Come alcuni di voi sapranno, la mia compagna è passata da una Alp 4.0 alla Hondina in oggetto.
Bene, dopo ormai diversi mesi dall'acquisto e una serie di piccole modifiche, ho avuto il piacere (sì, perchè la piccolina è davvero piacevole..) di usarla per il mini raduno di Motoalpinismo.it che ha visto una dozzina di noi impegnati sulla Via del Sale, annessi e connessi.
Questi ultimi si sono presentati sotto forma di asfalto di vario tipo: tortuose strade di montagna, altre curvose ma scorrevoli, superstrada e urbano. Insomma, unite alle strade bianche sia larghe e veloci sia strette e contorte, mi hanno premesso una prova di una giornata e oltre 300 chilometri abbastanza approfondita, nelle condizioni più adeguate all'utilizzo di una Dual.
Partendo proprio dall'inizio..l'avviamento elettrico è sempre una bella comodità. Questo poi non ha sbagliato un colpo (a differenza della Kawa di Lamberto..

e mi ha reso la pratica avviamento assai semplice..
Si parte..va sottolineato che in previsione della giornata avevo montato dei pneumatici da enduro FMI piuttosto consumati, il risultato è stato un rumore di rotolamento superiore a quello del motore

fastidioso inconveniente a cui mi sono abituato per fortuna abbastanza in fretta, in virtù del fatto che i rumori costanti ad un certo punto vengono come "archiviati" nel nostro cervello..per fortuna.
In compenso sono rimasto stupito dalla tenuta sull'asfalto. Ho potuto usare considerevolmente anche i tasselli laterali e complice la carsa potenza, la maneggevolezza e le piccole dimensioni, questa motina mi ha permesso delle discrete pieghe e di girare molto stretto, utile soprattutto nei tornanti.
Qui le gomme che grazie alla polvere (tanta!) raccolta prima, conservano evidente il segno dell'usura dell'asfalto.

Mentre mi avvicino insieme ad Arnold al luogo previsto per l'incontro con Enzo e Kermit (e da lì poi dopo un paio d'ore d'asfalto e centinaia di curve, al Colle Melosa, dove incontreremo gli altri 8 per iniziare il giro) comincio a fare le prime valutazioni: la sella è (per me positivamente) bassa ma la triangolazione con pedane e manubrio non è sacrificata. Quest'ultimo l'ho trovato eccessivamente largo e dal taglio antiquato (estremità spioventi all'indietro) tanto che o lo taglierò 1 cm per parte o provvederò direttamente a sostituirlo con uno di foggia più moderna. Ho trovato anomala la grande inclinazione della forcella, avvertibile anche visivamente, forse voluta alla ricerca di stabilità in una moto così piccola.
L'hondina è comunque comoda (tanto da non farmi soffrire le molte ore in sella) e sufficientemente veloce da poter tenere in rettilineo il passo dell'XR 400 di Arnold. Va detto per completezza che quella che sto usando ha un terminale LeoVince e gli ho apportato le modifiche che tutti consigliano: eliminazione della reticella in cassa filtro e conseguente maggiorazione dei getti min/max.
Raggiunti Enzo e Kermit ripartiamo per un paio d'ore di asfalto, molto del quale di curve strette e gran bei panorami. La piccolina ben si comporta, soffrendo per un po', come naturale, il confronto in accelerazione, soprattutto in salita. Vabbè, non c'è da preoccuparsi delle scodate di potenza.

Note derivanti da quest'uso: i freni non calano per niente il proprio rendimento, per contro l'anteriore non è particolarmente potente ed è un po' spugnoso come feeling.
Raggiungiamo il resto del gruppo e si riparte. Incontriamo presto lo sterrato..sassoso. sm443
Le condizioni sono varie, dal lento tortuoso allo scorrevole, la motoretta è a suo agio un po' dappertutto, salvo dove ci sono dossi che si possono saltare via, ma le sospensioni, la forcella più che altro, non si dimostrano affatto adatte ad incassare bene. Sono più che morbide, "mollaccione" ed è meglio mettere da parte le velleità enduristiche. La Easy è una moto semplice e robusta, onesta nel dare quello che può ed è meglio attenersi a quello.
La guida in piedi sulle pedane è altrettanto agevole di quella da seduto, con sempre il limite per me del manubrio, per quanto detto prima.
Dopo splendidi panorami, doverosa sosta pranzo e altre ore di guida, ci separiamo per tornare ognuno ai propri luoghi di partenza, che per me hanno significato altre ore di guida su asfalto, con grande goduria nei tratti curvosi dove mi sono divertito oltre ogni previsione. sm400
In sintesi direi: una moto molto onesta, adatta a divertirsi senza troppe pretese e senza riceverne da lei, visto che si fa gestire con facilità, consuma poco e del suo mono ad aria sono riconsciute robustezza e facilità di manutenzione.
Per finire una fotina, impolverata dopo il ritorno a casa.