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Topics - alex

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Drive in / OHIOHI.....
« il: 06 Gennaio 2013, 20:43:51 »
Eccone n'altro



ma è per uso improprio o che?  sm17

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Drive in / Aveva fatto un affarone
« il: 06 Gennaio 2013, 20:30:21 »
 :hehe:


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Accessori e attrezzature / Pistola a.c. con manometro
« il: 05 Gennaio 2013, 11:56:56 »
Dove a.c. sta per aria compressa, e per pistola non intendo uno poco furbo, e neanche un giocattolino per ragazzini, ma proprio una cosa simile



Per inciso, quella in foto è come la mia, quella che si trova in tutti i supermercati ed i fai-da-te. Fa schifo, lo so.

Per cui:
quale potrebbe essere e dove trovo una pistola decente  con un manometro di buon livello, possibilmente con scala ridotta, senza dovermela costruire pezzo per pezzo (che poi le crimpature chi le fa) ?
Oh, non roba da doversi vendere casa...  :tim:

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Filmati e foto / Il mono pneumatico della KTM
« il: 05 Gennaio 2013, 00:48:23 »
lo sta provando anche Dungey ad Anaheim


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Racconti & aneddoti / Eroi Romantici
« il: 04 Gennaio 2013, 15:50:45 »
Una volta potevano considerarsi tali tutti, o quasi, i piloti motociclisti, indipendentemente da categoria, disciplina, cilindrata. poi son via via diventati sempre meno romantici e più professionisti.
In Italia, e forse anche nel mondo intero, il leader assoluto di questa categoria di eroi romantici è sicuramente Giancarlo Falappa. Le sue gesta sono talmente eclatanti e incredibili che anche i testimoni oculari hanno difficoltà a farsi credere quando le raccontano. Ma ricordatevi che quando sentite qualcosa su Falappa, anche se assurda è rigorosamente vera.

Per convincervi voglio raccontare solo alcuni episodi che hanno caratterizzato la breve ma fantastica carriera del Leoni di Jesi.

Per primo la leggenda narra di un Falappa che inizia a correre nel Motocross. dopo aver vinto facilmente il campionato Italiano Cadetti BoyCross passa tra i senior con una moto non proprio competitiva come l'artigianale Villa.

Nella competizione mondiale "Coppa Intermarche" a Lovolo il nostro eroe si trova a correre per la squadra Villa con Orlando e Vicarelli e al via, quando il polverone si abbassa, lo troviamo a terra che si era agganciato con i suoi due compagni di squadra.

Come un felino rimonta in sella e si getta all'inseguimento del gruppo di testa, che ormai era a fine pista, con un certo Malherbe su Honda al comando! I suoi compagni di sventura più lenti del marchigiano cercano la moto, ma ripartono a moto invertite perché Falappa nella fretta ha preso la moto di Orlando e con quella al termine del primo giro è ultimo, al secondo è 20°, al terzo è 15° fino a risalire alla 6° posizione finale dopo aver corso tutta la gara con una moto non sua!

Nonostante questa impresa Falappa non trovò moto più competitive e decise di smettere col motocross, rimanendo fermo per 2 anni fino al 1988, quando un concessionario gli affidò una Suzuki GSX-R 1100 per provare a correre in pista nell'Italiano Sport Production.

Falappa vinse tutte le 4 selettive e 2 finali arrivando alla finalissima del circuito del Mugello dove gareggiò con la Bimota ufficiale e, se avesse vinto il Campionato, avrebbe avuto il posto nel mondiale Superbike dell'anno seguente. Giancarlo cadde nel giro di ricognizione e ruppe la pedana del cambio, riuscendo lo stesso a partire conducendo la gara senza pedana e facendo segnare il record sul giro!

A metà gara volò via alla esse in discesa ma il suo antagonista per l'emozione di vedere il rivale a terra volò via dopo poco, regalando il titolo e la promozione nel mondiale a Falappa.

Quindi l'ex crossista con "ben" sei gare di velocità alle spalle, debuttò nel mondiale nel 1989 come spalla del famoso Fabio Biliotti, ex Campione Europeo e buon pilota della 500. Il povero Biliotti non sapeva che diavolo di compagno di squadra aveva nel Team, e rimase molto male quando Falappa segnò la poleposition a Donington per andare poi a conquistare la vittoria nella sua prima gara mondiale!

Biliotti smise di correre e Falappa conquistò altre vittorie a Le Castellet e Mosport, finendo la sua stagione d'esordio al sesto posto deliziando il pubblico con le prime impennate in piedi al termine delle gare vittoriose.

Ma oltre alle incredibili impennate, la leggenda di Falappa inizia a crescere grazie ad episodi come la vittoria su Baldwin in Francia! Nella gara francese la Bimota chiamò il velocissimo Mike Baldwin come compagno dello scatenato Falappa, e l'americano si rivelò subito molto veloce, ingaggiando un duello stratosferico con il marchigiano.

Nel lunghissimo rettilineo di partenza i due si scontrarono più volte a 290 km/h orari, e proprio una botta più violenta delle altre convince l'americano a desistere, lanciando Falappa verso la vittoria ottenuta senza un semimanubrio! Proprio così: nell'ultimo scontro Falappa spezzò il semimanubrio sinistro, finendo la gara con la mano sulla forcella...

Bracco e Leo, suoi meccanici dell'epoca (ora in forza alla Ducati), ancora si commuovono raccontando la faccia di Giancarlo che appena arrivato gli urla "cambiate il manubrio prima del parco chiuso sennò me squalificano!".

Ma non è finita qui, perché il Leone di Jesi passò l'anno seguente in Ducati, ed il modo in cui ottenne l'ingaggio è degno del personaggio: mentre Marco Lucchinelli (allora team manager Ducati) si dirigeva a 180 km/h in autostrada verso la pista di Misano, si vide aprire la portiera destra da un pazzo in moto, che lo salutò per poi ripartre impennando...

Scoccò l'amore a prima vista e con la 851 del team Lucchinelli, Falappa conquistò la Pole e la vittoria al suo debutto con la bicilindrica di Borgo Panigale. Il resto è scritto nell'albo d'oro del mondiale SBK con 16 vittorie 8 Pole e tanta ma tanta adrenalina regalata a tutti gli amanti del motociclismo, in soli 4 anni di gare.

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Il mio amico aprì il cassetto del comodino di sua moglie e ne estrasse un pacchetto avvolto in carta di riso.
"Questo" disse "non è un semplice pacchetto, è biancheria intima”.
Gettò la carta che lo avvolgeva e osservò la seta squisita e il merletto.
"Lo comprò la prima volta che andammo a New York, 8 o 9 anni fa. Non lo usò mai. Lo conservava per un’occasione speciale. Bene. Credo che questa sia l’occasione giusta". Si avvicinò al letto e collocò il capo di biancheria vicino alle altre cose che avrebbe portato alle pompe funebri. Sua moglie era appena morta. Girandosi verso di me disse: “Non conservare niente per un’occasione speciale, ogni giorno che vivi è un’occasione speciale..."
Sto ancora pensando a queste parole ed a come hanno cambiato la mia vita.
Adesso leggo di più e pulisco di meno.
Mi siedo in terrazzo e ammiro il paesaggio,senza fare caso alle erbacce del giardino.
Passo più tempo con la mia famiglia e gli amici e meno tempo lavorando.
Ho capito che la vita deve essere un insieme di esperienze da godere, non per sopravvivere.
Ormai non conservo nulla. Uso i miei bicchieri di cristallo tutti i giorni.
Metto l’abito nuovo per andare al supermercato, se decido così e ne ho voglia.
Ormai non conservo il mio miglior profumo per feste speciali, lo uso ogni volta che voglio farlo.
Le frasi "un giorno…" e "uno di questi giorni" stanno scomparendo dal mio vocabolario.
Se vale la pena vederlo, ascoltarlo o farlo adesso.

Non sono sicuro di cosa avrebbe fatto la moglie del mio amico, se avesse saputo che non sarebbe stata qui per il domani che tutti prendiamo tanto alla leggera.
Credo che avrebbe chiamato i suoi familiari e gli amici intimi. Magari avrebbe chiamato alcuni vecchi amici per scusarsi e fare la
pace per una lite passata. Mi piace pensare che sarebbe andata a mangiare cibo cinese, il suo preferito.

Sono queste piccole cose non fatte che mi infastidirebbero, se sapessi che le mie ore sono contate.
Perché smisi di vedere buoni amici con i quali mi sarei messo in contatto ‘un giorno‘.
Perché non scrissi certe lettere che avevo intenzione di scrivere ‘uno di questi giorni ‘.
Infastidito e triste perché non dissi ai miei fratelli e ai miei figli, con sufficiente frequenza, quanto li amo. Adesso cerco di non ritardare, trattenere o conservare niente che aggiungerebbe risate ed allegria alle nostre vite.
Ogni giorno dico a me stesso che questo è un giorno speciale.

Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto.. è speciale!

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Drive in / Il Dottor T
« il: 01 Gennaio 2013, 23:20:50 »
Non è un anniversario, non è accaduto niente di speciale, ma mi sentivo di dire "Grazie, Fabio!"


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Filmati e foto / Per gli amanti del genere
« il: 27 Dicembre 2012, 11:00:07 »
Ossia quelli a cui piaciono le motoscorreggette, questa vale la pena davvero

http://www.youtube.com/watch?v=97syaiBP7i4&feature=player_embedded

Guidata da un classe 1996, che già al giorno d'oggi ha abbandonato le supermini e fa questa musica qui

http://www.youtube.com/watch?v=GEqUXU4HFl4

Se penso a come andavo io a 15 anni, e con cosa, realizzo che a volte non si tratta solo di opportunità, nella vita! sm444

1300
Notizie e curiosità / Revisione annuale dei motocicli
« il: 26 Dicembre 2012, 22:41:15 »
La UE non è favorevole, indovinate chi è fuori dal coro?  sm409

http://www.moto.it/news/commissione-trasporti-ue-no-a-revisione-annuale-per-due-ruote.html

1301
Moto d'epoca / AIM 125
« il: 26 Dicembre 2012, 14:38:17 »
Non credo lo ricorderanno tutti. Un po' più meteora di altri, meno diffuso, ma una gran bella moto che se non erro aveva anch'essa origini tosco-fiorentine.
Era forse il 1975 quando Terzi in persona, durante un pellegrinaggio tra i punti vendita di tutta Italia, comunicò al mio meccanico di allora che, per scelte commerciali, avrebbe preferito dare la concessione ad altra persona. Era il periodo in cui gli accordi venivano fatti con una stretta di mano ed erano sempre le persone a muoversi per, eventualmente, cambiarli. Terzi stesso comunicò l'alternativa nominando un nome tipo "Andrea Becocci", mi scuso se il nome reale non fosse questo, ma non mi sovviene più, sono passati una fracca di anni e sono pure rimbambito. Era, questi, un artigiano che aveva iniziato a produrre moto da cross, solito Sachs, solita componentistica di prim'ordine, anzi addirittura superiore alla media già alta. Destinazione: i campionati nazionali minori.
Fu così che in breve tempo arrivarono davanti alla sede, quotidiano luogo di ritrovo di noi clienti-amici-zecche nullafacenti sm444 due gemelline esattamente così:



Belle quanto le TGM, forse ancor più fascinose per la minore spigolosità, avevano costi superiori ma su di esse trovava, di serie, il meglio della produzione di allora.
Ne provai una e questo mi scolpì in mente una migliore quanto netta guidabilità rispetto alla parmense, frutto soprattutto del telaio, assolutamente superiore, in confronto al quale quello TGM era un banco di scuola e il mio Simonini un assieme di tubi saldati a caso  :73:
Mai vista la versione, che so esistere (vedi anche numerose foto su google) da regolarità.
Magari c'è chi ne sa di più. Sarebbe bello tenere presenti tutti i piccoli capolavori che si producevano qui, per pura passione e non solo per profitto (anzi, spesso la passione soffiava contro e di molto) negli anni 70, e la AIM è senza dubbio uno di quelli.

1302
Drive in / Curare l'igiene personale
« il: 22 Dicembre 2012, 19:38:14 »
E' molto importante!  sm453


1303
Fotografia / Survival equipment
« il: 22 Dicembre 2012, 13:58:20 »


Magari è il Kappone di McGyver  :93:

1304
Racconti & aneddoti / Una cena speciale
« il: 22 Dicembre 2012, 11:27:42 »
Allora ti aspetto per le otto.
L’invito telefonico non era per la morosa, e nemmeno per un collega di lavoro, tantomeno per una signora disinvolta conosciuta tramite amici.
Avevo invitato me stesso o, per meglio dire, mi ero invitato da solo. Con la differenza che non l’avevo fatto parlando tra me e me come a volte succede, ma trovandomi contemporaneamente da un capo e dall’altro del telefono. Fenomeno inspiegabile e figlio di un antefatto che era accaduto come in un sogno, ma un sogno di quelli frutto di malessere agitato.
Stavo tornando da un girello pigro tra i colli, in una bruma a tratti densa. “Che strano, nebbia a settembre e per giunta a quest’ora del pomeriggio”.
Una sagoma scura all’improvviso, a bordo strada, nella nebbia resa iridescente dal sole settembrino. L’occhio la nota e non la fissa, la mente la ingabbia, la elabora in un battibaleno e la categorizza in maniera spietata, allucinante.
Un ragazzo accovacciato in fianco ad una vecchia Aermacchi 125, aveva la testata tra le mani e guardava dentro al cilindro con aria preoccupata. Avevo avuto una Aermacchi così, e i troppi alesaggi ormai facevano durare poco i pistoni, che battevano inesorabilmente contro la luce di scarico nonostante il traversino.
Torno indietro e mi fermo davanti a quel ragazzo. Lo guardo nella nebbia, lui mi guarda. Sorride. Mi preoccupo.
Imprigionato dal tempo in due dimensioni, incontro me stesso di trent’anni fa. Di trent’anni dopo.
In quella strada che facevo così spesso, incontravo me stesso di quando avevo la Aermacchi.
Fu così che, ripresomi dallo stordimento, gli lasciai il mio numero di telefono.
Mi chiamò due giorni dopo, e si invitò a cena in un posto semplice, ma ben fornito. Per vedere come se la sarebbe passata, disse. Tutto felice. Ed io sentivo il gelo dell’inquietudine.
Ed ora eccoci qua, il ragazzo con la AHD ed i suoi sogni e l’uomo coi suoi ricordi.
- Allora, come ti va, come t’è andata?
- Come vedi, mi è andata benissimo, mentii
- Allora alla fine non hai più volato, sei diventato un avvocato, aiuti la gente, combatti l’ingiustizia! Quando mi hai incontrato, stavo proprio andando a Istrana a vedere qualche decollo.
- I sogni son cose da giovani, poi si cresce, c’è la vita, quella vera. Coi suoi problemi, le sue urgenze, se avessi fatto l’avvocato dei giusti a quest’ora avrei ancora la Aermacchi.
Fu colpito da questo cinismo in cui non si riconosceva. Ma incalzò con tenacia giovanile:
- E allora che mestiere fai? Che lavoro farò?
Non gli dissi che avrebbe volato, e si sarebbe sentito Apollo sul carro del Sole, per poi scoprire di essere Icaro precipitato per avvenimenti tanto crudi da fare una cacchiata dopo l’altra fino a scegliere di abbandonare. Non gli dissi che appena entrato in tribunale sarebbe scappato con un conato in fondo alla gola. Che ci si sente, in quel momento, come un medico omeopata buttato all’improvviso in un ospedale da campo sull’Ortigara, dove non sono le pillole naturali a far vivere ma amputare, tamponare, strappare e spesso anche scegliere chi far morire.
E quindi risposi
- creo strutture e situazioni di vendita, analizzo potenziali e risorse per poi modellare la squadra per giocare la partita. E le mie squadre vincono sempre, anche se spesso non mi fan più giocare quelle partite, perché la gente è così, imparalo subito.
Rimase in silenzio un attimo, uno solo però. Poi a bruciapelo
- E la Francesca, l’hai sposata?
- La Francesca era un amore giovanile, ma era ingenua e non sapeva cosa volere. Ho scelto una donna con le palle e una carriera davanti, è stato quasi una scelta obbligata.
- E io adesso come lo dico, alla Francesca?
- Allora, sei contento di queste notizie?  Sarai uno dei migliori nel tuo campo, guadagnerai molto, avrai una bella casa, una bella macchina, e tutto sembrerà girare alla grande.
Gli risparmiai l’ultima parte, forse situazioni differenti avrebbero potuto evitargliela. Sappiamo così poco sull’effettività dei Quanti…
- Non so, in verità sono un po’ deluso.
- Cos’è, ti piace la retorica bohemièn?
- No è quello, è che vedere questa faccia, vederti così... si, mi somigli, ma io non sono quella roba lì, sei... rassegnato, non hai sogni, non sei felice... io almeno, talvolta, lo sono.
- Capirai presto che la felicità è una roba che si dice ma non si fa. Capirai presto che coi soldi non si compra la felicità, ma senza soldi non si compra niente.
Inorridii sentendomi pronunciare abomini simili, a quali non riuscivo a credere neppure dopo aver visto troppi cicloni per credere che il mondo potesse essere una giostra.
- Invece spero di capirlo tardi. A volte mi pare che, talvolta, quel che si compra coi soldi sia nulla anch’esso.Ti dispiace pagare la cena? Ho speso tuti i risparmi per il pistone.
E così il ragazzo se ne va. Se ne va col suo passo trasandato, coi suoi capelli arruffati sopra una testa che dondola cullata dai sogni. L'uomo torna al tavolo, ordina un torbato e si lascia avvolgere dal suo bouquet mentre guarda davanti a sé senza vedere nulla.


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Fotografia / MX
« il: 20 Dicembre 2012, 00:31:36 »