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Topics - alex

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Moto GP/SBK ecc. / Aggiustatine alla WSB
« il: 09 Dicembre 2016, 11:09:53 »
Dorna ha deciso che la condotta deve somigliare quanto più possibile alla GP.
http://www.gpone.com/it/2016120937386/sbk/chaz-davies-la-dorna-ci-ha-detto-che-dobbiamo-odiarci.html

Forse avete già letto anche le novità sul nuovo regolamento, in particolare la starting grid di gara 2. Complimenti!  sm409

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Drive in / Cairoli si prepara al 2017
« il: 08 Dicembre 2016, 13:34:37 »
Per un canto del cigno prima della definitiva abdicazione, ha voluto qualcosa di inarrestabile


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Racconti & aneddoti / Offtopic
« il: 05 Dicembre 2016, 14:56:28 »
Un weekend che partiva da lontano. Giorni, settimane di riunioni nei pomeriggi di prima estate a discutere dove, come, quando. Sembravamo Rommel ed il suo stato maggiore, con le cartine IGM spiegate sui tavoli di cucina o sotto ai pergolati di glicine, a discutere per ore sui dettagli e sui "ma". Ma le moto dove le lasciamo? Ma ci stiamo tutti lì? Ma non è meglio qui? Ma guarda che lì sarà notte e noi in maniche di camicia. Ma l'acqua chi la porta? L'acqua. Mai nessuno ha fatto tanti salti mortali per non accollarsi il peso infame di cotanta vitale necessità. Distruibuirlo un po' per uno non se ne parlava, creava grossi problemi di confezionamento e poi perdio siamo organizzati, che è sto schifo! e giù a ciondolare le teste convinti che fosse la soluzione migliore, per ricominciare a scaricarsi l'onere dopo due seccondi. Acqua. Che poi si e no saran stati due litri. Il resto birra, vino, Cocacola. Da unire a panini che nemmeno nelle pubblicità dei peggiori fast food del Milwaukee negli anni 60. A barre di cioccolata che parevano nate dal genio pontieri per farci i Baley. A barattoli di peperonate, tranci di pizza, crostate, potevamo resisterci per mesi lassù, nessuno ci avrebbe presi per fame. Ma vino, soprattutto vino. E grappa. Di quella che il fornitore avrebbe dovuto tener botta per mesi al genitore o al nonno che gli chiedeva dove fosse finita quella bottiglia sostenendone lo sguardo inquisitore.
Quindi qui, poi dobbiamo andare lì, ma la chiuderanno molto prima, per dove passiamo? E ce la facciamo in così poco tempo? Così fino a quando uno puntava un indice sulla cartina e diceva "da qui, abbiamo le moto!". E tutti a far di si, però spesso non è che fossimo tanto convinti. Ma c'era un alleato imbattibile: eravamo giovani e incoscienti, e soprattutto convinti di poter portare a termine qualsiasi cimento, figuriamoci uno spostamento su un tratto così piccolo di una mappa, e non importa se tra A e B l'altimetria avesse ben evidenziati dei singulti spiazzanti in modo ripetuto. Si faceva, perché avevamo fatto sicuramente di peggio. "Dormiamo qui o qui?" Cazzocene dove dormiamo, tanto finirà che tireremo l'alba a raggiungere il punto successivo sfiancando le Motoplat e battendo i denti. Quindi sacchi a pelo a casa, che non son mai serviti. Urrah celebrativi per il commento.

La partenza è definita per il sabato mattina alle 11. Alle 9 siamo tutti lì. Senza cellulari, senza accordi notturni. Solo che il primo via via vede arrivare tutti gi altri alla spicciolata e non fa neanche la faccia sorpresa.
Inizia il trasferimento. Piano, che le moto fanno un bordello infame. Piano, che di benza c'è solo questa e quella nella tanica che vediamo penzolare dallo zaino da trekking di Aldo, l'unico dotato di un telaietto cui fissarlo in modo meno improbabile. Mentoniera slacciata, cicca al lato delle labbra, avanziamo guardandoci a vicenda con un mezzo sorriso e un occhio semichiuso. Le camicie militari si gonfiano sulle schiene, ed i bottoni lanciano baluginii nel sole di giugno.
Davanto a noi, poi alla nostra sinistra, poi di nuovo davanti più vicino e più grande, la meta della notte. Ai suoi piedi, il campo operativo del sabato pomeriggio. Ma noi siamo pronti. sappiamo nei dettagli cosa fare, come, con chi e quando. Che i navy seals a  noi ci fanno le seg*e.
In effetti la prima delle postazioni scelte ha poco posto per le moto, e alcune non si vedono nemmeno quando andiamo ad appollaiarci su un costone. E sul quel costone inizia l'attesa. Il sole picchia. Tafani e mosconi abbondano, ogni tanto una smadonnata echeggia nella valle. Sogghigni degli altri. Si spacchettano le vettovaglie, ma appena appena che poi dovremo essere rapidi a richidere e riporre tutto. Ruminanti pieni di ormoni postpuberali masticano quasi in silenzio tra pannocchie ed erba medica, tirano lunghe sorsate dalle bottiglie. Scattano gli Zippo quasi all'unisono. Sempre più caldo.  Sempre più ronzii nell'aria, sempre più profumo di fieno. Uno sonnecchia, un altro ciondola da un ramo e qualcuno gli tira degli avanzi. Me li guardo uno ad uno, so di cosa posso fidarmi e in cosa devo stare attento per le scaramucce dei giovani esemplari Alfa, ora ci si vede di tanto in tanto, per caso. Un paio vado a trovarli quando me ne ricordo, e mi sorridono con gli occhi dalle foto in bianco e nero. Poi ad un tratto uno si immobilizza, alza la testa e sembra annusare l'aria come un predatore. Ci blocchiamo tutti, tutti col naso all'insù ed il collo ritorto. Si inizia.
https://www.youtube.com/watch?v=J5otpImadfk
Dimmi come si fa, Dottor Faust, che la vendo subito la mia anima, per tornare a un Piancavallo con quei ragazzi, quelle moto, quel sole.

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Racconti & aneddoti / 46 minuti di Brisa
« il: 04 Dicembre 2016, 15:58:54 »
Gli esordi, le scelte, le moto e qualche segreto. In un filmato bellissimo.
https://vimeo.com/151220063

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Moto d'epoca / Fabrizio
« il: 30 Novembre 2016, 18:29:25 »
Tra le foto commemorative del recentemente scomparso Lorenzo Bozzi, aretino, uno di noi, Ride In Peace, c'è questa.



Una Fabrizio. Bella bellissima. Mai vista una dal vero. Eppure ha avuto una sua storia, per quanto breve. Mi piacerebbe saperne di più ma a parte la scarna Wikipedia altro non trovo,magari qualcuno degli anziani  :arar: riesce a tramandarci qualcosa in aggiunta, come venne fatto per la storia Azteca.

Quello, mi dicevo, è senza dubbio lo stesso motore che montava l'Hopi. E Wiki conferma. Ma il telaio è lo stesso del 125 Aspes CR? Dall'81 in poi se non uguale era molto simile, ma solo dall'81, troppo tardi. M'è venuto il dubbio che potrebbe essere una idea mutuata piuttosto da quello AIM ed allora me lo sono andato a cercare. Ineffetti c'è una buona similitudine, ma l'AIM quel telaio iniziò a produrlo coi primi Water Cooled. E col forcellone in alluminio. Insomma una sola certezza: quel telaio era avanti anni luce rispetto alla produzione di pari anno.
Anche la sella mi ricorda tanto Aspes, ma è anche vero che praticamente tutte le selle del periodo (stiamo parlando della prima metà degli anni 70) erano fatte in quel modo o molto simili.
Quindi ritengo che il telaio sia stato costruito artigianalmente in casa, prendendo per forza di cose lo spunto di base da Aspes e poi unendo ove possibile particolari che costituivano un plus per le altre, basti pensare alla superiorità del telaio AIM rispetto allo stesso TGM di quel periodo.
Di sicuro, il trave ascendente posteriore, quasi verticale e da solo in luogo della classica "V" in cui alloggiare il filtro, su un doppia culla chiusa io non sono in grado di ricordarlo nelle moto fino al 1977/78. O mi sbaglio?

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Notizie e curiosità / Quanti mondiali ha vinto quello lì?
« il: 26 Novembre 2016, 20:58:45 »
10? No.  :arar:




Questo signore qui si chiama Giuseppe Marzotto. E' nato in provincia di vicenza. Non vi dice niente?
No. E se dicessi Charlie Brown?
Nato col cross, poi passò allo speedway, prima italiano e poi britannico e tedesco. E infine cominciò a fabbricare moto da Speedway. le sue moto hanno vinto 66 mondiali. No, non è un errore di battitura.

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KTM / EXC 2017: walkaround
« il: 26 Novembre 2016, 20:40:10 »
Oggi pioveva ma sono riuscito comunque a palpare moto. Prima ho sostituito il fonoassorbente del silenziatore della Fantichina, poi sono andato a cazzeggiare dal conce KTM non lontano da qui. Iniziamo a dire che non disponeva della gamma completa, non per suo demerito ma per il fatto che due notti fa ignoti hanno trovato interessante l'idea di ricavare un varco nelle vetrine posteriori per portarsi a casa 4 moto appena arrivate (e una mezza dozzina di biciclette) che in questo momento staranno ricevendo la immatricolazione in qualche paese dell'est.
Iniziamo a dire che il primo colpo d'occhio, mentre ti avvicini, ti dice subito due cose: hanno maggior luce a terra e sono più basse di sella. Che non sia il gioco ottico delle nuove plastiche lo conferma il venditore. Quasi 2 cm di aria sotto il telaio grazie alla posizione che può ricevere il nuovo motore e sella più bassa di altrettanto.
Terzo colpo d'occhio, ravvicinato: le plastiche non sono certamente quelle cui ci aveva abituato mamma kappa. Poi la nuova mania di fare meno pezzi (io penso sia per risparmiare su stampi e magazzino) conferisce questo aspetto lungo e stretto che a me già piacque nulla con le vecchie husqvarna rosse e nere di biemmevuiana memoria. E comunque lasciatemelo dire, il nuovo arancione, quasi fluo, fa sentitamente ca**re.
Intanto piovono i dati: in luogo del keihin c'è un Mikuni a valvola piatta (com'è fatta una valvola piatta?) che garantisce ancor più prontezza ai bassi. Il nuovo motore ha dai 1,5 ai 3 cavalli in più a seconda delle versioni, ed è dotato di contralbero per smorzare le vibrazioni in modo quasi totale (ma perchè, quel leggero fremito alle pedane dava fastidio?). L'adozione del telaio SX permette una posizione più avanzata del PDS e questo garantisce una migliore efficacia ammortizzante. la forca invece è una.... non me lo ricordo più. Ma insomma l'ultima sviluppata da WP. Ovviamente per averne una registrabile in modo decente occorre scegliere una versione Six Days. La quale Six Days era lì, motorizzata 450F, alquanto triste ma sempre meglio della famigerata Germany che mi fa ancora svegliare di soprassalto le notti del dopo impepata di cozze + bianchi del Collio.
Mentre mi decanta le meraviglie che gli ha insegnato il capoarea, io vedo solo particolari tristi. Delle plastiche ho già detto, vero? Allora proseguo: è la prima enduro che monta di serie la batteria al litio. Sbagliato. Sotto la sella del mio Fantic, che tu guarderesti come una cacca di cane, ne ho trovata una e funziona ancora benissimo. Il motorino di avviamento è stato semintegrato nei carter (tra motore e paracoppa) e adesso funziona. Il che detto da un concessionario KTM lascia comunque vagamente perplessi, però apprezzo chi chiama le cose col proprio nome. Anche se intanto penso a quanto faccia schifo l'AE del motore GasGas. Poi: Il nuovo comando rapido. E' una ciofeca cinese che manco sul peggiore dei Malaguti importati dalla ina, giuro, andatelo a vedere. Rivisto il telaietto sottosella per un nuovo e migliore sviluppo della scatola filtro. Non ricordo come fosse il precedente, ma mi ricordo perfettamente che fosse di alluminio. Quello. Questo no. E'ddeplastica. Pacco lamellare: rivisto in funzione di una nuova valvola di scarico e di un alesagio superiore in entrambe le cilindrate. Già leggo (giusto mezz'ora fa) discussioni che lamentano imperfette chiusure delle nuove lamelle, per fortuna c'è chi si prende pure la briga di smontarsi la moto nuova.
Conclusioni? Ah, quanto costa: scontata 8800 la EXC 250, 9600 la SixDays. Puoi fare di meglio...so già dove parare, Brò.
Dicevo: conclusioni? Niente perchè sono povero. Ma se mi ripiglio un pelo non ho dubbi. Husqvarna TE300.

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Notizie e curiosità / Guerra aperta
« il: 25 Novembre 2016, 11:20:00 »
http://www.motociclismofuoristrada.it/articoli/view/enduro-legale-forestale-e-cai-contro-i-motociclisti-accusati-di-essere-incivili-e-criminali-66716?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook

Dovrebbero denunciarli gli stessi enduristi, quelli rispettosi. fatto sta che qui zona dopo zona si perde il controllo della situazione.

100
Racconti & aneddoti / La rotonda
« il: 24 Novembre 2016, 18:18:23 »
Qualcuno la chiama roundabout. ma lei è la rotonda, una invenzione recente che ha l'intento di sconguirare gli incroci a raso, e per rassucirarci sulla sua efficacia sbrilluccica di minuscoli frammenti di vetro per tutta la sua superficie. ma tant'è, è lì e lì rimane, ormai.
Esistono cose difficili al mondo, è vero.
Rendersi conto di vivere nello stesso pianeta di Gigi D'Alessio. Pensare che la più celebrata storia d'amore al mondo è tra due perfetti cretini. Capire le donne.
Poi ci sono cose impossibili, come capire le donne.
E le rotonde.
Stamattina ho preso la 990 e con ancora due tacche di temperatura, tranquillissimo, in questo preciso istante sono in una rotonda.
Nel senso che sono già entrato nella rotonda, non è che a qualcuno potrebbe venire da commentare "ohibò, guarda che situazione equivocabile, quell'aitante signore pelato con la postura di uno stitico su un cesso da campo forse STA PER impegnare la rotonda".
No.
Sono dentro una rotonda.
Non grande ma nemmeno piccola, una curvy, insomma. Le migliori. Bastarde e inequivocaboli, un buco nero in cui, quando sei su una moto, vieni fiondato giocoforza a giocarti il destino ai dadi. Questa poi + anche in contropendenza. Alleluia.
Una di quelle che non puoi stare a destra o sinistra, puoi starci solo in mezzo. Economie e urbanizzazione selvaggia devono trovare sempre una intesa. E io ora ci sto in mezzo.
Mezzo, però, è concetto che la mente non considera: dagli ottimisti ed i pessimisti, passando per i linotipisti, Fois ed il suo tempo, terre che hanno visto battaglie, luoghi marini con camini fumanti e posizionamenti gentici di piccole stelle senza cielo.
Sono in mezzo ma devo scartare a destra perchè un tizio con una minchia di 500L ha deciso di superarmi. La manovra non è agevole ma la compio maledicendo ogni divinità inventata sulla terra. Poi, improvvisamente, non posso nemmeno più farlo perchè, a destra, in sorpasso anche lui e SEMPRE NELLA ROTONDA, c'è un altro cavolo di motociclista vestito da diavolo con fiamme intorno al teschio, giubbotto nero di pelle e catene e fiamme infernali e soprattutto tanta, tanta calma.
Mi ritrovo a non poter andare a destra, non poter tornare a sinistra e sono, tante delle volte fosse sfuggito il particolare, IN UNA ROTONDA, quindi, anche il tirare dritto non è compatibile con la mie imbarazzanti aspettative pensionistiche.
Nel dubbio, allunga una sberla. Così si dice. Io, nel dubbio, raddrizzo e freno.
Il tipo a sinistra con la macchina finta passa e sfreccia via, il motociclista accelera e sfreccia via anch'esso, entrambi con l'eco delle mie maledizioni. Faccio addirittura in tempo ad alzare un dito nell'universale segno di amicizia e fratellanza.
Esco dalla rotonda e decido che, da domani, magari passo per Belluno ma trovo una strada arotondica. O che prenderò la macchina.
Faccio venti metri e trovo il motociclista a lato strada e, nel caso avesse avuto da fare mentre io mi vedevo la vita passare davanti, ripeto il gesto anglosassone che tanto ci piace aver fatto nostro, in modo che possa capire bene il messaggio che volevo veicolare.
Qui succede una cosa inaudita.
Mette una mano sul cuore ed alza l'altra abbassando la testa per chiedere scusa.
Oddio, c'è gente che ammette di aver sbagliato.
Pensavo fossero estinti come i dadaisti, invece, eccotene uno. Accosto poco più avanti. Metto il cavalletto. Scendo.
Alza la testa e fa la faccia attenta. Per chiarire subito le intenzioni, avanzo con la mano tesa in avanti, qualcuno con le palle per chiedere scusa va ringraziato. La mano viene presa e stretta sorridendo.
"Scusa, non avrei dovuto sorpassarti a destra"
"Tranquillo, non ci siamo fatti male uscendo da una situazione del menga e nessuno dei due ha un cric in mano"
"Nel reciproco rispetto di madri e sorelle, poi"
"Possiamo anche gridare al miracolo"
"O prendercela con quello della 500L"
"Sto fiol de na vaca"
"Bueo smarso"
"Interista e recion insieme"
"Oddio tutta sta sfiga? Che sia possibile?"
"Hai visto che macchina guida? Uno così può tutto"
Dalle porte del cielo ad un caffè nel giro di un vaffanculo e mezzo.
Mica male come inizio di giornata.

101
Motore / NGK
« il: 24 Novembre 2016, 16:10:55 »
popolo, scusatemi se  :ple:  ma io devo rifarmi una base da zero, anzi da sotto zero visto che quanto so sui 2T risale alle guerre di indipendenza  :mm:

Da libretto U&M il motore GG dovrebbe montare la MGK BR8EG.
Quando ho tolto la candela per controllare il suo stato, ho visto che la mia monta una 9EG.

Da qui le mie domande:
1- non è un po' troppo caldina, la 9?
2- la ES dovrebbe garantire miglior accensione avendo un elettrodo più sottile, a fronte di maggior usura e precoce dipartita per lo stesso motivo, surriscaldando più rapidamente. Ha senso?
3- quella più indicata per un uso rozzo e una carburazione per il momento leggermente perfettibile dovrebbe essere la B8ES. Confermate?
4- per una carburazione più grassa rispetto a quella ottimale, che vorrei comunque tenere fino a quando aumenta il livello di confidenza, sarebbe preferibile una BR7, magari anche ES, ossia con elettrodo più standard. O è una esagerazione?

fermo restando che la base di un buon funzionamento della candela è e resta comunque la carburazione, il tempo ha cambiato qualcuno di questi parametri base, ammesso e non concesso che siano corretti?

102
KTM / Partire col calcio anche in FR 250
« il: 23 Novembre 2016, 16:06:50 »
Da segnalazione di teo91, la possibilità di dotare la Freeride a 2T dell'avviamento a pedale tramite un kit.
E' singolare che tale kit non sia previsto, di serie, dalla casa madre che fornisce unicamente lìavviamento elettrico che, a quanto pare, funziona spesso male.

Non sono riuscito a capire chi sia il produttore, per questo confido nell'intervento di teo, visto che le foto gliele ho postate  :098:

Da quelle foto io non ho capito un granché.  :SAD:
Solo mi pare che l'alberino sia decisamente a sbalzo per mermettere di evitare l'interferenza con la pedana, ma magari è una mia fisima.

Il KIT


La prolunga dell'alberino


Non chiedetemi il perché, non saprei rispondere


Risultato finale visto di lato


Risultato finale visto dall'alto


Risultato finale vista posteriore



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Ciclistica / FLITE. A marzo 2017 da GoldenTyre
« il: 23 Novembre 2016, 15:52:49 »
http://www.goldentyreworld.com/project/flite-tubeless-system-fts/

Da quel che ho capito, praticamente è una mezza camera d'aria incollata al copertone, che permetterebbe di evitare la camera d'aria intera. Se non si scolla con torsioni o surriscaldamenti, potrebbe essere un sistema per alleggerire di quel chilo le ruote, facilitando il montaggio e permettendo -solo forse- anche l'eliminazione del parastrappi.
Però viste le pressioni menzionate non sostituisce le mousse. Ma a scapito di 1/3 di psi si dovrebbe avere una combinazione decisamente più economica, spero, visto che il buon senso direbbe che al massimo il tutto dovrebbe costare quanto copertone+camera tradizionali, altrimenti fangùl.
Per la verità, qualcosa di simile si usa da un po' sulle MTB e quindi la tecnologia dovrebbe almeno essere vagamente collaudata.

104
Drive in / Furgoni, megavan, supercarrelli
« il: 20 Novembre 2016, 15:45:07 »

105
Accessori e attrezzature / Poletti supera il gap?
« il: 20 Novembre 2016, 10:19:37 »
TPS - Tube Pressure System



Dalla pagina di Marco Poletti:
Il T.P.S. è un dispositivo semplice e geniale che cerca di andare oltre all’inevitabile compromesso di una forcella da fuoristrada che deve essere morbida per assorbire le irregolarità del fondo ma nel contempo deve "sostenere" nell’atterraggio dai salti o nelle buche più profonde. Mentre il lavoro del monoammortizzatore è facilitato dai leveraggi progressivi, la forcella deve ricercare la progressione nei componenti interni e nei sistemi di controllo dell’idraulica. Se le cose fossero così semplici basterebbe una accurata taratura per risolvere la questione, invece la progressione va ricercata non solo in base all’escursione, ma anche e soprattutto tenendo conto della velocità di affondamento. In particolare, quando si atterra da un salto la velocità di compressione è elevatissima, così come l’escursione a cui è sottoposta la forcella, e in questo caso la forcella deve essere assolutamente sostenuta da una maggiore compressione idraulica che freni il più possibile la corsa improvvisa verso il finecorsa. Nel contempo, nel caso di una staccata con fondo irregolare, la forcella deve si contenere l’affondamento per non arrivare al fondo corsa ma deve continuare ad assorbire le buche che altrimenti verrebbero trasmesse sulle braccia del pilota .
Questo è appunto uno scenario che mette in crisi proprio la forcella e il suo pilota ma soprattutto chi deve cercare una taratura e delle regolazioni che riescano in qualche modo a soddisfare le due esigenze opposte, da qui l’ovvio compromesso tra durezza e confort .
E’ proprio su questo fronte che Poletti da anni sta concentrando i suoi sforzi . Il risultato di questi sforzi è proprio il TPS.
Il dispositivo TPS è un tubo realizzato in alluminio e/o in materiale plastico con una conicità e un diametro interni opportunamente calibrati , e da una valvola che va ad aprire dei fori di passaggio nella fase di ritorno . Questa valvola è un componente decisamente importante. Nella fase prototipale Marco Poletti ha fatto moltissime prove per trovare il giusto compromesso tra posizione e dimensione dei fori, tra lunghezza , diametro e conicità del tubo testandone di volta in volta il comportamento in condizioni limite grazie a piloti di esperienza mondiale e alla disponibilita' della sala prove della Paioli Meccanica .
Guardando i grafici saltano subito all’occhio le caratteristiche del dispositivo. Confrontando i grafici di una sospensione con TPS con una sprovvista alle basse velocità non ci sono in pratica differenze, quindi il dispositivo non entra in gioco almeno fino a movimenti nell’ordine dei 500 mm/sec. Dopo questa soglia il suo intervento cresce progressivamente fino a modificare completamente la fase di compressione a velocità superiori di affondamento ma solo nel secondo tratto di escursione. La forcella risulta decisamente più progressiva rispetto alla forcella senza TPS nella parte centrale-finale dell’escursione, quindi proprio nel caso di un atterraggio da un salto in cui c’è una elevata velocità di affondamento abbinata ad una escursione molto ampia o in una staccata violenta con buche fonde , trasmettendo al pilota maggior feeling e sicurezza di guida .

Possiamo ottenere una forcella dura che lavora "sulle braccia" come una morbida oppure una forcella morbida ma sempre progressiva!

Un passo avanti nella tecnica delle forcelle firmato Poletti.

Andrebbe provato. Con un pizzico di scetticismo su ogni effetto miracoloso.