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Topics - alex

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Moto d'epoca / Ma il TAU?
« il: 15 Marzo 2012, 09:22:25 »
Alla fine degli anni 70, il 77 o 78, trivelli presentò un motore liquid-cooled (a valvola rotante?) che fu abbastanza famoso, visto che furono in molti ad adottarlo, anche in versione 320per le moto da trial. La sua comparsa più importante la efce sui primi Valenti da cross.
Ma quel che più mi piace ricordare è il raffreddato ad aria precedente, che per dimensioni (compattissimo rispetto al quasi coetaneo ed estinto Sachs, nonchè rispetto all'Hiro, somigliava un po' al Villa ma di dimensioni più compatte.

Al giorno d'oggi che fine ha fatto la TAU?

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Notizie e curiosità / Raduno Ancillotti Scarab
« il: 15 Marzo 2012, 09:05:52 »
Il Registro Storico Ancillotti Scarab lancia l’edizione 2012 dell’ormai tradizionale raduno riservato alle “gialle di Toscana”. Quest’anno si va a Lendinara (RO), dove ci si avvale dell’aiuto della locale Associazione Enduro. Questo gruppo gestisce un impianto off road permanente, il Campo Enduro/Cross, che è stato ritenuto terreno ideale per celebrare la festa delle Scarab, in quanto area chiusa per divertirsi in moto e dotata di agri turismo per pranzi e cene. E si sa che in un raduno l’aspetto enogastronomico non è certo messo in secondo piano.

Ma le Scarab non possono non girare in pista, e allora ecco che a Lendinara si trova tutto il necessario: campo da cross medio/soft e fettucciato in mezzo agli alberi, curve curve e controcurve, ma anche qualche difficoltà studiata “ad hoc”.

Al raduno potranno partecipare tutti i possessori di Scarab, anche se non iscritti al Registro Storico (che ne conta 199), e tra i partecipanti verranno assegnati i seguenti premi:

 

    Moto più datata
    Moto più recente
    Moto meglio conservata
    Moto meglio restaurata
    Pilota venuto da più lontano
    Moto più rara

 

26 e 27 maggio 2012

Lendinara (RO, Frazione Campomarzo)

Costo per girare l’intera giornata: 15 euro

 

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Filosofia motoalpinistica / Riflessioni di uno sfigato
« il: 13 Marzo 2012, 09:35:32 »
Arrivano alla sera, quando sei stanco e abbassi le difese. E’ allora che se ne approfittano e ti piombano addosso come vietcong, spuntando da chissà dove. Sono quei fottutissimi pensieri che per tutto il giorno tieni da parte col decisionismo e con il sapere come si fa, quelli che ti insinuano il dubbio e che ti mandano in vacca lavori portati avanti con coerenza, pianificazioni perfette, timing da meccanismo fatto a Schaffausen.
Nella fattispecie, dopo le 22 quando invece di andare a dormire ciondolo per casa come un vitello bolso, sbucano i pensieri oziosi sulla moto ideale per accompagnarmi su questo viale del tramonto fuoristradistico.
Da un canto mi attira la moto facile, e mi dico “surdimensiono l’attitudine del mezzo all’uso estremo e poi me ne vado per mulette medio-impegnative, quelle che, adesso, se sono in compagnia affronto come la scala del patibolo, e se son da solo a volte rifuggo vergognosamente per garantirmi autonomia fino all’ora di cena. Una motina leggera, con le quote giuste e un motorino che non strappa gli omeri dalle spalle. Ma poi inizio a chiedermi: ma lo sai dove vivi? Vivo in un posto dove posso permettermi poco più che gli ampi sterrati, sempre che non si voglia rischiare di farsi fare un mazzo così ad ogni uscita. Dove per fare una di quelle mulette medio-impegnative sono costretto a caricare tutto l’ambaradan sul carrello per sciropparmi una trasferta di qualche ora. Il che potrà capitare quante volte, in un anno, 3, 5, 7? Settemila euro in garage per goderteli al massimo 7 volte l’anno mi pare eccessivo, e mi secca avere pensieri simili, quando per una vita me ne sono fregato dei costi della passione. Perché la passione non si budgettizza. Eppure adesso lo faccio, e mi odio.
Poi inizia la solfa: ma sono proprio sicuro che per arrivare a sera mi andrà bene un motore “che fa quel che può”? Quanto ci metterò a stufarmi? Mi viene in mente il povero Pegaso, liquidato in meno di tre mesi perché dovevo tenerlo sempre a chiodo e una volta su due cercavo un’altra marcia che non esisteva. Poi ancora: un piccolo 2T mi darà un briciolo di emozione, che è ancora l’unica cosa che cerco quando esco in moto? Va tenuto sempre alto, occorre giocare continuamente di cambio e frizione, almeno 5 volte tanto rispetto a un 4T di media cubatura, va fatto scorrere e tenuto veloce. Ma sono poi sicuro che sia quel che voglio? In effetti sono sicuroe sattamente del contrario. Ora ci saranno commenti sul come i pacchi lamellari bla-bla…sui moderni motori derivati dal trial… si ma sempre un 200, un 250, un 280 a 2 tempi resta, e si guida così, lo si tiene allegro e veloce, altrimenti in uscita di curva ci si ritrova piantati con un povero cadaverino agonizzante che riprova a recuperare la coppia per andare avanti. Un motore a miscela lo si può evolvere quanto si vuole, ma rimarrà sempre confinato su rendimenti ad alto regime ed a schiena di coppia altalenante. Per sua propria conformazione. Le G-Force o similari hanno solo spostato un po’ più sotto il problema. O almeno io lo vedo come problema. Ed è a me che interessa, al di là dei discorsi di carattere generale. Insomma, per come la vedo io, per il mio scopo specifico, non mi soddisferebbe. Fosse un Kappino 200 o una X-Ride.
Allora riprende piede la corrente di pensiero che dice “ti tieni la Bastarda a tempo pieno” e impari ad andarci dove puoi e come puoi, tanto non tornerai mai più quello che pesa 6 chili in meno ma indossa una giacca 2 taglie più grande. che poi, in fondo, a me piace come va, solo che devo ricordarmi che non ci posso andare dove osano i duemmezzo, per limiti tecnici e fisici soprattutto. E psicologici. E forse, scendere a patti col fatto che sono quel che sono è la cosa migliore, ed è inutile girarci attorno. Emozione garantita, forse un ripiego comunque, ma almeno quando giro il gas mi arriva la botta di adrenalina. Dopotutto, è adrenalina anche quando ci si caca sotto

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Report su uscite nel nord Italia / Fare il monello
« il: 11 Marzo 2012, 20:52:16 »
La giornata era perfetta. Ieri il giro a scottadito con la Bastarda mi aveva lasciato una gran smania di sterro.
Mi sarebbe piaciuto arrampicarmi lungo la strada vergognosamente asfaltata l'estate scorsa



e quindi portarmi su in alto, dove le malghe sono ancora vuote, ad ammirare uno spettacolo senza uguali



giusto anche per provare la Lumix nuova, che sta bene nel taschino della giacca e ti permette di rubare scorci di bellezza rurale



ma per arrivare lassù avrei dovuto trascurare il fatto che non ci si possono mettere le ruote



e quindi avrei dovuto, a malincuore, rinunciare a un 360° da troncare il respiro



Vabbé, pazienza...  sm442

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Racconti & aneddoti / Incontri casuali
« il: 06 Marzo 2012, 23:17:09 »
Stamattina scendo a far colazione, qui in albergo a barcelona, e mi porto dietro l'Xoffroad che non ho ancora avuto tempo di leggere.
mentro son lì che sbafo con un occhio al giornale si avvicina un tale che mi dice che non è solito trovare qualcuno che legge riviste specialistiche di moto, specie poi quando si tratta di todoterreno.
Gli dico che per me è una passione, praticamente inespressa da sempre visot che il mio livello è amatoriale, ed anche quello...è un complimento  sm444
Lui risponde qualcosa tipo "l'enduro lo si vive prima di tutto dentro di noi, e poi soltanto con la moto, per cui a qualsiasi livello va bene". Questa concezione alquanto Zen di una attività che dai più è considerata al pari del ratto di minore mi incuriosisce, e mi presento. Lui mi porge la mano e mi fa "Nani Roma".
Stihazzi.  sm29
L'unica volta che l'ho visto ero capopostazione al Baja, sarà stato il '99, forse il 2000. Ma aveva un casco ed era transitato per primo con una KTM ufficiale. Per me era uno che meritava tanto, ma che era finito nel cassettone dei ricordi a causa di una persistente sfiga, che lo privò di tante vittorie tranne una sola volta alla Dakar nonostante non so quante partecipazioni prima di passare alle auto. Ma io questo mica gliel'ho detto  sm444

Si avvicina un tale e me lo presenta: un tal Gerhard (o Gherard, o Gerart) nonsochè, che sarebbe poi il proprietario della olandese Reiger Racing. Roma mi spiega che lui adesso fa il distributore di componenti speciali per la Spagna, per tutte le attività di todoterreno, e sono lì per una riunione strategica per il lancio di alcune novità. Io ho sempre saputo che la reiger facesse ammortizzatori per le 4x4, e girellando da un rivenditore non lontano da casa ho appreso che fa ottimi sistemi ammortizzanti per i Quad. Ma che facesse roba sofisticata per le enduro, mai sentito e tanto meno letto.
Evidentemente ho fatto una faccia simile a quella di chi apprende di aver sposato un uomo e di averci fatto sesso per una decina di anni, perché mi guarda divertito e fa "posso assicurati che ho puntato su un prodotto di livello eccezionale, fatto in modo superiore anche a marche ben più conosciute (e detto da lui, che in proposito è neutrale  sm453 , mi dà certezze  :sig:)
Rapide conversazioni ed opinioni del Sig. Roma su alcuni temi sempre attuali:
1- il risultato migliore, con Reiger, si ottiene con le EXC. Il sistema senza leveraggio, indipendentemente dalla progressività della molla, sarà sempre scarso sia in accelerazione, sia in frenata, sia soprattutto mantenendo la direzionalità ad andatura sostenuta. In definitiva, per quanto lo si possa migliorare un mono WP avrà in ogni caso un pessimo controllo sia della trazione di potenza che della frenata, in special modo se stiamo lavorando (termine usato) in velocità e su un fondo molto brutto.
Quello di cui ha bisogno KTM (e devo ammettere che lui un pochino le conosce, le carote) è infondere sensazione di sicurezza sul veloce, e soprattutto la sensazione che la sospensione sta gestendo la trazione e non noi stessi a cavallo della moto. Obietto timidamente che il problema viene solitamente fatto ricadere sul telaio, ma mi guarda scettico e dice che il miglior telaio, senza un sistema ammortizzante che garantisca aderenza in ogni condizione, è una ciofeca da rigattiere (più o meno, l'interpretazione dell'originale è mia...) Secondo lui, montare un sistema Reiger su una moto qualsiasi incrementa la prestazione della moto in maniera sensibile, ma con una KTM la cosa ha un miglioramento di almeno il 200%  sm17
Tra l'altro, mi spiega, le versioni di mono da enduro, nate nella seconda metà dell'anno scorso (aaahh, penso io, ecco...) hanno una prerogativa unica: per ogni modello di moto esiste una versione "base", ma tale versione può poi essere incrementata in un verso o nell'altra a seconda delle attitudini del pilota, del tipo di terreno che predilige, di come va in enduro e con quali esigenze (ossia se ci va per fare il tempo in gara o per passare una giornata con gli amici).

2- la situazione dell'Enduro in Spagna e in Europa: in Enduro si può andare su qualsiasi tipo di strada che abbia una larghezza di almenno 80 cm. naturalmente, non nei parchi nazionali. Questo, dice Roma, limita molto l'entrenamiento dei piloti, in particolare dei catalani, che appena provano a fare in casa quel che li aspetterà nella gara del WEC o del campionato nazionale, verranno sanzionati dallo stesso Ente che poi, eventualmente, la domenica dopo gli metterà la medaglia al collo.
E qui, dice, sta il controsenso: la Spagna nel 2011 si è portata a casa, negli sport motoristici, ben 11 titoli mondiali. Non arriva a tanto nessun altro sport. eppure, la federazione guarda solo alla GP. (Paese che vai, federazione che trovi) E la Federazione, non solo la Catalunha, non ha un criterio unico per affrontare le soluzioni dei problemi dei fuoristradisti. In sostanza, non ha alcuna volontà, perchè "volere è potere". Più o meno testualmente dice "siamo gente che corre in mezzo alla foresta, e ci si vede a malapena quando passiamo a un controllo, che popolarità vuoi che ci riconoscano? Per cui, i governi locali dicono"che il governo federale faccia la legge, che poi io farò il regolamento". A me discorsi del genere pare di averli già sentiti...

3- l'estremo: è un fenomeno che prende piede solo per un motivo: poter dare visibilità a un mondo che degli sponsor ha bisogno. Nel deserto o su una montagna non li vede nessuno, allora portiamo le manifastazioni dalla gente e le facciamo spettacolari. Per l'enduro è una mortificazione (sic!) in quanto già esiste oggi un regolamento assurdo dove per lo più la gara si decide in fettucciato e non in linea, poi ci manca solo la gara di estremo per rendere inutile il lavoro di un anno intero di chi ha fatto in modo di essere pronto a una gara di durata e non di eliminazione saltando qui e là come...... (animale del quale non ho capito il nome e non posso quindi produrre la traduzione)

alla fine è vero: metti insieme due appassionati, anche se uno ha fatto un sacco di Dakar (e quello non sono io) e l'altro è una emerita chiavica (e non è Nani Roma) e alla fine i discorsi si armonizzano in modo semplice e quasi per magia.
Quando poi da realtà completamente diverse in tutto e per tutto, si arriva più o meno alle stesse considerazioni e conclusioni...beh c'è da pensare!

1628
KTM / SPOSTATO: i nuovi Kappa
« il: 06 Marzo 2012, 08:07:23 »

1629
Moto da trial e free ride / SPOSTATO: Altro che moto nuove...
« il: 05 Marzo 2012, 17:58:28 »
Questa discussione è stata spostata in Filmati e foto.

http://motoalpinismo.it/smf/index.php?topic=3381.0

1630
Comunicazioni / Per conto di un amico
« il: 04 Marzo 2012, 18:57:52 »

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Motore / Controllo di trazione
« il: 03 Marzo 2012, 15:16:45 »
Ragionando in modo semplice sui valori offerti da pilota (io) e moto (la Bastarda) la cosa di cui prendere atto innanzitutto è l'enorme divario prestazionale.  sm403
c'è una forbice enorme e nel mezzo tutta la mia incapacità di gestirla fisicamente.
Tant'è che ho pure pensato di metterla a lustro in garage aspettando che diventi un pezzo da collezione, e intanto godermi il tramonto con mezzi più consoni. Ma per bastarda che possa essere, non se lo merita. Inoltre mi piace a dismisura, è bilanciatissima, ha un assieme sospensioni-telaio che mi manda in giuggiole e a quel motore proprio non saprei rinunciare. E poi è rara, unica e per niente banale.
Ma cos'è che mi ammazza in breve tempo, della bastarda? E' il suo cercarsi regimi di coppia cattivi in ogni condizione. Anche appeso su una rampa a scalini, lei (che non la vede) tende a salire progressiva ma inesorabile, e a un certo punto il mio fisico rabberciato non riesce più a contenerla. Uno sforzo costante di polso e dosaggi da farmacista, col rischio sempre in agguato che un sasso mi faccia partire il braccio ed ecco fatta la frittata: o ti spara via come un Mustang, oppure si pianta. L'alternativa sarebbe lasciarla andare, meglio ancora se in modo controllato. Ma come detto posso controllare solo di polso destro, e a volte neanche basta. lei va su di giri e inizia lo spinning. Se non rampa è peggio, perchè si butta nei toboga di pietre come se davanti avesse un piattone africano e la mutanda farcita è una certezza.  smban
Forse può aiutare l'elettronica?

Una soluzione, per ora pare unica, la offre GRIPone, ad esempio. GRIPONE MX è composto da due apparati: la centralina e due sensori di velocità. Questi sensori monitorizzano continuamente le condizioni di marcia della moto. In condizioni normali la centralina non interviene in alcun modo sul veicolo. Quando viene rilevato un pattinamento superiore alla norma, la centralina provvede a ridurre la potenza del motore fino a che la motricità del veicolo non viene ripristinata ai valori ottimali. Le moto da offroad percorrono molti fondi diversi incontrando sempre differenti condizionei di tenuta (sabbia, duro, polvere, ecc.). GRIPONE MX grazie alle sue regolazioni garantisce sempre una regolazione ottimale. In poche parole, a livello teorico, potrei concentrarmi sulla guida senza dedicare il 60% dell'attenzione e delle energie per controllare la moto.
Immagino le preplessità: chi va per boschi ama la sicurezza data dal consueto. Io stesso sono scettico, ma allo stesso tempo non mi precludo a priori una possibilità che (1) mi permetterebbe di continuare ad uscire con la bastarda e (2) mi farebbe risparmiare almeno 6500-7000 neuri per un'altra moto. E coi tempi che corrono scusate se è poco...

Unico neo: non pare esserci, tra le applicazioni disponibili, quella per la Bastarda (ci sono le solite Yamaha, Honda, KTM....) ma a me hanno insegnato da piccolo che per avere una cosa non bisogna aspettare, bisogna muovere il cu*o e innanzitutto chiedere  sm442 e appena ho un attimo di respiro lo farò.
Nel frattempo qualcuno ha notizie in merito?

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Notizie e curiosità / Ehi, questa non è arancione!
« il: 02 Marzo 2012, 19:49:50 »


Ma quando fite che le Honda non si rompono mai a cosa vi riferite? Alla pedivella di avviamento?  sm444

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Consigli per iniziare / L'importanza dello Stretching
« il: 01 Marzo 2012, 08:46:50 »
Con l'aiuto (inconsapevole, per via del rubacchiamento da web) del Dottor Boldrini, insisto sulla importanza dello stretching, dal momento che se possiamo (colpevolmente) rinunciare a una attività fisica di mantenimento, è fondaentale avere i muscoli almeno riportati ad una elasticità minima, prima di inforcare il manubrio e serrare con le ginocchia il serbatoio (per chi ce l'ha  sm444)

Tutti i muscoli coinvolti nell'andare in moto, con ciò intendendo quelli interessati dalla postura, sia seduta che sulle pedane, agiscono sulla postura stessa e possono concorrere nel determinare sovraccarichi in particolare della schiena e del collo. Molti di essi agiscono infatti come “tiranti” obbligando altri distretti muscolari ad un superlavoro per compensare lo squilibrio di forze.

Ecco quindi che alcuni semplici esercizi di allungamento muscolare ci potranno aiutare a ripristinare una normale flessibilità muscolare e con essa ridurre il carico di lavoro articolare. Non consideriamo tuttavia gli esercizi di allungamento muscolare come la panacea, poiché anche se migliorano l’escursione articolare e fanno sentire meglio non necessariamente aiutano a prevenire gli infortuni o a risolvere delle patologie. Per stare in forma e resistere al meglio alle sollecitazioni della moto è altrettanto importante avere un buon tono muscolare, che si ottiene allenandosi con esercizi di rinforzo dei muscoli degli arti inferiori, superiori e del tronco-addome.
Ma qui limitiamoci, come detto, allo stretching.

Innanzitutto è bene sapere che lo stretching per determinare un buon allungamento muscolare deve essere fatto staticamente (cioè mantenendo la posizione di allungamento per intenderci “senza molleggiare”) e per un tempo maggiore di 6 secondi, meglio se fra 20 e 30 secondi per ogni ripetizione dell’esercizio. Questo perché la fisiologia ci insegna che se allunghiamo un muscolo nei primi secondi otteniamo una reazione di contrazione riflessa del muscolo stesso per azione di alcuni particolari recettori posti all’interno del muscolo (i fusi neuromuscolari). Ma se la posizione viene mantenuta più a lungo intervengono altri riflessi da recettori posizionati nei tendini (recettori di Golgi) che favoriscono il rilasciamento del muscolo stesso, permettendone l’allungamento. In realtà alcune tecniche di stretching dinamico e di sfruttamento del meccanismo di contrazione-rilasciamento muscolare vengono comunemente utilizzate dai fisioterapisti nei programmi di riabilitazione, ma non ne parleremo per evitare di confonderci le idee.

Quindi fate gli esercizi di stretching raggiungendo la posizione suggerita con gradualità, avvertendo tensione ma non dolore, mantenendo la posizione per 20-30 secondi e ripetendo l’esercizio per almeno 5-6 volte per ogni distretto muscolare. Questo richiederà qualche minuto ma vi accorgerete ben presto dell’efficacia dell’esercizio e dopo 10 minuti di esercizi vi sentirete più sciolti e liberi nei movimenti. Dopo essere stati in sella a lungo ricordiamoci quindi di fare un po’ di allungamento. Ecco alcuni esercizi di stretching utili per il motociclista, sia esso da ... montagna o da pianura, fa lo stesso.






Il bello dello stretching è che gli esercizi possono essere fatti tranquillamente ovunque ci si trovi, anche in ufficio!