Autore Topic: Due moto per delle sigarette  (Letto 563 volte)

sgnaus

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Due moto per delle sigarette
« il: 19 Marzo 2013, 17:33:13 »
Alle 2,00 c’è il cambio turno.
Mancano pochi minuti ormai, siamo tutti svegli, io non ho mai avuto bisogno della sveglia, non so come funzioni la cosa ma se fisso una data ora, a quell’ora mi sveglio. Maxi è il primo ad alzarsi, va subito in postazione con una barretta di Mars sotto i denti e un bicchiere di tè dal thermos, si lava la faccia dal secchio, poi tocca a me, ma niente Mars, prima delle 6,00 se mangio sto male. I binocoli sono al loro posto, Oliviero del turno di notte passa le consegne e comunica i movimenti. Stanotte c’è stata attività, un via vai di persone, sigarette e qualche ubriaco. Sembra impossibile ma nella fascia neutra qualche guardia dell’Est ubriaca c’è sempre. Una volta un tizio è arrivato sorretto dai due compari e s’è venduto qualcosa che aveva addosso, forse un accendino, al momento di andarsene è rimasto lì steso per terra. L’hanno dovuto prendere sulle spalle e riportarlo via sbronzo da far paura. Questo è un posto strano, c’è gente che mercanteggia sulla linea di confine più pericolosa del mondo, casse di birra per cianfrusaglia varia, dollari per le armi. C’è un sergente, è americano, dicono si sia comprato una Makarov. “Tu che vorresti?” mi chiede Maxi, “Non lo so, non so cosa si possa comprare, forse mi piacerebbe una Cz da cross”
“Che caxxo è una Cz da cross?”
“E’ una moto da cross, non so cos'altro ci sia di appetibile all'Est nel 1988”
Alle 3.50 sbuca fuori da un portone un camion, è come fosse comparso dal nulla, “di là” di notte, non si muove nessuno, ma il camion esiste, eccome se esiste, lo riconosci dallo scarico ancor prima che dalla sagoma, i camion dell’Est sono vecchi e malandati, quando si muove una colonna di dieci mezzi, si sente l’odore degli scarichi anche da oltre  2 chilometri di distanza. Che caxxo ci fa un camion alle 4,00 di mattina per strada, qui al confine?
Martino copre il versante sinistro, come sempre, ha in mano il binocolo a infrarossi e canticchia, chiama Maxi, il quale una volta che si muove all’interno del locale, deve abbassare la testa, è alto due metri e cammina come fosse in una trincea. Giove è addetto alle comunicazioni e si annoia di brutto, ogni tanto chiede di poter dare un’occhiata anche lui. Il camion è uscito dal portone, hanno spento il motore e l’hanno lasciato a bordo strada 50 metri più avanti, è un Tatra, non è un camion tedesco.
Giove si sta ripassando i codici di sicurezza, nel frattempo arriva una macchina con un motore molto grosso, è nera,  dalle forme rileviamo dal nostro manuale che si tratta di una Zis sovietica. Stanno organizzando una festa questi stronzi?
“Giove scrivi!”.
Sono le 5,40 del mattino, fa freddo e c’è un po’ di nebbia, la visibilità peggiora velocemente, l’umidità entra dalle feritoie e ci fa lacrimare, ma si sente odore di erba dai campi, Maxi è stranamente innervosito, non capisco il perché e non mi pare che ce ne sia il motivo, ma lui si muove rapido e continua a chiedere a Marino e a me l’aggiornamento, “caxxo Maxi non succede nulla qui, non succedeva nulla 5 minuti fa e non succede nulla neppure ora”
“E allora testine, che cosa ci fa una camion parcheggiato nella strada e una Zis con a bordo l’autista?”
“Quando l’hai visto l’autista a bordo?”
Sono le 6,00, la mattina sta sopraggiungendo, e l'autista è sempre al suo posto, credo che abbia paura che qualcuno gli fotta la Zis, ma qui a queste latitudini è ancora buio, io mangerei qualcosa, Giove sta preparando il caffè col piccolo fornello a tavolette e il pane tostato col tostapane elettrico, le nostre luci verde sono ancora accese e sono la nostra unica illuminazione appositamente debole, in sostanza non ci si vede un caxxo, però Giove se è il caso, ci sa fare lo stesso.
La Zis accende il motore e si muove, fa retromarcia e si gira, delle guardie aprono un varco nella recinzione, la Zis s’addentra nella fascia neutra, a sinistra di tale fascia c’è il campo minato. Maxi chiama tutti all’ordine e Giove spegne il fornello, mani sulla tastiera e pronto a scrivere, telefono sollevato, dall’altro capo il comandante di sezione chiede il numero di riconoscimento, Maxi con binocolo a infrarossi in mano e cornetta telefonica comunica il numero, poi la sua voce si fa ancora più determinata.
“Automezzo civile percorre la fascia neutra a velocità moderata”.
A quel punto si muove pure il Tatra, percorre lo stesso spazio e giunge al varco, entra nella fascia neutra e segue con circa dieci minuti di distacco la Zis. Ora la Zis è ferma, in qualche istante sopraggiunge il camion, poi si ferma dietro la macchina. I due della Zis in soprabito scuro scendono. Nel frattempo Maxi è sempre con la cornetta telefonica in mano, Giove scrive ciò che Maxi dice, in tempo reale, giungono al comando le parole scritte e a voce del capo squadra. I due automezzi sono fermi ormai da qualche minuto, la visuale con gli infrarossi è disturbata dai fari, siamo accecati in questa condizione. Arriva un piccolo furgone  Volkswagen con targa dell’ Ovest, scendono due uomini e parlano coi due della Zis, nel frattempo quelli del camion aprono la sponda posteriore del Tatra e scostano il telone. Dalla rampa posteriore scendono due motoveicoli grossi e pesanti, dal Volkswagen i due uomini tirano giù quattro cartoni di cui non si può distinguere il contenuto. Le due moto sembrano delle vecchie Bmw a cilindri contrapposti, ma le riconosco, sono moto sovietiche Dnepr, le caricano sul Volkswagen. Maxi ordina a Giove di non scrivere nulla e tiene una mano sulla cornetta. Forse è tutta una cavolata.
“Qualcuno ha capito cosa ci sia nei cartoni?”
“No Maxi, non sono riuscito a distinguere nulla”
“Attenzione Marino, stanno passando vicino ai fari della Zis, forse possiamo vedere qualcosa”
Giove riprende a scrivere e a battere la conversazione di Maxi.
“Attenzione! Leggo sul cartone una M, mi pare… sì è una emme… aspetta Giove, ti dico io… mmm-aaa…  mar… caxxo c’è davanti qualcuno… ma riconosco la forma del logo… marl…. Marlbo… caxxo gente… sono quattro cartoni di Marlboro… Giove scrivi e chiudi”

Due moto, per quattro cartoni di Marlboro, hanno scambiato le due moto per delle sigarette e forse valgono di più le sigarette…

Sono le sette e mezza, il sole non c’è e oggi forse non verrà, qualcuno è felice stamattina, ha concluso l’affare della sua vita forse, qualcun’altro aspetta solo che arrivi il 1989 e crolli un muro
« Ultima modifica: 19 Marzo 2013, 17:56:22 da sgnaus »

Offline alex

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Re: Due moto per delle sigarette
« Risposta #1 il: 19 Marzo 2013, 17:47:02 »
 smrij
Aprilia SL1000 Falco "Zia Frankenstein"