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Topics - alex

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Notizie e curiosità / Altopiano di Asiago
« il: 20 Febbraio 2017, 21:30:33 »
Qua una volta va dritta, la seconda magari pure, ma poi ...

http://www.ilgiornaledivicenza.it/territori/bassano/altopiano/corse-sui-sentieri-vietati-sette-motociclisti-multati-1.5501572

E non è nemmeno una delle aree dove c'è più repressione.

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Moto GP/SBK ecc. / Sepang Test
« il: 30 Gennaio 2017, 08:42:51 »
Adri, faccio solo qualche giro e poi ce ne torniamo a pescare!


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Drive in / LOGICA FERREA
« il: 04 Gennaio 2017, 14:29:33 »
Però scommetto che avrebbe voglia di piangere invece di sforzarsi di fare il duro con contegno  :arar:

https://www.facebook.com/DiarioDelMotoimbecille/videos/1659707224043270/

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Drive in / Domanda agli amanti dei cani
« il: 03 Gennaio 2017, 21:47:19 »
sapete mica di che razza è quel cagnolino lì?


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Notizie e curiosità / Forestale addio
« il: 01 Gennaio 2017, 20:45:52 »
http://www.ilmessaggero.it/latina/l_ultimo_ammaina_bandiera_scuola_forestale_di_sabaudia-2170692.html

Quale sarà lo scenario prossimo venturo, per chi frequenta colli e monti? Considerando che anche le Guardie provinciali sono state rischierate presso altri enti, chi è adesso che vigilerà sul patrimonio forestale e con il quale dovremo trovare da ridire per far valere i diritti di un cittadino? Troveremo forse le stesse persone ma in divisa nera?

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Drive in / Che notate qui?
« il: 31 Dicembre 2016, 15:20:28 »
Io ne deduco solo una cosa: l'auto sportiva é come la donna, con gli anni le aumenta il culo.  :arar:


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Motore / Il 2T. Sembra un motore facile!
« il: 30 Dicembre 2016, 18:05:04 »
Dai, un regalino per le feste. Buona lettura!
http://contiman.free.fr/dossier%202%20temps/%5BEBOOK%5D%20FACCHINELLI%20-%20ELABORIAMO%20IL%202%20TEMPI.pdf

E nel caso lo aveste già letto, ricordate che può succedere anche quando vi regalano una cravatta  :SAD:

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Officina / Scegliere una candela per il 2T
« il: 29 Dicembre 2016, 23:56:28 »
La scelta del grado termico della candela. Contributo di fabio Bizzetti / Tecnica Enduro

La candela ha il compito di generare la scintilla, ma lo deve fare in un ambiente molto difficile, complicato (nel caso del motore a 2 tempi) dalla presenza dell'olio lubrificante. La combustione della benzina, ma non di meno quella dell'olio, ha la caratteristica di produrre dei composti carboniosi sull'isolante della candela, composti che in presenza di tensioni elevate diventano buoni conduttori, scaricando quindi a massa l'energia che dovrebbe invece servire per far scoccare una bella scintilla.

La candela però ha la possibilità di autopulirsi da questi composti carboniosi, ma ci riesce solo sopra una certa temperatura, 500C. Sotto i 450C non riesce ad autopulirsi, anzi i composti si accumulano sempre di più. Tra 450C e 500C diciamo che la situazione rimane in equilibrio.

Quindi è importante che l'isolante della candela raggiunga almeno i 500C, ma esiste anche un problema complementare, sopra i 850C la candela è così calda che può danneggiarsi, o peggio (sopra i 950C circa) causare l'accensione della miscela prima che scocchi la scintilla, causando la cosiddetta preaccensione, che è estremamente deleteria per il motore perché la combustione anticipata sviluppa pressione quando il pistone sta ancora salendo, frenandolo quindi con conseguente riduzione della potenza meccanica generata, stressando termicamente il pistone e meccanicamente sia questo che l'imbiellaggio, e causando pressioni così elevate in camera di combustione da innescare un fenomeno secondario ma ugualmente deleterio, la detonazione delle sacche di miscela non ancora investite dal fronte di fiamma (quindi normalmente quelle periferiche). La detonazione (come dice la parola) è una vera e propria esplosione, quindi gli shock meccanici e termici cui è sottoposto il motore sono elevatissimi. La detonazione inoltre spazza via il sottile strato di benzina e lubrificante che protegge le superfici interne del motore, e provoca l'erosione del metallo del pistone e della testata e a volte persino del cilindro (che iniziano letteralmente a partecipare anch'essi alla combustione ad altissima temperatura). Passano al massimo una manciata di secondi che prima ancora che il danno da detonazione possa provocare un grippaggio, quello da preaccensione (sotto forma soprattutto di temperatura estremamente elevata localizzata al centro del pistone) provoca un bel foro e il motore si ammutolisce.

Quindi è importante che la candela smaltisca il proprio calore in modo da non provocare mai la preaccensione, ma non lo faccia troppo, in modo da non accumulare depositi carboniosi fino ad impedire che avvenga la scintilla ("candela bagnata" o "bruciata"). Come detto, sopra i 450-500C alcuni composti si generano ugualmente, ma non sono conduttori. La diversa temperatura genera composti di colore diverso e, come avrai già intuito, questo si può sfruttare (e si sfrutta) per valutare la temperatura della combustione e quindi indirettamente cose come la carburazione o ad esempio se l'anticipo di accensione è eccessivo (anche se ci sono metodi molto migliori per valutare quest'ultimo).

La scelta del grado termico della candela è lo strumento che abbiamo a disposizione per far si che questa temperatura sia sempre entro il range compreso tra 500C e 850C. Ogni costruttore usa una scala propria, alcuni addirittura inversa (nel senso che, ad esempio per NGK e Denso, più alto è il numero e più fredda sarà la candela, ma es. per Brisk, Champion e Bosch invece è il contrario). Qui ho preparato una tabella di equivalenza tra le diverse scale:



Va de sé che se usi la moto in pista da cross sabbiosa col gas sempre spalancato devi seriamente preoccuparti della preaccensione (e ancora prima di non danneggiare l'isolante) e quindi di montare una candela sufficientemente fredda, in modo che smaltisca bene il calore, quindi montare ad esempio una NGK di grado termico 8 (dipende dal motore, è solo un esempio per semplificare) ma se usi la stessa moto prevalentemente a bassi regimi e gas parzializzato, con la 8 rischi seriamente di bagnarla/bruciarla, se poi sei grasso è anche peggio (in caso di carburazione grassa la combustione genera meno calore) e se il motore ti fa continuamente fourstroking ("trotta" come spesso avviene a gas parzializzato specie quando si è carburati grassi) le combustioni saranno dimezzate e con esse anche la generazione di calore, quindi con la 8 hai la quasi certezza di bagnare/bruciare la candela e di rimanere a piedi.

Generalmente un motore a punto, non troppo esasperato, come i nostri insomma (li consideriamo "motori racing" ma sono ben lontani dalle potenze specifiche dei motori da pista, ad esempio) non è esageratamente critico sotto questo aspetto, quindi sui 250-300 2T a meno che tu non la usi in condizioni esasperate, un grado termico 7 (scala NGK) in genere offre, per l'enduro vario, il compromesso migliore, mettendo comunque al sicuro da rischi. E' il grado che consiglio anche a chi ha un cross endurizzato, dove quindi la Casa raccomanda la 8, ma per un uso enduristico normale sui 250-300 ripeto la 7 va meglio. Sui 125-144 (sempre ad uso enduro, non cross) invece consiglio la 8.

Sui 4T la candela è un componente molto meno critico, e si può usare quella specificata dalla Casa senza bisogno di ottimizzare / affinare la scelta in base all'uso che si fa della moto, cosa invece molto utile (e necessaria) sui 2T.

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Drive in / Gap (quasi) generazionale
« il: 29 Dicembre 2016, 21:07:41 »

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Drive in / Italiani? O tedeschi?
« il: 29 Dicembre 2016, 17:33:11 »
Magari i Francesi. oppure gli inglesi?

Per me, non c'è paragone coi Finlandesi, nessuno può contrastare la superiorità alla giuda di un Alen, Hirvonen, Makkinen, Mikkola, Latvala, Aaltonen, Vatanen, Raikkonen, Salonen, e lascio per ultimo il più grande, Henry Toivonen con tanti e tanti altri.
E questo tipetto conferma che l'heritage  durerà a lungo.

https://www.youtube.com/watch?v=_9sLTgW1leQ
Il Memorial Bettega a 16 anni.

Qui ne aveva 8
https://www.youtube.com/watch?v=06OC5OZgkCg

E qui si diverte con la mamma a bordo all'età in cui noi forse avevamo il primo motorino
https://www.youtube.com/watch?v=ZMDNDXpu86w

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Drive in / Mom Vs/Dad
« il: 29 Dicembre 2016, 14:49:03 »

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Altre moto / Più vedo le nuove e più apprezzo le vecchie
« il: 29 Dicembre 2016, 13:17:51 »
http://www.visordown.stfi.re/features/motorcycle-top-10s/top-10-longest-range-bikes?sf=lwxddgv#aa

Io in questa classifica ne salverei giusto 2, forse 3. E ne mancano che ne mancano!  sm409
Voi quali aggiungereste? personalmente sto iniziando a pensare che la migliore per un viaggio all-terrain sia la Transalp, per un mix di fattori che la rende unica. Ma non disdegnerei il viaggio, anche di lunga percorrenza, con un mono. L'LC4 mi pare perfetto, ma alcune jappe air cooled (alcune!) andrebbero ugualmente bene.

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Drive in / 2017
« il: 29 Dicembre 2016, 12:50:39 »
Capodanno rientra a pieno diritto in quell’insieme infausto di giorni dell’anno nei quali sentiamo il dovere morale, esistenziale, etico e civile di fare qualcosa di FICO. Di divertirci UN CASINO. Per carità, a volte è davvero spassoso. Io ne ricordo di capodanni che oserei definire “leggendari”, senza peccare di facile entusiasmo. C’erano tutti gli ingredienti che dovevano esserci: gli amici, la musica, la morosa, l’alcol, la goliardia, l’euforia, il trastullo, il cazzeggio, l’amico che s’infrattava con l’amica della tipa con cui ti infrattavi tu, le focacce preparate dalle mamme del sud per fare spugnetta del rum, i fumogeni, com'è bello far l'amore da Trieste in giù e le luci stroboscopiche persino. Una volta, causa eccesso di René Briand Extra (unico in grado di berlo, non per niente mi chiamavano "Kerosene") pisciai da un balcone al 6° piano. Che belli che erano quei capodanni. Non c’erano l’età adulta, le responsabilità, le preoccupazioni, i lutti. Non c’erano neppure i suoceri, i nipoti, i figli da mettere a letto, i cognati, gli zii di settordicesima generazione e tutto il corollario di parenti da onorare. Insomma, c'è stato un tempo in cui il Capodanno l'ho amato. Quando è stato naturalmente e sinceramente divertente.

Da qualche anno a questa parte, però, la ricorrenza inizia a suscitarmi una malcelata insofferenza (non rientrando io in quella schiera di belli, ricchi e tonici che vanno a festeggiare l'arrivo del nuovo anno alle Seychelles, per intenderci; se ce ne fosse anzi qualcuno alla lettura, è invitato ad andare a spulciare la Lonely Planet e a lasciarci in pace a crogiolarci nei nostri programmi nazional-popolari).

Il problema sostanziale del Capodanno risiede proprio nell’obbligo di divertirsi, costi quel che costi (indifferentemente che siano i nostri risparmi o la nostra dignità). Alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, colto alla sprovvista, in assenza di più gradite proposte, orfano degli allettanti e velleitari propositi stilati nei mesi precedenti, non si è trovato a prestare il fianco (e la presenza) a una delle seguenti situazioni (il tutto pur di non incorrere nel moralmente deprecabile “non fare un cavolo a Capodanno”):

1. Il veglione di Capodanno  tutti abbiamo almeno un amico che a più riprese nella vita, prova a convincerci che sia plausibile andare a festeggiare la fine dell’anno in qualche locale che assomiglia a un dopolavoro degli anni settanta, con i tavoli e le sedie di plastica bianca, i festoni, a ballare la macarena e - se sei fortunato - asereyè. Così nessuno mette in mezzo la casa, si mangia, si balla, ci si DIVERTE, tutti insieme a fare il conto alla rovescia eeeehhh…siamo i watussi, siamo i watussi, gli altissimi negri...e questo vantaggiosissimo pacchetto costa solo 35 euro a persona.

2. Il capodanno in piazza questo genere di scelleratezza è comprensibile solo se non si ha ancora il diritto di voto. O se lo si è conquistato da 6 mesi. Se hai superato i 20 anni e ti viene in mente di andare - boh - a Roma/Bologna/Milano/Firenze, per andare a festeggiare il Capodanno in Piazza, ciò significa in mezzo alla strada, a farti entrate il gelo fin dentro la colonna vertebrale, e stare in piedi, insieme ai cingalesi con le rose, per guardare un concerto dei Modà (o, peggio mi sento, di Gigi D’Alessio), io una domanda me la farei. E mi darei pure una risposta chiara.

3. La “festa” a casa dell’amico, del cugino, della tua amica. Che tu dici: dai, figo, conosciamo gente nuova! Ottimo! Arrivi carico di ottimismo e fiducia nel genere umano, con un outfit strategicamente studiato per sembrare figo ma non troppo, che poi sei pure stagionato, un rassicurante total black con giacca sportiva e nessuno sbrilluccichio troppo impegnativo. Orologio automatico, ma in acciaio. Radioso e florido di speranza, ti ritrovi in una casa dove c’è una cumpa di amici che si conoscono tutti dalle scuole elementari, seduti attorno a un tavolo, a giocare al mercante in fiera…

4. La “cena” a casa di amici. Che conosci. Sposati. Coppie. Nei casi limite ci sono anche dei bambini per errori tardo-residuali. Nessun single dell’altro sesso. Tranne un’amica della scuola materna della proprietaria di casa, che si è mollata da 2 mesi. Passi la serata ad ascoltare le sue disgrazie. Tracanni vino senza pietà, nel vano tentativo di sopravvivere al palletico. C’è la tv accesa in sala. Il climax della serata sono le stelle filanti accese alla mezza. All’1.15 i primi se ne andranno. Alle 2 sarai a letto. Depresso.

5. La cena al ristorante. Il cenone, chiamato così solo per legittimare il fatto che devi spendere 150 euro a testa, bevande escluse, per mangiare tendenzialmente di me**a. Talvolta rispettando anche uno specifico dress-code, tipo “Fumo di Londra”. E, sia chiaro, nei 150 euro non è incluso l'abito che, visto che nella tua vita non hai più incarichi dirigenziali, indosserai solo quella sera e quella sera soltanto.

6. La discoteca "non ci sono ragazzini", dove la cosa più mass che tu possa trovare ti costa comunque 50 euro consumazione inclusa (peccato che per sopravvivere alla fauna te ne servano ALMENO TRE), per ritrovarti pressato come una sardina sotto sale, a squamare in mezzo ai primati. Questo a meno che tu non investa la tua tredicesima (chi ce l’ha) per prendere un tavolo e sbronzarti, finendo nel migliore dei casi a limonare con qualcuna di cui non ricorderai le generalità dopo 2 ore.

7. La cena con i parenti. Perché sai, a questo punto, invece che passarlo con gli estranei preferisci stare con la tua famiglia! Uhm. Ne sei sicuro? Ciò implica che: ti ingozzerai così tanto da assumere il fabbisogno calorico di tutto il Lussemburgo, giocherai alla tombola, dovrai rispondere alle domande delle zie del genere: "Hai conosciuto qualcuna?", "Ma tu d'inverno che fai?", infarcite da "Sai chi ha avuto un infarto?" (discorsi che avete fatto pochi giorni prima, a Natale, ma che saranno riproposti con lievissime variazioni sul tema). Il tutto nell'estenuante attesa della mezzanotte, quando sarai nuovamente tenuto a mangiare una fetta di panettone e a brindare con delle discutibilissime bollicine, vendute nella stessa scatola del succitato panettone. No dico: sicuro sicuro che sia l'opzione migliore?

8. Il Capodanno romantico a due. Questo, a meno che non siate innamorati di fresco, ma proprio di fresco, generalmente si riduce in lei che cucina (perché si sa che a mangiar fuori a Capodanno si mangia male), lui che sceglie un film da guardare dopo cena, una bottiglia di vino, la telefonata dei genitori per fare gli auguri a mezzanotte e una opinabile sessione di mambo orizzontale di buon auspicio, per un altro anno in cui si fornicherà solo per anniversario e compleanni.

9. La Capitale europea, il viaggio che puoi permetterti e che fa figo quando la gente ti chiede "Cosa fai a Capodanno?" - "Vado a Parigi". Certo. Fichissimo. Peccato che spenderai inutilmente il triplo di quanto avresti speso ad andarci in un qualunque altro periodo dell'anno, e che il freddo che patirai, ma il freddo, il freddo guarda che tu non puoi averne l'idea, una cosa che ogni 10 passi dovrai entrare in una caffetteria per non andartene in ipotermia e morire, guarda, sarà veramente indimenticabile.

10. La serata con il gruppo storico di amici. Generalmente funziona che si portano le carte, cluedo, la wii, pictionary e tutto l'armamentario che dovrebbe consentire di non avere un attacco narcolettico prima della mezzanotte. In memoria dei vecchi tempi, si comprano ettolitri di vodka che nessuno berrà, preferendo piuttosto della coca cola zero o della citrosodina. La location, di solito, diventa la villa al mare dell'amico che s'immola e la mette a disposizione. Peccato che una villa al mare, a dicembre, disabitata, in Veneto, diventa un'esperienza così hard core che finite a fare il trenino indossando il piumino e il berrettino di lana a coste. E il giorno dopo siete comunque raffreddati.

Insomma, Capodanno è il giorno dell'anno in cui più ci sbattiamo per divertirci e più facilmente finiamo per non riuscirci.

Ad ogni modo, qualunque sia il modo in cui voi scegliate di trascorrerlo, che con buona probabilità farà in definitiva caaaaagare, io vi auguro che sia una buona fine e che sia un buon inizio.

Al netto della ricorrenza in sé.
Perchè rompo i coglioni ma vi voglio bene. Davvero!

Ah, a proposito: io non faccio un cavolo a Capodanno.