di multare anche una moto appena uscita dal concessionario senza nessuna modifica. Se proprio volessero multarvi comunque, al momento della fomalizzazione del verbale, e naturalmente prima di firmarlo, assicurarvi che nelle note vengano aggiunte le seguenti indicazioni:
• Lo scarico riporta l’omologazione ben visibile sul corpo del silenziatore
• Siete in possesso di dichiarazione di omologazione da parte della casa produttrice.
• Avete una copia di una circolare del Ministero dei Trasporti che attesta che gli scarichi omologati sono sostitutivi dell’originale e quindi sono in regola a tutti gli effetti.
• Avete una copia di una circolare del Ministero dei Trasporti in cui si attesta che gli scarichi omologati non devono procedere all’aggiornamento della carta di circolazione.
• Far presente che l’articolo di riferimento è il 72 in quanto i silenziatori rientrano nei dispositivi specificati nel comma 2 dell’articolo 72.
• Se la sanzione si riferisce all’art. 78 e prevede anche il ritiro del libretto, far presente che l’art.72 comma 13 prevede la sanzione amministrativa e non il ritiro del libretto nel caso in cui si circoli addirittura senza il silenziatore.

1349
Ossa / SPOSTATO: Ipotesi, tesi e pippe mentali sui telai
« il: 30 Novembre 2012, 15:15:39 »
Questa discussione è stata spostata in Drive in.

http://motoalpinismo.it/smf/index.php?topic=5702.0

1350
Drive in / R U ready...
« il: 29 Novembre 2012, 17:42:43 »
4 XMas?  :93: