Visualizza post

Questa sezione ti permette di visualizzare tutti i post inviati da questo utente. N.B: puoi vedere solo i post relativi alle aree dove hai l'accesso.


Topics - alex

1456
Filosofia motoalpinistica / Quello che ci resta
« il: 30 Ottobre 2012, 09:23:54 »
Ovunque si vada, quanto che sia il tempo che intercorre dal momento in cui si esce con la moto a quello in cui la si ripone sul cavalletto in garage, quale che sia il motivo per cui l'abbiamo fatto, viene appunto il momento in cui il motore tace, la cinghia del casco si allenta, i guanti scivolano via dalle dita e la testa si resetta automaticamente su una dimensione diversa. Vero o no? Vero che senza rendercene conto, il neurone asfittico ha continuato a lavorare, a farci fare le cose giuste, le mosse adeguate, ma lavorava in un modo differente rispetto ad ora, che coi guanti in mano ascoltiamo lo scricchioliio del terminale ma già elaboriamo una sequenza "to do" e riorganizziamo questo stralcio di giornata residuo in maniera "corretta"?

Credo, a volte spero addirittura, che il rientro sia dotato anche di una fase intermedia, che risiede nello switch tra queste due forme mentali appena dette: la valutazione, la degustazione del sapore, l'accoglimento di quanto il viaggio, di un mese o di poche ore che sia, abbia influito sul nostro modo di pensare, di essere, di comportarci.
Troppo spesso, direi quasi sempre, ciò che si soppesa è la differenza tra quel che si è visto e quel che non si è riusciti a vedere. Quel che si è fatto e quel che non siamo riusciti a fare. Dove siamo stati e dove non siamo riusciti ad andare. Come "siamo stati" e come "non siamo riusciti a stare". Aspettative.
Come se quel viaggio avesse, come scopo, la possibilità di marcare dei circoletti su una mappa, o (per i meno romantici) la marcatura di alcuni waypoint sul GPS. Così fosse, non avremmo ricavato un granchè. E se fosse tutto quel che cercavamo beh, facciamoci delle domande.
Se una attività come quella di andare in moto, che riteniamo basilare in quanto della sfera della gratificazione (e quindi necessaria all'equilibrio) non ci lascia altro, non ci offre il piacere di assaporare quel che ci ha dato, e quel che siamo riusciti a scambiare, c'è qualcosa di erroneo nel nostro modo di impostare la nostra sfera emozionale e relazionale.
Anche un cinico come me, che più che altro dice "prendo la moto, punto" ha, consciamente o meno, un obiettivo? Ossia ,intendo, diverso dall'arrivare da - a?
Scrivo e mi domando se tutto questo non sia esagerato, prosopopaico. Se per caso attribuisco troppa cerebralità (non oso parlare di spiritualità) ad uno spostamento. Eppure non c'è azione che non sia a qualche livello motivata, per cui mi sento autorizzato intimamente a procedere con la speculazione.

Se non cercassimo uno scambio con l'ambiente, con le persone, con noi stessi soprattutto, che senso avrebbe? Lo faremmo ugualmente? Io dico di no.
Fino in piazza o fino a Tashkent che sia, facciamo una programmazione, calibrata sull'impegno, per arrivare e soprattutto per percorrere. Ci chiediamo insomma che ci serve e cosa vogliamo da quello spostamento. La meta vera è il viaggio stesso.
Lo sappiamo tutti, e praticamente tutti lo condividiamo, questo principio. Ernesto Guevara fece di un viaggio, quello con la Poderosa di Gardoso, un confronto tra quel che esso era e quello che incontrava, e questo viaggio lo cambiò al punto da trasformare un laureando in medicina nel Comandante, nel Che.
Idealismo. Solo quello, o la capacità appunto di arricchirsi di consapevolezza vivendo quel che si fa, invece che lasciarlo scorrere attraverso il plexi di una visiera, come fosse lo schermo di un cinema?
Quante volte riportiamo a casa il piacere ricevuto dalla curva del cielo, dai colori della campagna, dall'attrazione del diverso? E' facile, per una mente viva. Ma per una mente non è altrettanto naturale cogliere e immagazzinare l'interazione con queste realtà, fatte di pensiero, cultura, modo di vivere, situazione geopolitica, povertà o ricchezza? E' la distanza da quel che siamo, che offre lo stimolo al mononeurone, oppure quella è solo la dimensione macroscopica di un evento che comunque accade anche andando al supermercato sotto casa? Chiediamocelo. Chiediamoci se anche solo vedersi per qualche semplice ora con le persone ormai usuali ci ha comunque dato spunti per progredire e sviluppare noi stessi. Ogni situazione ha il dono di offrire la possibilità di renderci migliori. Sappiamo coglierle, o le lasciamo morire? Quanti tram perdiamo ogni volta, opportunità date inconsapevolmente da compagni di avventura, e quante ne sappiamo cogliere?

1457
Drive in / Non so da voi, ma...
« il: 29 Ottobre 2012, 15:52:20 »
Qui da me, a 800 metri, in 24 ore si è passati dal verde-estate al bianco-Natalizio  :SAD:


1458
Notizie e curiosità / La FMI regala
« il: 29 Ottobre 2012, 15:29:32 »
Piano, non vi accalcate, ma davvero credevate che cii fosse qualcosa per voi?
A pensarci bene, potrebbe essere anche un regalino a noi, ma tutto al contrario di quel che si potrebbe immaginare...

http://www.axiver.com/art370_un_piccolo_ma_grande_passo_tra_fmi_e_corpo_forestale_dello_stato.aspx

restano da confermare le 2 Beta di cui ho fatto menzione in altro argomento, ma queste sono lì, reali. Adesso, commenti?

1459
Drive in / Catalogo Power Parts Inverno 2012-Primavera 2013
« il: 28 Ottobre 2012, 17:34:46 »
Novità Power Wear


1460
KTM / Ogni volta una moto diversa
« il: 26 Ottobre 2012, 17:30:53 »
Un ottimo sistema per avere sempre una moto differente a prezzo bassissimo: fare i tagliandi KTM.  :sig:
Tu prendi appuntamento, gli porti la moto, a sera ti ripresenti e ti consegnano le chiavi. Tu accendi, parti e...dopo qualche centinaio di metri realizzi che stai andando a casa con una moto che si comporta in modo diverso da quella che hai consegnato al mattino  sm17
La spiegazione: upgrade software.  sm414
In sostanza, gli aggiornamenti alle mappe. Insomma non si fa a tempo ad abituarsi che ecco la nuova release (TirettamenDe da Matttinghofen, yaa) ti cambia le carte in tavola.
Certo che stavolta, vuoi anche per la messa a punto del valvolame e della catena di distribuzione, vuoi pure per le gomme nuove, mi è andata bene. Ha ripreso la grinta che aveva l'anno scorso, però ha una fluidità che non infastidisce. Non è più addormentata per il primo quarto di manopola, e non esiste più nessuno strattone.
In compenso, mi pare che vibri un pelino sotto al  ciapet e che scoppietti un po' in rilascio, quasi fosse una pentola di fagioli. Misteri...
Il cambio lavora silenzioso e felice, ma quello già lo so che durerà 3 o 4000 chilometri e poi riprenderà a fare "tlack!"

1461
Questa discussione è stata spostata in KTM.

http://motoalpinismo.it/smf/index.php?topic=3605.0

1462
Racconti & aneddoti / Nuno
« il: 26 Ottobre 2012, 16:13:25 »
L'ho trovata qui. http://www.motoclub-tingavert.it/a2867s.html
E mi è parso che, sia vera o di pura fantasia, dovessimo avere tutti il diritto di scegliere se leggerla o meno.


Someggiata da un’incredibile quantità di pacchi e pacchettini applicati alla moto con i più vari sistemi di ritenuta (cinghie cinghiette, elastico, spago, nastro isolante…), fatico a riconoscere marca e modello della due ruote sommersa dal bagaglio che vedo di fronte all’ingresso del supermercato, è una due tempi, ha la targa portoghese (oltre duemila km…) ma è tutto quello che posso dire; la sella è rivestita da qualcosa che pare gommapiuma, fissata con nastro isolante e, tra gli accessori, spicca un incongruo orologio da tavolo a lancette, carica manuale.

Mi affretto a fare le compere che devo e riconosco, nella fila accanto a quella dove sono io, una figura corpulenta che reca in mano un indiscutibile simbolo: un casco!

Alla cassa sono più veloce di lui e lo attendo al varco:
“È lei il motociclista che ha parcheggiato qui davanti, vero?”
Annuisce sorridendo e in un “quasi-italiano” mi dice: “Lo hai comprendido?”

Usciamo assieme e con le dieci parole di Lusitano che conosco e le sue dieci di italiano, chiacchieriamo da veri biker - e apprendo subito che l’amico (portoghese, in effetti) si chiama Nuno e sta tornando a casa dopo aver attraversato “no sentido horario” (in senso orario) l’intera Europa.

Indossa un vecchio Barbour “verde-militare” con vecchi stivali che – all’epoca – si definivano “da regolarità” (vuoi mettere quanto è più ‘trendy’ definirli “da enduro”?) ed il casco è vecchio anche quello.

La moto sarebbe una Hercules (“germanica”) 350, vecchia di ventidue anni e “sarebbe” poiché, tra aggiunte e varianti è un vero campionario – più di ferrivecchi che di accessori, a mio modo di vedere… “Questa marcia sempre …” dice Nuno e sorride.

Accanto al Super c’è un bar: “Troppo figo” obietta lui – e mi sorprende che conosca un termine così dannatamente italiano – “ma per una birra si può.” Legato (letteralmente) in cima al bagaglio ciò che ha comprato, entriamo. “La birra meglio in Céca” sentenzia “ma tutto è buono, quando c’è.”

Le chiacchiere sono chiacchiere ad ogni longitudine e nessuno di noi due si sottrae. In pochi minuti apprendo che, effettivamente, la sua moto ne ha viste di tutti i colori.
“Quello che non trovi, lo adatti: mai presi ricambi originali… troppi soldi, ma tutto si accomoda e tutto si modifica… hai visto il serbatoio del grasso per la catena ? lo compri: dài cinquanta Euro, lo fai in cantina ? spendi quattro…”

Nuno racconta volentieri: spiega che è un macchinista delle ferrovie, in pensione da poco, divorziato da molto, appassionato di moto e di musica. Racconta la bellezza delle strade francesi, la noia di quelle tedesche, il gioco a premi della segnaletica polacca. Parla della meraviglia di Mont-Saint-Michel e della pace incredibile dello Jutland; della scarsa civiltà della polizia belga e della genialità di un meccanico austriaco; chiede di me e della mia moto (“bella, ma è giapponese…” e storce la bocca).

Gli spiego che, tra moto e musica, pare che abbiamo molte cose in comune e lui sogghigna; gli racconto che da un anno e mezzo sto studiando la sua lingua e lui sogghigna; gli rivelo che quando sono stato in Portogallo me ne sono letteralmente innamorato e lui sogghigna…
Sconfiniamo nella politica: “Il Portogallo sta morendo, l’Italia anche, se non ci si sveglia…”

Si alza per ripartire, mi ringrazia. Lo accompagno fino alla sua incredibile cavalcatura.

Infila casco e guanti, sale in sella e mi dice: “Sono in pensione, ma prima del tempo perché ho il cancro. Speravo di morire in viaggio sulla moto… io non la usavo più, ma la ho rattoppata per fare questa cosa… Tu pensa al bene che hai qua e sorridi, sempre!”

Una scalciata all'avviamento e parte, veloce.

Buona strada, Nuno…

1463
Drive in / Beccato anche il Macho!
« il: 26 Ottobre 2012, 16:00:54 »
Anche Melandri è stato beccato dagli accertamenti del fisco, ormai veramente implacabile, e si è beccato in prima istanza 1anno e 7mesi.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/26/fisco-1-anno-e-7-mesi-a-melandri-usava-residenza-fittizia-per-pagare-meno-tasse/394214/

Secondo me se ne fa una malattia: infatti, anche in questo frangente è arrivato dietro a Rossi e a Biaggi  :arar:

1464
Drive in / Esagerazioni
« il: 26 Ottobre 2012, 09:18:26 »
Però potrebbe essere un monito: se non faremo "quadrato", pretendendo che si porti avanti solo l'ambientalismo assennato, finiremo tutti a vedere cartelli così?


1465
Drive in / Antifurto
« il: 25 Ottobre 2012, 20:52:46 »

1466
Drive in / hanno buttato lo stampo
« il: 25 Ottobre 2012, 00:15:09 »
quello che ha fatto questa gente qui

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=46e3xGKDE7E#!

lui e quelli come lui. Ci sono certe frasi che trasudano umiltà, amore, passione, sacrificio, e anche un po' di lucida follia... e quando le risentiremo più?

1467
Report su uscite nel nord Italia / Il Monello
« il: 24 Ottobre 2012, 22:17:26 »
Il monello sono io. Padre, perdonami perchè ho peccato.
Intendiamoci. In basso, due volte la settimana, cacciatori; è il periodo delle castagne. Quindi se uno vuole impegnare del tempo, che finalmente ha, rimane poco.
E allora esploriamo pure quella strada che già mi ha visto rinunciare l'estate scorsa per via della vegetazione? Mmmm funzionerà il telefono lassù? Sono solo, e non so dove porti esattamente nè come sia. Una bella testa di ca**o insomma. Ma ormai son due giorni che rimando, si fa.
Detto, fatto. Complice l'autunno che tarda, a tratti sembra primavera inoltrata, e ci si cascherebbe se non fosse per la maggiore intensità dei colori. Strano ma vero, l'autunno in quota è ancor più indietro, come se l'estate non volesse mollare i prati ed i boschi. In realtà, probabilmente è l'effetto dell'inversione termica che è la caratteristica di queste piccole asperità che preludono alle Regine Dolomitiche.



Non che mi senta molto a mio agio, se la traccia si stringe ancora un po' mi prende la sindrome del "gira e torna indietro", lo so già.
E infatti....



Ma basta aver fede, e la situzione dopo poco migliora.



La Bastarda trotta disciplinata, voglio fare il bravo e non lasciare nè tracce evidenti nè adito a qualche esagitato eventuale (ma chi, un capriolo?)

Ed è così che arrivo al "dunque". Si fa o non si fa?



Si fa!  :72:

Eccolo lì, pare inoffensivo. Addirittura invitante.



Però accidenti, la calura inusuale e le correnti fresche saturano l'aria di umidità, ed il risultato è rapidamente questo



Forse la montagna si è adirata per la violazione, e dire che in me riponeva fiducia... sia come sia, in men che non si dica eccomi avvolto. Prima che possa infittirsi ancora, torno sui mei passi. Pazienza.
Però quel che intravedo è bello e suggestivo



(lo ammetto, ho scattato a caso  :57:)



ed anche qui  :tim: ma avevo voglia di tornare al sole

e quasi nel punto dove la coltre finalmente cede il passo al Re Sole, ecco che mi accorgo di non essere l'unico sacrilego nei paraggi

  sm409

1468
Drive in / Scempio (Indovinello)
« il: 23 Ottobre 2012, 12:09:37 »
 sm408  ma che è, una Duke vestita all'italiana?  sm409 :mm:


1469
Notizie e curiosità / Un anno.
« il: 23 Ottobre 2012, 11:39:42 »

1470
Fotografia / Habitat
« il: 23 Ottobre 2012, 11:33:23 »
Dateci di fantasia, fate una photoshoppata virtuale ai palazzoni sullo sfondo: non vi sembrano "a casa loro" in modo naturale?





E questa, ovviamente, è la spiaggia rosa di dakar  :93:



raggiunta dopo la cavalcata finale sul bagnasciuga, fino al fatidico albero che, di tradizione, chiudeva le fatiche dei concorrenti.