Autore Topic: Balcani, Anatolia e un po' di Caucaso  (Letto 8249 volte)

Offline Pedro_CH

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Re: Balcani, Anatolia e un po' di Caucaso
« Risposta #15 il: 14 Ottobre 2016, 19:38:04 »
Il decimo giorno non è incominciato prestissimo. Ho dormito male la notte e la mattina, dopo colazione, sono rimasto bloccato sul gabinetto per un ora. Malgrado il mal di pancia ho lasciato Mestia per le 0930 dirigendomi verso Ushguli.
La strada verso Ushguli è asfaltata per i primi 20 km e sterrata per i restanti 20 km, entrambi i pezzi sono relativamente belli.

Bogreshi:



Murmeli:



Qua Ushguli, che si trova a 2200 metri di altezza, mentre sullo sfondo, le vette superano i 5000 metri di altezza!
Mi sono fermato ad uno negozietto e ho comprato una coca cola per cercare di sistemare lo stomaco e sono andato avanti, verso il passo Zagar:



La strada non era bellissima ma nemmeno brutta, delle jeep 4x4 la fanno senza problemi (e ho incontrato una Lada di alcuni pastori):


Paesaggi stupendi, incontaminati e assai fuori dal mondo. La cima del passo sembra una rampa per decollare, verso le altre mete del viaggio:



In totale fino a Lentekhi ho percorso circa 100 km di strade bianche tra Svaneti superiore e inferiore. Posti veramente stupendi e unici, ci si potrebbe perdere dentro per giorni a seguire tutte le strade e stradine che salgono su per le varie vallette.
Dopo ho affrontato un po' di asfalto, strade abbastanza nuove come la Alpana-Tsageri, vicino a Doghurashi, questa strada nel 2012 era ancora non asfaltata. Notate nell'immagine come sia costruita quasi su una parete verticale:



Passato il lago artificiale di Shaori, mi sono diretto a Tkbuli, una cittadina dagli edifici molto sovietici e con le tipiche tubature fuori dal terreno:



Sono passato da Chiatura e mi sono diretto a Gori, dove ho passato 2 giorni in una Guesthouse. Questa è la città natale di Stalin, quindi c'erano parecchie cose da visitare (Molto di parte, siccome dipingevano Stalin come una bravissima persona, senza nessun accenno ai Gulag :098: )

Il giorno seguende mi sono dedicato alla visita di alcune rovine nei dintorni. Una città caverna che è stata capitale dell'impero quando Tbilisi fu occupata. Bellissimi angoli con viste stupende:



Dopo di che mi sono dedicato ad un po' di Ignoranza Enduristica, cavalcando l'Africa Twin con scarpe, pantaloni corti e canottiera lungo i vari campi non coltivati attorno a Gori:



Il dodicesimo giorno sono partito alle 0800 locali, mettendo la borsa posteriore sulla moto, mi sono reso conto che la camera d'aria anteriore di ricambio non c'era più: La tengo tra carene e portapacchi posteriore, senza borsa posteriore, il giorno prima, l'ho persa (Avevo messo degli elastici fatti con camere d'aria per tenerla, ma la borsa posteriore li ha rotti). Poco male, sono partito e mi sono diretto a Tbilisi per cercare un ricambio, siccome la camera d'aria anteriore è assai importante.
Nel raggiungere la città mi sono assunto il rischio e sono andato a vedere il Magalaant Church Complex, come da piano:



Purtroppo gli affreschi in stato originale della chiesa sono tutti rovinati, perché le chiese venivano utilizzate durante il comunismo come luoghi per teatro &co. Entrato in Tbilisi mi sono fermato ad un gommista: Niente gomme per moto. Ho trovato un rivenditore yamaah (ATV, non moto) e mi ha reindirizzato al quartiere dove vendevano ricambi. Nel mentre c'era traffico ovunque e 37° C. Mi sentivo una torta dentro un forno. Al quartiere dei ricambi ho solo trovato rivenditori di ricambi d'auto. Dopo 2 ore ho perso la speranza e mi sono deciso di andare per la mia strada. Uscendo dalla città ho trovato un negozio di bici molto grande, ho chiesto per curiosità e mi hanno reindirizzato da un meccanico di moto. Fuori c'era una RD04 smontata a dare il benvenuto ai clienti. Il meccanico, aveva solo Soldi sprecati in officina e purtroppo nessuna camera da 21, ma mi ha dato l'indirizzo esatto di chi avrebbe avuto la mia camera, nel quartiere dei ricambi. Ritorno in quel casino e trovo il negozio che vendeva tutto e di più per moto. Trovata la camera parto direzione Georgian Military Highway. La strada si presentava in perfetto stato ma assai trafficata, una noia da percorrere. Arrivato all'imbocco della Truso Valley, mi ci sono gettato dentro. Qua le immagini parlano più delle parole:







Il castello si trova molto vicino al confine con la Russia e con l'Ossezia del sud, infatti erano presenti delle guardie di confine, che mi hanno approcciato (non parlavano Inglese) per spiegarmi che non potevo andare avanti, perché senno andavo in prigione (facendo il gesto delle manette ai polsi). Io in un primo momento ho pensato che non potevo essere lì e che dovev già andare in prigione sm470 :arar: :arar: Molto gentili e mentre mi arrampicavo su verso il castello, loro si guardavano in giro col cannocchiale.

Di seguito una foto del guado che si passa per arrivare al castello e al monastero, il punto più profondo (60-70cm) è dove c'è la corrente forte. Per fortuna quando sono arrivato qui dalla parte opposta c'era un fuoristrada che ha guadato e ho potuto constatare che fosse OK, senno non penso che avrei guadato.



Lungo la Georgian Military Highway c'è il monumento della amicizia russo-georgiana:






La sera ho piantato la tenda vicino ad Ananuri, pronto per salire verso Shatili il giorno seguente.


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Offline Pedro_CH

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Re: Balcani, Anatolia e un po' di Caucaso
« Risposta #16 il: 14 Ottobre 2016, 23:35:56 »
Mi sono svegliato attorno alle 0630 locali, la notte ho dormito veramente bene perché la temperatura era sui 13° C. Ho preparato i bagagli e ho iniziato a seguire la strada per Shatili (cioè quella Ovest del lago di Ananuri, che per l'appunto è un sentiero su OSM e infatti è un sentiero). Panorami mozzafiato, simili a quelli che ho a casa mia, con la differenza che qua non c'è quasi nulla:


La strada è diventata sempre meno strada finché ad un incrocio, ho avuto il timore che non ci sarebbe più stata una strada, siccome i segni delle auto andavano tutti a sinistra e io dovevo andare a destra, continuando a costeggiare il lago. Ho dovuto farmi strada tra alberi caduti e rami che continuavano a frustarmi, finché la larghezza della strada è diventata per una sola moto e dopo pochi metri, è diventata un vero e proprio sentiero. Ho fatto 100 metri a piedi e ho constatato che, con un XRV650 a pieno carico e da solo, non era il caso di andare avanti, considerando che c'erano anche degli specie di scalini.


Sono tornato indietro ad Ananuri e sono salito a Shatili seguendo la strada normale, la quale (100 km di lunghezza!) è per il 70% non asfaltata. Nel mezzo c'è un passo che arriva fino a 2500 metri di altezza:



Si può continuare e si arriva fino al castello di Mutso, io purtroppo non sono andato fino a lì, per via dello stress. Sono stato uno stupido. Sono solamente andato poco oltre Shatili, fino ad essere a 200 metri dal confine con la Russia e la cosa interessante è che teoricamente ci sarebbe una strada per sconfinare, ma ovviamente è chiusa. Dall'altra parte la tristemente famosa Cecenia.
Abbandonato Shatili (ci sarebbero delle Guesthouse per dormire, forse la sera prima sarei potuto venire fin su qua e godermi la strada al calare delle tenebre!):



Shatili è assai carina ma per parere personale, la Truso Valley era più magica. In ogni caso la strada vale il viaggio fino a Shatili. Nel tornare indietro ho incrociato un KTM 450 pronto per enduro, simpaticamente non si è fermato  :OK: In ogni caso penso che si possa azzardare un enduro-freeride da Shatili fino a Omalo, sui sentieri, le zone sono assai belle ma con una XRV 650 non è fattibile. Potrebbe essere un buono spunto per dell'avventura futura!

La vista dal passo Datvisjvari:



Vecchie miniere o edifici militari lungo la strada per Shatili:



Tornato nuovamente sull'asfalto, dopo 140 km di sterrati, è stato abbastanza rilassante. Dopo un paio di km sento un rumore zona pignone. Tiro la frizione e penso di aver spaccato la catena. Mi fermo e vedo letteralmente che c'è qualcosa tra carter e forcellone. Faccio 500 metri e mi fermo all'ombra di un benzinaio, dove inizio a smontare il copri pignone e realizzo che lo scorri catena sul forcellone si è rotto. Riesco a mettere la parte che sta sotto il forcellone sopra, siccome è continuamente soggetto a strisciamento (il forcellone di alluminio si sarebbe mangiato come il burro!). Olio tutto e riparto verso Tbilisi.
Arrivato a Tbilisi, la mia prima idea è stata di andare da quel meccanico che aveva fuori la Rd04 smontata, ma purtroppo non era in vendita o tanto meno da buttare via, quindi non potevo avere il pezzo. Il meccanico mi ha consigliato di andare al negozio dove avevo comprato la camera d'aria e che li avrebbero potuto aiutarmi. Purtroppo era tardi ed erano già chiusi.
Passata una serata in Georgia in un ristorante locale e a letto presto, perché il giorno seguente volevo sistemare la moto.

Mi sono svegliato presto, sono andato a vedere al negozio e purtroppo, potevano aiutarmi, ma solo lunedì (era venerdì). Quindi ho declinato e ho pensato di arrangiarmi da solo:
ho seguito il diagramma di flusso del nastro americano e del WD40, il pattino non dovrebbe muoversi e quindi ho optato per il nastro americano. Ho riattaccato insieme i due pezzi del pattino con una fascetta e l'ho montato al contrario e nastrato il tutto. Non sapevo quanto avrebbe tenuto. Un lavoro di alta ingegneria! Inoltre questo giorno, per aumentare il mio morale, il GPS è morto, più o meno in contemporanea anche il tachimetro e anche una delle fastex della borsa a rotolo. Tutto si rompe mentre giro per città ma non mentre prendo buche a 120 km/h  :mukka:
Ero abbastanza demotivato.
Poi ho realizzato che si sono rotte una marea di cose inutili e che in un modo o nell'altro il viaggio sarebbe andato avanti. Ho pensato che tutto ciò fosse normale, d'altronde qui in Georgia la moto ha incontrato la vera libertà per la prima volta nella sua vita, non sto parlando della piazza Libertà di Tbilisi, ma parlo di essere cavalcata dove non ci sono strade, sentire la natura strisciare sulle proprie carene, usmare la terra sotto le proprie ruote. E come non c'è modo di tenere in cattività una bestia dopo averle fatto assaporare la vera libertà, siccome essa proverà a rompere le catene della sua prigionia, l'Africa Twin sta ora provando di rompere le catene che tengono lei in gabbia e le catene per lei sono tutte quelle cose inutili non necessarie ad essere cavalcate, come il GPS, il fastex della borsa o il tachimetro. Il viaggio deve andare avanti e la bestia deve sentirsi libera!

Il quindicesimo giorno ho lasciato Tbilisi portando la moto fino al monumento della battaglia di Didgori, passando per delle mulattiere assai impestate e scavate dalla pioggia, sia l'olio che l'acqua hanno superato la temperatura di 100° C e la bestia ha continuato a spingere, mentre la ventola impazziva e il pilota soffriva i quasi 40° C dell'ambiente circostante.



Ho guardato il monumento, veramente bello, spade ovunque, ma stavo morendo di caldo, tutto sudato e fermarsi tanto davanti a questa strada è stato impossibile...BRAAAAAP:



Sono volato fino a raggiungere il confine con la Turchia (Stress, non sono andato ad Omalo e in altre parti della Georgia come Bakuriani, iniziavo anche a sentire la solitudine).
Il confine che ho passato è stato aperto di recente e si trova sul lago di Kartsakhi. Tutta questa regione si trova a oltre 2000 metri di altezza, non sono abituati a veder passare molta gente, nei villaggi tutti mi guardavano sorpresi di vedermi lì:


Raggiunta la D010 l'ho seguita a tratti, tagliando lungo sterrate che accorciavano i chilometri ma aumentavano il divertimento.
Posti veramente meravigliosi, la moto faticava per via dei 2000 metri di altezza e il filtro sporco, non spingeva come poteva spingere, ma era ancora decente.
Qui la D010 e il Ç?ld?r Gölü:



Poi ad un certo punto una delle sterrate su questo altopiano si è aperta davanti a me, sembrava andare dritta verso Ani, la vecchia capita di un impero, una città che volevo vedere.
L'Africa Twin si sente a casa su queste strade, inoltre queste strade sterrate erano un biliardo senza un buco, ti facevano alzare un polverone assurdo, ma la moto rimaneva precisa e stabile, così tanto da raggiungere i 150 km/h:



Sono passato davanti ad Ani, ma non mi sono fermato per vederla. È una cosa che potrò fare in futuro. Però li vicino c'erano delle bellissime strade che ho dovuto affrontare sotto la pioggia:



Finito lo sterrato ero sulla D070 a Digor, dove dovevo fare benzina ma entrambi i distributori del paese erano a secco di benzina. Mi dicono di andare a Tuzluca, che era tutta praticamente discesa (circa 60 km). La provo, dopo 4 chilometri la spia rossa della riserva (restano poco più di 4 litri di benzina) si accende e so che non sarei mai arrivato a Tuzluca siccome la pompa a depressione della Mikuni non riesce a pompare gli ultimi 1.5 litri. Così a circa 6 km da tuzluca resto a piedi.




Fermo una macchina che sopraggiunge e cerco di spiegare la situazione al conducente, con il quale non parlo una lingua in comune, se non i segni. Segno di dover far benzina e capisce al volo il problema. Fa per partire e poi si ferma e mi chiede se benzina o diesel e se 5 litri bastavano. Evet con un sorriso di un chilometro e parte. Dopo 2 minuti ritorna, con 5 litri di benzina, dell'acqua e un the freddo. Riempo la moto e gli offro i soldi per benzina e il disturbo. Lui li rifiuta totalmente, io insisto ma mi augura Good Luck. Riparto e poco dopo raggiungo I?d?r, la via principale passa direttamente in città, vedo un hotel, mi fermo a chiedere e sono rimasto li a dormire la notte (20€ colazione inclusa). La Turchia dei Curdi, totalmente diversa da Istanbul o la parte ovest del paese. Nessuno parla Inglese e tutti mi guardano storto (Non avevo altri pantaloni lunghi se non quelli da moto  :93: ). Simpaticissimi e gentilissimi, mi hanno aiutato con tutto.
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Offline Pedro_CH

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Re: Balcani, Anatolia e un po' di Caucaso
« Risposta #17 il: 14 Ottobre 2016, 23:41:44 »
Grazie a tutti!

Non posso solo che consigliarvi di partire!

Bravissimo!
Abbiamo lo stesso spirito ed amore per la moto e l'avventura.
Il viaggiare soli ti espone a molti rischi ma ti permette di vivere le giornate con il tuo ritmo e senza condizionamenti.
Stai ,per il momento,quasi ricalcando il giro che feci pochi anni fa--io venivo dai confini sud della Turchia e percorsi le tue strade a
ritroso tornando verso casa.
Le foto ed il racconto possono solo parzialmente fare capire quali sono le sensazioni che si vivono giornalmente,bisognerebbe fare un report
per ogni giornata vissuta.
Verissimo, riguardare ora le foto, dopo poco più di un mese, ti fa tornare subito in mente i profumi, i sorrisi, i problemi e tutte le sensazioni che provi. Secondo me fare un report giornaliero è impossibile ed è riduttivo, perché non riusciresti ad includere tutto quello che vivi nel viaggio, a meno che non scrivi tutto appena lo vivi....ma a quel punto c'è anche da chiedersi se si sta ancora viaggiando, i ricordi, le emozioni e le sensazioni ti rimangono in testa e vivranno per sempre lì dentro. Due righe, un video o una foto non potranno mai sostituirli o descriverli bene. Un esperienza che da esperienza per tutta la vita!

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Offline alex

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Re: Balcani, Anatolia e un po' di Caucaso
« Risposta #18 il: 14 Ottobre 2016, 23:49:13 »
 :OK:   
Viaggia, e tienilo per te. Vivi una storia vera, e tienila per te. Vivi in modo felice e non dirlo a nessuno. La gente sciupa le cose belle.
(cit.)
Fantic Motor TZ250 ES Scuderia Six Days
Aprilia SL1000 Falco "Zia Frankenstein"

Offline Pedro_CH

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Re: Balcani, Anatolia e un po' di Caucaso
« Risposta #19 il: 15 Ottobre 2016, 00:16:06 »
Il sedicesimo giorno è stata una giornata stupenda, a colazione il çay, i soliti formaggi, pomodori e cetrioli. Non potevate immaginare quanto mi mancasse un espresso.
Ho lasciato I?dir dirigendomi verso Van e ho potuto finalmente vedere il monte Ararat (A?ri Da?i). Purtroppo fargli una foto era difficile siccome la neve rifletteva il sole. È impressionante come la cima sia coperta da neve malgrado la temperatura di oltre 30° C (Mi aspettavo più caldo, ma arriverà presto, siccome ora sono ancora a 2000 metri di altezza!).



Fuori dalla città c'era l'università e ho visto i primi APC e soldati che controllavano i veicoli in entrata. Vicino a Do?ubayazit ho passato il primo posto di controllo militare: una corsia era chiusa, c'erano due APC e alcuni veicoli armati. Il soldato non mi ha chiesto nessun documento, ha solo chiesto dove andavo e alla risposta "Van!", è rimasto un po' buio. Mi ha augurato buona fortuna e mi sono diretto al Ishak Pasha Palace e poi sud, lungo una strada bianca sul confine iraniano, fuori dal mondo. Ero un po' preoccupato siccome passavo dentro villaggi sperduti.



Le montagne lungo il confine erano piene di torri di controllo. Ad un villaggio, la strada è diventata nuovamente asfaltata ma ad un certo punto era sbarrata perché passava davanti ad una base militare. Non avevo nessuna idea di dove andare, i soldati mi hanno fatto segno di tornare indietro e di allontanarmi. Così ho fatto  e ad un villaggio vicino ho chiesto informazioni o almeno ci ho provato. Ho capito che dovevo tornare indietro e andare a sinistra mentre intorno a me si riempiva di persone che volevano aiutarmi o solo curiosare sorridendo. Ho trovato la deviazione e sono arrivato sulla stessa strada asfaltata dall'altra parte della base....in questa base c'erano dei cannoni di artiglieria molto grandi puntati contro l'Iran...simpatico!
Ho continuato su asfalto in direzione di Van. Qui sulla E99, panorami vulcanici:



Passato da Çald?ran, ho dovuto fermarmi forzatamente a fare la prossima foto, non so perché ma mi è venuto in mente che questa fosse una costruzione tipica (forse da qualche stereotipo di cartoni animati infantili?), malgrado sia l'unica che ho visto praticamente:



Raggiunta Van, città molto grande, mi sono fermato per fare benzina. Mi hanno offerto un çay che poi sono diventati due. Una ragazza che portava del cibo a delle persone (penso ci fosse tipo una mensa al distributore, non era ben chiara la cosa) ha provato a sedersi per parlare (Il çay lo bevono fuori dal distributore su tavolini e sedie improvvisate), ma un tipo l'ha subito richiamata. Una persona mi ha detto che era stata in Svizzera a Basilea, non ho ben capito siccome mi parlava più in Turco che in altra lingua che io conoscessi  :arar:
Van è veramente una città grande e il lago, che è un mare alla fin fine, è una meta turistica locale. Poco dopo ad un autolavaggio mi sono fermato a pulire la moto. Ho pulito la moto e messo lo spray sulla catena. Un ragazzino mi ciondolava intorno riempendomi di domande in Turco. Li ho fatto accendere la moto e ovviamente l'ha sgasata fino a farla sfarfallare. Io non ho potuto non accostare il buon signore al cane, che forse cane non era ma di porco si trattava e il buon signore precedeva. Grasse risate generali e il bambino un po' spaventato si è rassicurato quando poi gli ho sorriso. Il tipo dell'autolavaggio non ha voluto una Lira.  :baci:

Mi sono diretto verso la Karabek Geçidi,  che si chiama Mütiullah Caddesi, la strada più alta della Turchia:



Qui a 2985 metri di altezza, la moto faticava assai, ero quasi tentato di fare un buco nel filtro (Cosa che ho fatto prima di venire al ritrovo con voi  sm416 ):



Posti fuori dal comune:







ARrivato a Bahçesaray, ho preso la Bahçesaray Hizan Yolu, una strada che stava venendo ricostruita, quindi sterrata in molti pezzi ma assai intrigante. Inoltre ho iniziato a perdere sempre di più altezza e il caldo ha iniziato a farsi sentire. I panorami sono diventati infuocati :



Ho visto temperature fino a 45 ° C e sinceramente non è stato così pesante siccome il clima era molto secco e inoltre il mio equipaggiamento era aerato.
Poi via sulle strade a doppia corsia Turche che autostrade non sono ma ci manca poco, sono passato da Batman e poi veloce fino a Diyarbakir , dove sono entrato in centro città per dormire in un hotel.
Moltissimi controlli per entrare in città (Non che mi hanno perquisito), tutti erano stupefatti dal fatto che io fossi lì.

Ad un controllo in zona Batman sono stato fermato assieme ad altre macchine. Mi hanno chiesto i documenti in Turco, ho detto English e il poliziotto mi ha chiesto "Passport!", gli ho consegnato il passaporto, lo apre e nel mentre è arrivato un poliziotto più graduato, che ha iniziato a discutere con il collega. La discussione è diventata abbastanza accesa dalla parte del graduato, il quale ad un certo punto ha tolto il passaporto dalle mani del collega e me lo ha riconsegnato dicendomi: "It's fine".  Differenze. I loro colleghi in Svizzera fermano le macchine per cercare il San Daniele o la Golfetta, loro cercano Kalashnikov o Autobomba. Non penso mi avrebbero mai creduto se glielo avessi spiegato  :arar:

 
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Offline ilario

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Re: Balcani, Anatolia e un po' di Caucaso
« Risposta #20 il: 15 Ottobre 2016, 09:09:58 »
Hai fatto male a non visitare Ani ex capitale Armena rimasta dalla parte Turca del confine,molto bella e suggestiva malgrado la distruzione
con le mine dei piu' importanti monumenti cristiani.
In cima al Caddesi ebbi la sventura di vedere la moto ribaltarsi verso valle e fermarsi fortunatamentre contro un masso a un paio di metri dal
ciglio.
Venivo da sud ed avevo fatto tutta la salita con nebbia e nevischio e mi sembrava giusto immortalare la vetta con "nebbia in val padana",non avevo pero' tenuto conto della cedevolezza del terreno.
Dopo un paio d'ore di lavoro ero quasi riuscito a riportare il mezzo sulla strada quando arrivo' finalmente un camioncino con due baldi giovani
che mi diedero lo strappo finale--ho ancora presente la loro espressione quando mi videro in mezzo alla strada in maglietta sudato come
una bestia sotto la neve ed in mezzo alla nebbia.
Da allora non parcheggio piu' la moto verso valle!

Offline Pedro_CH

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Re: Balcani, Anatolia e un po' di Caucaso
« Risposta #21 il: 25 Ottobre 2016, 00:49:18 »
Ani potrò visitarla in futuro e anche con la famiglia siccome non è fuori dal mondo!

Non ho veramente tempo per postare altri resoconti ora, ormai essere andato via per 6 settimane mi ha portato ad essere pieno di lavoro ora!  :baci:

In ogni caso eccovi tre foto di una delle strade sterrate più belle di tutto il viaggio:






La strada non è molto lontana della Cappadocia (a sud) e segue il Çak?tsuyu Çay?, una ferrovia passa di lì e ci sono alcune vecchie miniere. Nella prima foto, si vede la discesa, veramente tosta in quanto composta tutta da pietre smosse e quindi con zero solidità (Ho spento la moto). Nel percorrerla  andavo assai piano per paura di cadere e ad un certo punto il fondo smosso mi ha fregato e sono quasi finito a valle :mukka:
La strada ovviamente non è segnalata su dangerouroad.org siccome è veramente una strada pericolosa  :arar: :arar:
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Offline maurrox

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Re: Balcani, Anatolia e un po' di Caucaso
« Risposta #22 il: 27 Ottobre 2016, 23:23:56 »
Mamma mia che libidine !!
Hai una mappa del percorso che hai fatto?
"Il tuo Cristo è ebreo. La tua democrazia greca. Il tuo caffè brasiliano.
La tua vacanza turca. I tuoi numeri arabi. Il tuo alfabeto latino.
Solo il tuo vicino è straniero". 1994, manifesto sui muri di Berlino

Offline Pedro_CH

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Re: Balcani, Anatolia e un po' di Caucaso
« Risposta #23 il: 29 Ottobre 2016, 11:13:25 »
Certo, qua c'è tutto il percorso che avevo programmato:
http://kako.altervista.org/King_of_Kings.zip

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