Autore Topic: L'ultima moto stradale prodotta nella storia del motociclismo  (Letto 4326 volte)

Offline Valchisun

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Se guardiamo le prestazioni pure, il progresso tecnologico non e' andato oltre l'anno 1995, l'ultima moto stradale sportiva a due tempi risale a quell'anno, e cioe' l'anno di presentazione dell'Aprilia Rs 250, nata per celebrare le vittoria nel Mondiale classe 250 ad opera di Max Biaggi, che per ben tre anni consecutivi centro' il filotto del Mondiale 250, quella moto nacque non tanto per esigenze di mercato, visto che erano le 125 a fare i grossi numeri di vendite e non certo la 250, ma per il fatto che il patron Ivano Beggio voleva offrire agli appassionati una vera race replica con targa e fari, questa e' la prima versione del 1995 con i colori replica della moto di Max Biaggi:



dopo avere, addirittura, provato ad adottare il motore da gara utilizzato sulle moto da Gran Premio, ma i costi di un tale propulsore, erano troppo proibitivi, Ivano Beggio dovette bussare alla porta degli odiati giapponesi, e la Suzuki gli concesse l'utilizzo dei motori della Rgv 250 Gamma, che non veniva piu' venduta in Europa. Da questo motore i tecnici Aprilia avevano tirato fuori qualche cavallo in piu' ed avevano ottimizzato l'erogazione, migliorando la corposita' ai medi regimi senza rinunciare la potenza agli alti, la primissima serie fu anche la piu' potente di tutte le serie di Rs prodotte, con 61,3 Cv. a 11.000 Giri/min. per un peso di 150 Kg. a secco.
La Rs rimase in listino fino al 2002, di conseguenza da quell'anno in poi, sparirono pure le due tempi stradali dal mercato,e nessuna casa motociclistica, nemmeno a distanza di quasi vent'anni, non e' piu' riuscita a replicare su una 250 cc. quelle prestazioni motoristiche, quindi su una moto che nasce per essere semplice ed essenziale, visto che dispone di sole due ruote, il cosiddetto "progresso" tecnologico e' soltanto piu' stato fatto aumentando le cilindrate a dismisura, contravvenendo proprio alle caratteristiche essenziali che dovrebbero essere la priorita' di qualunque progettista, in pratica abbiamo avuto vent'anni di regresso e di occasioni sprecate nella ricerca della semplicita' e dei bassi costi di manutenzione, credo che sia proprio stato quello il vero motivo  per il quale abbiano voluto fare sparire il motore a due tempi.... :tris:

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Offline Valchisun

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Re: L'ultima moto stradale prodotta nella storia del motociclismo
« Risposta #1 il: 13 Aprile 2020, 01:37:15 »
Comunque, appena mi porterete il nome di una moto a quattro tempi di 250 cc. perfettamente di serie capace di sviluppare sessanta Cv. cambiero' subito idea.... :sig:
« Ultima modifica: 13 Aprile 2020, 01:49:14 da Valchisun »

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Offline motaldo

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Re: L'ultima moto stradale prodotta nella storia del motociclismo
« Risposta #2 il: 13 Aprile 2020, 08:34:07 »
Se guardiamo solo alla tecnologia (e non al prezzo)  una Panigale di 170 kg per 200 cavalli
non mi sembra malissimo......

Offline Bikerider

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Re: L'ultima moto stradale prodotta nella storia del motociclismo
« Risposta #3 il: 13 Aprile 2020, 08:44:46 »
La potenza non è tutto, particolarmente per una stradale, questa. Come le altre 2T, più o meno, in relazione alla cilindrata, era carente ai bassi. Certo la fine di quella tecnologia è dovuta alle via via più stringenti norme di omologazione, ma la decadenza è derivata da fattori quali la scarsa trattabilità, gli alti consumi, la fumosità, che pure imbrattava i vestiti, la scarsa predisposizione all'applicazione dell'elettronica, motivi che l'hanno confinata in usi specialistici, per quelli della maggioranza è stato meglio aumentare la cilindrata dei 4T. Pure troppo direi oggi

  :hee20hee20hee:
« Ultima modifica: 13 Aprile 2020, 08:47:22 da Bikerider »
If everything seems under control, you're just not going fast enough.

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Offline Valchisun

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Re: L'ultima moto stradale prodotta nella storia del motociclismo
« Risposta #4 il: 13 Aprile 2020, 10:35:34 »
Se guardiamo solo alla tecnologia (e non al prezzo)  una Panigale di 170 kg per 200 cavalli
non mi sembra malissimo......

Io stavo parlando di pari cilindrata, nel caso citato della Aprilia Rs era di 250 cc. e non di 1.100 come la Panigale stradale, visto che nel Campionato Mondiale Sbk la cilindrata massima e' la mille, per le stradali replica hanno ancora avuto il "coraggio" di aumentare la cilindrata di 100 cc., lo ha fatto l'Aprilia sulla Rsv4, lo ha fatto Ducati con la Panigale V4, e quell'aumento di cilindrata dice gia' tutto.
Provate, invece, ad immaginare una Rs a due tempi a pari cilindrata con gli attuali scaldabagni a valvole.... :arar:

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Offline Enzo

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Re: L'ultima moto stradale prodotta nella storia del motociclismo
« Risposta #5 il: 13 Aprile 2020, 11:01:03 »
Il due tempi ha senso solo dove si cerca economia e leggerezza . Per il resto il 4 T e migliore in tutto.
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Offline Valchisun

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Re: L'ultima moto stradale prodotta nella storia del motociclismo
« Risposta #6 il: 13 Aprile 2020, 11:46:19 »
Il due tempi ha senso solo dove si cerca economia e leggerezza . Per il resto il 4 T e migliore in tutto.

Soprattutto per vendere tanti ricambi e per fatturare ore e ore di manutenzione nelle officine, alle case non conveniva, di certo, progredire con l'evoluzione tecnologica su un motore che e', praticamente, a manutenzione quasi "zero".Persino la stessa Honda nella motovelocita', dopo essersi inventata un motore a quattro cilindri ed otto bielle per potere aggirare i regolamenti che vietavano l'utilizzo di motori con un frazionamento dei cilindri superiore a quattro, con la Nr 500 del 1979:




Inventandosi degli improbabili pistoni a forma di scatola di Pressatella:




https://www.italiaonroad.it/2015/08/05/la-storia-della-honda-nr-500-la-moto-con-i-pistoni-ovali-i-perche-di-una-scelta-originale/


Dopo continui ritiri per noie meccaniche, per tornare a vincere la Honda dovette tornare al motore due tempi...

Vi siete mai chiesti, ad esempio,  cosa farebbe Toni Bou su una vera moto da trial e non su un prototipo a valvole dal valore di centinaia di migliaia di Euro prodotto a mano dalla Hrc?

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Offline Enzo

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Re: L'ultima moto stradale prodotta nella storia del motociclismo
« Risposta #7 il: 13 Aprile 2020, 12:04:40 »
Ancora con la storia della NR 500? Ok, hanno sbagliato , troppo avanti per quei anni . Sono tornati indietro e hanno vinto  sia con la tre cilindri che con la 4 cilindri. Ma se ti piace  tanto il 2 tempi perchè non ne compri uno ? va bene che la moto la usi poco , ma almeno così fai delle uscite di "carattere".
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Offline Valchisun

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Re: L'ultima moto stradale prodotta nella storia del motociclismo
« Risposta #8 il: 13 Aprile 2020, 12:14:50 »
Mi era capitata a tiro proprio una Aprilia Rs 250, soltanto che era stata usata a girare in pista, e' stato uno sbaglio non prenderla ugualmente, perche' adesso ha raggiunto delle quotazioni da quadro d'autore, e quelle poche che ci sono, difficilmente vengono messe in vendita, peccato....Anche se per guidarla, con i semimanubri, dovrei assottigliarmi un po'..... :arar:
« Ultima modifica: 13 Aprile 2020, 12:16:51 da Valchisun »

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Offline Enzo

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Re: L'ultima moto stradale prodotta nella storia del motociclismo
« Risposta #9 il: 13 Aprile 2020, 13:29:56 »
Sergio, oramai ci possiamo " chinare" solo su un tavolo al ristorante, lì sì che diciamo ancora la nostra. :arar:
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Offline ilario

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Re: L'ultima moto stradale prodotta nella storia del motociclismo
« Risposta #10 il: 13 Aprile 2020, 15:08:36 »
Enzo--questa te la potevi risparmiare.
Mi piace la tua ironia nel voler metterti al nostro livello di eta' e di "panza" ma per raggiungerci ti ci vorranno  venti anni e
almeno trenta chili.

Offline Valchisun

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Re: L'ultima moto stradale prodotta nella storia del motociclismo
« Risposta #11 il: 13 Aprile 2020, 15:10:51 »
Al ristorante preferisco andarci in auto, dopo chi e' che riesce ancora a salirci, sulla moto?.... :arar:

Questa era l'ultima versione del 2002 della Rs 250, nata per celebrare il terzo Mondiale consecutivo conquistato da Max Biaggi, ecco perche' Honda pesto' i piedi per togliere il due tempi dalla motovelocita', obbligando ad utilizzare i motori da motocoltivatori in Moto 3, e, peggio ancora, in Moto 2 i motori di serie della Cbr 600, peccato che su molti circuiti del Motomondiale i record della pista siano ancora delle 125 a due tempi e che resistono da almeno quindici anni, gli unici record detenuti dalla Moto 3 sono quelli dei costi di gestione di quelle moto, gestire un team privato con l'affitto e la manutenzione di quelle baracche a valvole costa, almeno quattro volte quello che costava una 125 o una 250 a due tempi...

« Ultima modifica: 13 Aprile 2020, 15:14:02 da Valchisun »

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Offline Valchisun

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Re: L'ultima moto stradale prodotta nella storia del motociclismo
« Risposta #12 il: 13 Aprile 2020, 15:30:13 »
Sergio, oramai ci possiamo " chinare" solo su un tavolo al ristorante, lì sì che diciamo ancora la nostra. :arar:

Come ti dicevo, appena ci daranno di nuovo il largo, organizziamo un pranzo nelle Langhe, ho gia' individuato almeno 10 o 12 ristoranti validi..... :arar:

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Offline ilario

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Re: L'ultima moto stradale prodotta nella storia del motociclismo
« Risposta #13 il: 13 Aprile 2020, 16:31:39 »
Mi raccomando che ci sia il posto per fermarci a dormire.
Voglio recuperare un poco e non desidero limitazioni nel mangiare e nel bere.
Per la qualita' so di essere in buone mani.

Offline Enzo

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Re: L'ultima moto stradale prodotta nella storia del motociclismo
« Risposta #14 il: 13 Aprile 2020, 17:04:31 »
Al ristorante preferisco andarci in auto, dopo chi e' che riesce ancora a salirci, sulla moto?.... :arar:

Questa era l'ultima versione del 2002 della Rs 250, nata per celebrare il terzo Mondiale consecutivo conquistato da Max Biaggi, ecco perche' Honda pesto' i piedi per togliere il due tempi dalla motovelocita', obbligando ad utilizzare i motori da motocoltivatori in Moto 3, e, peggio ancora, in Moto 2 i motori di serie della Cbr 600, peccato che su molti circuiti del Motomondiale i record della pista siano ancora delle 125 a due tempi e che resistono da almeno quindici anni, gli unici record detenuti dalla Moto 3 sono quelli dei costi di gestione di quelle moto, gestire un team privato con l'affitto e la manutenzione di quelle baracche a valvole costa, almeno quattro volte quello che costava una 125 o una 250 a due tempi...


Il motore 2 tempi nella MotoGP non ha senso perché non è un motore che non si usa più su strada , commercialmente e morto , se sia giusto non lo so e francamente non mi interessa. Non mi piace invece come sono impostate la Moto 2 e 3 , non ci sono più i specialisti delle varie cilindrate , oramai tutto gira intorno alla MotoGP . Per il discorso pranzo invece sarebbe anche ora di reincontrarci .  :OK:
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