Visualizza post

Questa sezione ti permette di visualizzare tutti i post inviati da questo utente. N.B: puoi vedere solo i post relativi alle aree dove hai l'accesso.


Topics - Lamberto

Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 »
1
Insomma "gna famo più", avere la K 890 nuova che mi guarda con gli occhi dolci e lasciarla li..............e allora bando alle ciance chi ha voglia di fare un giretto? Magari al pomeriggio così oltre che essere più caldo non dovrebbe esserci del ghiaccio sulle strade.
Va bene qualsiasi giorno, eviterei la domenica per il traffico.

2
Drive in / Augurii per il S.Natale e per un Felice anno 2023
« il: 23 Dicembre 2022, 14:37:49 »
A nome dello staff di motoalpinismo.it volevo porgere a tutti gli amici del forum i più sinceri auguri di
Buon Natale e di un sereno anno nuovo
 :baci:
 :singing:

3
My Trial / Attenzione!!! Sconto 20%
« il: 26 Novembre 2022, 22:54:11 »
Daniele di Mytrial mi ha comunicato che sino al 4 dicembre digitando WEEK (in maiuscolo) nel campo buono sconto viene applicato lo sconto del 20%.

4
Domenica siamo usciti con due nuovi amici del forum, Riccardo e Andrea, quest'ultimo possessore di una fiammante EM trial 2023 in versione full.

Già la partenza prometteva bene......





Allora si scaricano le moto





Intanto faccio una breve prova della EM 2023 in versione trial full optional, devo dire che ricalca in tutto e per tutto il riuscito modello 2022 tranne alcune piccole modifiche di carattere estetico.
Insomma è una moto veramente a punto ed è sempre più bella, quello che non concepisco che va bene la novità, ma il prezzo è veramente alto avendo un motore elettrico.
E' solo grazie agli incentivi statali che il prezzo diventa paragonabile a quello delle classiche trial sul mercato, è un pò come il prezzo del gas.....una speculazione, questa è la mia personale opinione.
Ci sono costi di sviluppo ma sono legati alle modifiche legate all'adattamento della parte elettronica e della frizione perchè per il resto è una normale moto da trial.
Comunque rimango un fautore di questa moto e spero in futuro di poterla acquistare appena avrà una autonomia maggiore.



Ed eccoci nel bosco












5









Lo ritengo un confronto tanto assurdo quanto interessante non per comparare le prestazioni fine a se stesse perché per diversità di motorizzazione non sarebbe corretto quanto per le sensazioni che queste moto danno a chi le guida.

Partiamo dalla Titanium che ritengo in assoluto la migliore moto da trial da me posseduta, non solo per il prezzo e la esclusività ma proprio per i contenuti oggettivi che questa moto possiede.
Grande utilizzo di materiali nobili in particolare il titanio, sospensioni al top e motore esagerato fanno di questa un mezzo da competizione già così come viene consegnata.
Grazie all’utilizzo di questi materiali il peso è di soli 66 kg, il livello di assemblaggio è al top, la cura è maniacale nel posizionamento delle varie componenti, Vertigo più di ogni altra casa motociclistica ogni anno sforna nuovi modelli con importanti cambiamenti sia a livello di motore che di ciclistica e telaio.

La Beta Evo Factory è anche lei un top di gamma, anche qui vengono utilizzati materiali tipo il magnesio per i carter del motore o il titanio quale unico materiale componente lo scarico.
Altri componenti sono in lega di alluminio e le sospensioni, pur essendo decisamente migliori di quelle standard, non sono a livello delle TECH pluriregolabili, ultra leggere e con trattamento degli steli di Kashima e al retrotreno un mono Reiger a 3 regolazioni queste in dotazione alla Vertigo. Sono loro che fanno la grande differenza consideriamo però che per acquistare la Titanium occorrono ulteriori 5.000 €.
Le Evo sempre uguali a se stesse hanno ricevuto una significativa modifica del telaio dal 2013 e da allora gli interventi non sono stati sostanziali ma mirati comunque all’affinamento generale del mezzo sino ad arrivare oggi allo stato dell’arte. Quello che è strano che mentre quasi tutti adottano l’iniezione anche sul due tempi GasGas e Beta sono ancora legate al carburatore.

Saliti a bordo qui già si notano le prime differenze, pur essendoci solo mezzo centimetro in più di interasse a favore della Vertigo quest’ultima ha una abitabilità migliore, le pedane sono più arretrate, la Evo da la netta sensazione non solo di pedane un po’ più avanzate ma anche quando la si guida sembra più corta, ed è qui che mi ha stupito in positivo, perché pur pesando 7,5 kg in più della Titanium non fa sentire il peso e la maneggevolezza è migliore.
Per contro in mezzo ai sassi ha più la tendenza a scartare o ad impuntarsi in discesa mentre la Vertigo è una spada, grazie al telaio e alle sospensioni lei viaggia diritta dando la netta sensazione di stabilità. Questo si paga con un maggior carico sull’anteriore.

Mettiamo in moto i mezzi ed anche qui ci sono delle differenze, la Titanium richiede uno sforzo sensibile per essere messa in moto, la compressione è notevole. Con questa versione è già disponibile la batteria che stabilizza l’impianto elettrico, grazie ad una pompa è sufficiente  dare un piccolo colpo al kick starter per attivare la pompa che mette in pressione il carburante poi occorre una lunga e decisa pedalata e la moto parte senza indugi.
Invece sulla Evo lo sforzo alla leva è minimo, la pedata non deve essere secca ma abbastanza morbida quasi in stile Montesa dove qui deve essere ancora più lenta.
E’ importante sulla Evo tirare l’apposito pomello per farla partire a caldo e non sbaglia mai un colpo.

Una volta partiti sulla Titanium ti senti un re, tutto è al suo posto le sospensioni tarate sul rigido sono comunque belle scorrevoli, il motore è una bomba perché anche nella mappa rain è sempre presente e non si teme alcun ostacolo perché la moto da fiducia occorre “solo” avere il fisico (che non ho) per farle fare quello che vuoi, senti che ti asseconda tant’è dopo un paio di uscite ho osato tratti mai percorsi in precedenza. La sensazione che le sospensioni spianano tutto è evidente, risalendo un tratto di torrente è bastato lavorare di gas e la moto è salita senza scomporsi sempre in grande aderenza. Ti senti bravo ma poi onestamente capisci che questa moto ci mette tanto del suo.
Il motore c’è sempre sotto, in mezzo e poi allunga all’infinito.
L’attacco della frizione è spettacolare, morbido ma efficace se si vuole lo scatto deciso.
Insomma non saprei cosa chiedere di più.

Ecco invece la Beta, che per prestazioni soprattutto di motore non può competere con la Vertigo, ma qui viene il bello, il carattere del motore 4 tempi è in puro stile motoalpinistico morbido nella erogazione con una tiro da trattore, una potenza inarrestabile se poi si da gas c’è tanta roba, però non c’è allungo, per averlo occorrerebbe installare lo scarico della Arrows.
A me piace così anche se il range di utilizzo non è esteso, non mi piace tirare le marce e a maggior ragione il 4 T mi piace guidarlo sottocoppia tanto sale ovunque, potenza ne ha, poi lo scarico silenzioso ti fa sentire più in armonia con il contesto dove ti trovi.
Andiamo per ordine, innanzi tutto il suono, lo scarico originale veramente strozzato fa si che il rumore sia ovattato anche quando i giri del motore salgono, è sicuramente la moto da trial più silenziosa dopo le elettriche.
Il motore ha un attacco della frizione deciso e la forte coppia erogata amplifica l’innesto, grazie alla indicazione di Teo91 di spostare il braccialetto della leva verso l’interno questo fa si che il movimento della leva si allunga e si riesce meglio a modulare la partenza. Poi grazie anche ai consigli di NonnoMiki che mi ha suggerito di utilizzare un olio più denso e, se proprio necessario, scaricare in parte il carico sulle molle della frizione per migliorare l’attacco.
Per ora già la modifica della posizione della leva mi ha reso migliore la gestione, poi il cambio dell’olio sarà un ulteriore passo. Dellera della Mototekna suggerisce di mettere un maggior quantitativo di olio motore così che lo scarico dell’olio sui dischi risulti essere più difficoltoso con la conseguenza di lasciare ancora tracce d’olio che ammorbidiscono l’innesto.

La grande differenza tra le due moto è l’approccio alla guida, la Titanium per la forte presenza del motore e per l’assetto ti porta ad una guida di attacco mentre la Evo la guidi in souplesse, ci vai a spasso.
E’ un approccio tecnico-filosofico differente, comunque non si pensi che il 4 T Beta dorma, tutt’altro anzi, sui ramponi sale con scioltezza senza perdere un giro.
Un altro aspetto che porta ad avere una guida più turistica è la rapportatura della Evo perché le prime tre marce sono ben spaziate poi la quarta allunga decisamente e non permette di andare poco più forte della terza e quindi utilizzo maggiormente quest’ultima marcia e riduco un poco la velocità. La 4 T ha cinque marce contro le sei della Vertigo.
La Beta a parità di uscita mi stanca un po’ meno perché, come dicevo sopra, l’approccio alla guida è diverso più rilassato.
Un consiglio ai signori della Vertigo: montate le ventole della Beta, si perché non so per quale motivo dopo solo 2/300 metri dalla partenza si attacca la ventola di raffreddamento che fa un rumore dell’accidenti e si spegne quando spegni la moto oppure dopo una lunga discesa fatta quando la temperatura è sotto zero.

6
Accessori e attrezzature / Spostare le pedane
« il: 08 Novembre 2022, 08:43:47 »
Sul KTM 890 ho la necessità di spostare in avanti le pedane del passeggero, qualcuno ha avuto questa necessità o ha idea di come si possa farlo?
Ho cercato in rete ma ho trovato diversi prodotti tutte adatti ad abbassarle ma non spostarle in avanti.
Grazie

7


Viste le stupende giornate di questo autunno non si può rinunciare ad un bel giro sulle nostre Prealpi e l'occasione era ghiotta per fare una comparativa tra due delle enduro stradali di media cilindrata più apprezzate del mercato, la nuova Aprilia Tuareg 660 e la KTM 890 Adventure S.
Quindi telefono al mio amico e lo invito per un giro di poco più di 100 km ma con una bella varietà di percorso ideale per testare e apprezzare le caratteristiche delle moto. Poi non c'è come scendere da una moto e salire immediatamente su un'altra per comprendere le caratteristiche di un mezzo e fare confronti.

Innanzi tutto due numeri giusto per dare una prima indicazione sulle due moto:

                                       Tuareg 660              890 Adventure
-----------------------------------------------------------------------
Cilindrata                     :        659 cc                     889 cc
Cavalli                         :          80                         105
Coppia                         :          70 nm                   100 nm
Altezza da terra            :          86                           85
Interasse                     :       1525                       1528
Corsa sospensione ant. :        240                         200
Corsa sospensioni. post.:       240                         200
Peso a secco                 :       187                         196

Salendo sulle moto la posizione di guida risultano essere piuttosto differenti, partiamo dalla KTM 890 che per la particolare forma del serbatoio risulta essere bassa davanti agli occhi, tipo una moto da enduro, inoltre i 40 mm di corsa in meno delle sospensioni fanno si che anche l'assetto risulta essere più basso. Come primo step ho alzato di un cm il manubrio ma penso che lo alzerò ancora per migliorare la guida in piedi.
La posizione sulla Tuareg differisce per vari aspetti, innanzi tutto il serbatoio è alto, ci si sente dentro la moto, il manubrio è alto e le manopole sono verso l'alto, personalmente ruoterei il manubrio all'indietro. Le pedane sono avanzate rispetto a quelle della KTM. Insomma due assetti molto differenti, mentre a livello di larghezza di serbatoio sono entrambe belle strette sia nella guida da seduti che in piedi.
Le selle, entrambe in versione Power Parts, ovvero con l’imbottitura in gel, ma siamo comunque a livelli appena sufficienti di comfort
I parabrezza sono sufficienti, non eccellono in protezione dall’aria, quello sulla KTM l’ho montato nella posizione più alta (sono due).

In movimento la Tuareg risulta essere più leggera di avantreno, la frizione come per la KTM è a cavo, sulla Aprilia il comando è morbido sulla KTM è più sostenuto anche per far fronte ad una cavalleria più esuberante comunque non stanca....almeno su medie distanze, sulle lunghe proveremo.
A livello di sospensioni la Tuareg è un pò più confortevole per via della maggiore escursione, comunque la taratura è piuttosto stradale.
l'interasse delle due moto è praticamente identico e sono entrambe molto maneggevoli la KTM, a causa dei serbatoi a lato del motore e della minore altezza risulta esserlo un pò di più.

Parlando di motore qui fare i paragoni non è corretto perché le cilindrate sono differenti ed anche le sensazioni. L’Aprilia girando la manopola del gas è progressiva ma senza spinta poi in alto va in coppia, la KTM già a basso regime si sente la spinta e pelando il gas si fa tanta strada poi basta aprire un poco e la spinta è sensibile poi verso i 5000 giri è veramente tanta. Il motore KTM è docile sotto grazie alle masse volaniche e piacevole da guidare anche in souplesse.
Passando al reparto freni sulla Tuareg occorre tirare bene la leva altrimenti si va lunghi, sulla 890 la frenata è più pronta e crea meno ansia nelle staccate però non siamo a livello di moto stradali.
In definitiva due ottime moto con destinazioni d’uso un po’ differenti che vede la Tuareg più adatta al fuoristrada mentre l’890 Adventure è un buona stradista che può permettersi delle sterrate ma senza esagerare con i sassi.




8
Vendo / Vertigo R2 ottobre 2020 *** Venduta ***
« il: 04 Novembre 2022, 21:06:11 »
Vendo per conto del mio amico Giancarlo la sua Vertigo R2 in ottime condizioni, la moto ha circa 80 ore di uso esclusivamente motoalpinistico.
La richiesta è di 5.300 €


























































9


Quando si fa un raduno nel comprensorio di Pragelato è sempre un successo visto la bellezza del percorso autorizzato, poi il meteo ci ha favoriti alla grande.
Tutto questo comunque è potuto succedere grazie alla regia di NonnoMiki ed i suoi amici che ci hanno guidato lungo i sentieri e la natura tinta dei colori autunnali ha fatto da cornice ad una stupenda giornata.
Un ringraziamento particolare a Sauro che ha portato la sua triall EM elettrica solo per farcela provare, grazie anche a Kermit che anche lui ci ha permesso di provare la sua bellissima moto.
Ebbene si, il livello raggiunto da queste moto è veramente alto, al punto da non far rimpiangere quelle con il motore a scoppio.
Il motore delle EM non è neanche parente dei primi modelli che avevamo provato, è dolce e progressivo ma anche estremamente potente ed efficace.
Poi quello che colpisce è il sentire solo un leggero rumore dello scorrimento della catena e il rumore delle ruote sulle pietre e sulle foglie.
In estrema sintesi la moto di Sauro è la versione top da trial, dotata di ottime sospensioni, della frizione, di diverse mappature ed anche di uno switch che permette di modificare il comportamento del motore facendo si che non abbia un effetto on/off ma che ci sia una potenza residua che dia tiro al motore anche a gas chiuso, questo in particolare per quando si affrontano i gradini. La moto di Kermit è la versione Escape (motoalpinismo), dotata di sella e di una autonomia maggiore delle batterie. La Escape in versione base non è dotata di frizione e questa mancanza fa si che non si senta il sibilo che invece il motore dotato di frizione emana.
La Escape quindi risulta essere completamente silenziosa facendo udire solo il rumore di scorrimento della catena.
Queste due moto hanno giustamente attirato l’attenzione di tutti perchè abbiamo fatto mille domande e richiesto di provarle e alla fine in generale il giudizio è stato molto positivo.
Sarò ripetitivo ma incontrare i vecchi amici è sempre un grande piacere e questa volta ho sentito ancor di più il loro affetto e la gioia di stare insieme, posso dirlo senza tema di smentita:
LA COMPAGNIA DI MOTOALPINISMO.IT E’ PICCOLA MA FANTASTICA.
Qui includo anche gli amici di NonnoMiki che negli ultimi raduni erano sempre presenti.
Poi quello che mi fa piacere è vedere amicizie cementate e persone che si scambiano le uscite tra loro, insomma quello che per me è l’essenza e la giustificazione dell’esistenza del nostro forum.
Grazie al contributo di Stefano, Sauro, Michel e Kermit questa volta le foto sono tante, ne ho fatta una cernita sperando di rendere l’idea di come abbiamo trascorso la nostra giornata.
Ancora grazie amici per aver partecipato a questo evento.







































































































































































10
Drive in / Asciugandosi la bavetta
« il: 12 Ottobre 2022, 17:09:42 »
 sm409

Sabato ho provato la 790 R di Bikerider e, come accennavo nel report, mi è piaciuta....non poco.
Oggi colto da malsani pensieri sono andato dal concessionario KTM e mi sono seduto su una fiammante 890 R e ho cominciato a perdere la bava come il mio cane quando vede i biscotti  :arar:
Tocco con entrambi i piedi ma non con l'intera pianta e questo mi inquieta visto che spesso viene con me mia moglie.....comunque è lei la mia moto.
Allora ho preso una 890 standard e l'altezza è tutta un altra cosa molto più rassicurante, quindi gioco forza devo orientarmi su questa....a meno che...... sm442
Comunque ho riprovato la moto per una bella mezzora e non c'è storia, grande motore e ciclistica eccellente, una maneggevolezza che la Tuareg e la Tenerè se le sognano.
Cavolo, solo a scrivere ritorno a sbavare, ho già utilizzato due pacchetti di fazzoletti di carta :hehe:

 :omo:
 

11
Pur se ridotto di circa due terzi il giro previsto, causa il peggioramento delle condizioni metereologiche, questo non ci ha impedito di trascorrere un bel pomeriggio in moto con vecchi amici.
Siamo partiti da Varese con un bel sole e l'aria limpida poi, una volta giunti sul lago di Lugano, il cielo ha cominciato a velarsi, solo nell'ultimo tratto del percorso abbiamo preso un pò di pioggerella ma nulla di significativo.
Le novità di oggi sono in primo luogo la Triumph Scrambler 1200 di Kermit, moto in stile vintage, curata e dalle sospensioni di qualità con forcelle Showa e ammortizzatori Ohlins. Poi l'altra novità è stata la KTM 790 R di Bikerider, moto che ho provato e pur se con una forte connotazione fuoristradistica mi è piaciuta molto su asfalto, proprio bella di motore e la ciclistica la rende stabile e maneggevole.
Il giro è iniziato con il trasferimento verso il lago Ceresio, passata la dogana dopo un breve tratto siamo arrivati a Lugano dove abbiamo purgato il traffico del sabato pomeriggio, poi sono anche riuscito a prendere una strada a fondo cieco  :V: giusto per completare l'opera. Per fortuna il bel lungo lago sino a Porlezza ha fatto subito dimenticare il traffico cittadino. Dopo una breve sosta a Porlezza abbiamo percorso un tratto di lungo lago per poi iniziare la salita a Lanzo d'Intelvi, grazie ai larghi tornanti ed alle infinite curve abbiamo percorso i 20 km sino a Lanzo ad andatura allegra godendoci il percorso.
Arrivati a Lanzo ci siamo fermati per una piacevole sosta in una piazza (soprannominata il balcone d'Italia) da dove si gode una vista stupenda sul lago e sulla città di Lugano. Ripartiti siamo scesi rapidamente verso Campione d'Italia per poi percorrere il lungo lago, arrivati nei pressi di San Vitale Kermit e Bikerider hanno preso la direzione di Mendrisio mentre io, Gianni e Claudio abbiamo ripreso il lungo lago sino a Porto Ceresio per poi prendere in direzione Varese.
E' stato un piacevole pomeriggio, sicuramente da ripetere, mentre il giro completo sarà da rimandare a quando la primavera ci darà temperature gradevoli.

















Lago visto da Porlezza












Lanzo d'Intelvi












Foto di Gianni






Aggiungo le foto giratemi dal Kermit








La Triumph prima dell'acquisto






Ora






12
Prima che arrivi il freddo volevo riproporre una parte del giro di un raduno già fatto ma con delle varianti molto interessanti.

Si parte dal lago di Varese per dirigerci verso la Svizzera, prima dello sconfinamento si passerà dal lago di Ganna e di Ghirla per poi scendere verso Lavena Ponte Tresa sul lago Ceresio (di Lugano se visto dalla Svizzera).
Passeremo Lugano e costeggeremo lo stupendo lungo lago sino a Porlezza, quindi procederemo verso Menaggio sul lago di Como, gireremo a sinistra e percorreremo tutta la parte nord del lago sino a prendere a Colico la Valtellina sino ad Ardenno dove pranzeremo alle Case dei Baff, locale che diversi di voi hanno già potuto apprezzare.
Dopo pranzo se sarà una giornata soleggiata percorreremo il breve tratto di strada sino a Morbegno per poi salire al Passo San Marco (2000 mt slm), per poi scendere in Val Brembana in direzione San Pellegrino, prenderemo poi il percorso per la Val Taleggio per poi scendere nei pressi di Lecco.
Se invece è una giornata coperta è meglio evitare di salire in quota ed allora si ci sono due possibilità:
1 - percorrere il il ramo di Lecco sino alla omonima città, poi prendere la provinciale che costeggia il lago di Annone e Pusiano, quindi passiamo le città di Erba e Como per poi prendere in direzione Varese
2 - si ripercorre in parte il percorso fatto al mattino sino a Porlezza per poi salire sino a Lanzo d'Intelvi (chiamato il balcone d'Italia), merita una sosta per vedere il panorama, poi si scende sul lago di Lugano dal lato opposto percorso al mattino, faremo il lungo lago svizzero poi, una volta passata la dogana, proseguiremo sempre sul lungo lago sino a Porto Ceresio, da qui rientreremo a Varese.



Nella piantina è riportato il percorso proposto se la giornata è soleggiata




13
Visto che il bel percorso autorizzato di Pragelato è stato riaperto alle moto da trial pensavo fosse cosa gradita trovarci per una bella uscita in compagnia.
Vediamo chi potrebbe partecipare:

01 NonnoMiki
02 Enzo
03 Lamberto
04 Giuliano

14
Aprilia / Provata la TUAREG 660
« il: 14 Settembre 2022, 12:31:15 »
Ho avuto il piacere, grazie ad un vecchio amico, di avere per cinque giorni a disposizione una Tuareg nuova fiammante appena rodata, questa era dotata di sella al gel e maniglie/piastra porta bauletto.
Sono soddisfatto di questa prova perché il concessionario di zona pur se disponibile, mi aveva fatto provare la moto per meno di dieci minuti. Questa volta invece l’ho provata in tutte le situazioni, dal trasferimento in autostrada, alle statali veloci, percorsi misti e strade di montagna.
Non ho potuto provarla in fuoristrada perché la moto non essendo mia e pure nuova di pacca non me la sono sentita di osare.
Comunque con le diverse centinaia di km percorsi mi sono fatto una idea chiara delle caratteristiche di questa interessantissima moto, che ad oggi per me rappresenterebbe la prima scelta nell’elenco delle prossime moto papabili.
Partiamo dalla osservazione del mezzo, ovviamente non entro nel giudizio estetico perché strettamente personale, è ben costruito, c’è cura e i particolari sono di qualità, si differenzia dalla concorrente come la Tenèrè dove alcune parti sono realizzate con materiali di minor qualità o soluzioni tecniche ormai desuete, vedi cerchi non tubeless. A parziale giustificazione c’è il maggior costo della Tuareg per circa 2.000 euro, inoltre l’Aprilia ha anche in dotazione una elettronica evoluta e completa, sospensioni con maggiore escursione e freschezza di progetto.
L’utilizzo di leghe e di alluminio fan si che la Tuareg con i suoi 187 kg a secco risulta essere la più leggera del lotto.
La posizione di guida è comoda ed anche la sella in gel aiuta nella sensazione di comfort, la guida in piedi risulta essere adatta all’uso fuoristradistico, le pedane sono leggermente avanzate per i miei gusti.
Il serbatoio è stretto e il blocco motore non ha parti che danno fastidio, in piedi sembra di essere su una moto enduro racing.
I comandi sono ben realizzati, la frizione a cavo non è morbidissima comunque non è stancante nemmeno nel traffico cittadino. Il freno anteriore dotato di due dischi è della Brembo, non è aggressivo al tocco e questo è ottimale per il fuoristrada, su asfalto occorre tirare con un pochino di forza per avere una potente risposta.
L’altezza della sella a 86 cm da terra è perfetta, risulta essere più bassa della Tenèrè pur avendo più corsa delle sospensioni, 240 mm contro i 210. Gli ingegneri sotto questo aspetto hanno lavorato parecchio, anche il motore ha subito la diminuzione della altezza della coppa dell’olio rispetto alla versione stradale, per poter tenere il motore più in basso ed avere ugualmente una buona luce a terra.
Per chi avesse problemi di altezza a mio avviso ci sono cm che si possono recuperare abbassando l’imbottitura della sella.
L’elettronica è prestazionale, lo schermo a colori risulta essere nitido e completo di informazioni. E’ possibile attraverso un pulsante posto sotto quello di avviamento modificare le mappe di riding, Explore rappresenta quella dotata di maggiore potenza, la Urban per l’utilizzo in città o turistico, viene tagliata in parte la potenza e incrementata la dolcezza della risposta all’acceleratore. Per onor di cronaca devo dire che anche nella versione Explore il motore è sempre molto trattabile anche a bassi regimi. Poi c’è la mappa Enduro ed infine la Individual dove è possibile personalizzarsi la mappatura.
Inoltre è possibile regolare l’ABS e il freno motore, sulla moto provata questo era tarato su inesistente, una vera libidine.
Poi ci sono altre regolazioni ma onestamente non avevo il tempo di perdermi nel manuale in dotazione, un vero mini tomo da esame universitario.
La ciclistica si definisce in una sola parola: “fantastica”, non avevo mai guidato una moto Aprilia tranne le trial e le enduro, la Tuareg coniuga una evidente maneggevolezza ad una grande stabilità in curva che invoglia ad osare tanto è la sicurezza che trasmette.
Le sospensioni pur se tarate sul rigido nelle frenate più secche si sente il trasferimento di carico ma non è mai eccessivo, la situazione è sempre sotto controllo. Devo nuovamente confermare che le Pirelli Scorpion STR sono fantastiche in quanto a tenuta, mai una indecisione.
In autostrada si viaggia su un binario, l’avantreno è stabile, le vibrazioni anche a 140 km/h sono quasi inesistenti, la sella, pensando che la moto ha una forte connotazione fuoristradistica è abbastanza comoda, direi che non avrei problemi a fare centinaia di km.
Fuori città, girando sulle veloci strade a nord di Varese, la moto si gode nelle curve e l’elasticità del motore riduce l’utilizzo del cambio.
Passando al motore qui ho avuto una bella sorpresa perché rispetto alla prima prova che feci della Tuareg ora l’erogazione è perfetta, nella prima versione ad andatura lenta e costante il motore “rattellava” ovvero non era regolare e strappava, ora, grazie ai richiami fatta dalla casa l’erogazione è lineare e costante.
La moto gira sotto con grande regolarità, ha una buona spinta ed anche in due sui tornanti più stretti va che è una meraviglia, sia per il motore che per la facilità di sterzo, il baricentro basso aiuta tanto in questi frangenti.
L’attacco della frizione è dolce e con un filo di gas si fa strada,  la progressione sino ai quattromila giri è piatta ha un ottimo gancio marcia, poi allunga con forza e decisione, ovviamente in rapporto agli ottanta cavalli in dotazione, certo che il KTM 890 è più emozionante ma si parla di altra cilindrata e costo.
Personalmente ho apprezzato la fruibilità di questo motore perché amo guidare tra le curve in souplesse e il motore è perfetto in questa modalità.
Ho percorso anche un centinaio di km con mia moglie che ha apprezzato l’erogazione del motore e il basso tenore delle vibrazioni, non le è piaciuta la sella perché essendo in un unico pezza vede la parte posteriore inclinata in avanti e poco imbottita costringendo il passeggero in una posizione non comodissima, comunque questo aspetto è rimediabile.
Mi piacerebbe provarla in fuoristrada dove sicuramente penso possa dare delle soddisfazioni.
Parlando dei difetti riscontrati il più importante è il calore trasmesso alle ginocchia che in questo periodo può essere piacevole ma d’estate, magari in città, da sicuramente fastidio.
Un altro piccolo problema è il pulsante di attivazione degli abbaglianti, è in una posizione che utilizzando la frizione si tocca e si attivano gli abbaglianti.
Ecco l'elenco della mia personalissima classifica delle moto di classe media provate sino ad oggi:

Aprilia Tuareg 660
Yamaha Tenèrè 700
Moto Morini X Cape
Benelli TRK 502 X




























15
Report su uscite nel nord Italia / 12/08/22 - Via del Sale special
« il: 14 Agosto 2022, 10:53:09 »



Questa edizione della Via del Sale è stata per me una delle più divertenti e ben riuscite.
Innanzi tutto la compagnia che si è rivelata, come sempre, il fattore determinante del successo di questo tipo di uscite e gli amici toscani sono stati la chiave di volta grazie alla loro simpatia e disponibilità.
Ho dato appuntamento per la partenza alle 8:00 perché era previsto un temporale alle 17:00 e chi conosce la montagna sa che a oltre 2.000 metri di quota sotto i fulmini non è proprio il massimo.
La tabella di marcia prevista ci permetteva di fare il giro in tranquillità e di chiuderlo per le 17:00 prima dell’acquazzone.
La compagnia era composta da Bikerider, Sauro, Pietro e Valerio, quest’ultimo la new entry mentre gli altri erano amici conosciuti. Valerio, ottimo pilota, meccanico e concessionario di moto si è rivelato determinante per la riuscita del giro.
Quindi tutte buone manette, le prerogative erano più che buone! sm471


























Partiamo dal Colle della Melosa e superata la Bassa di Sanson, Bikerider parte con passo svellto e Valerio dietro di lui, mentre noi “normali” procedavamo comunque a buon passo.











Bikerider è un ottimo pilota, poi è assecondato da una ottima moto alla quale ha fatto la messa a punto delle sospensioni, la sua andatura sostenuta e il peso della moto poco possono fare contro le taglienti rocce fisse del tratto sino al passo Tanarello e a poche centinaia di metri da questo alla sua KTM si taglia in due punti il pneumatico della ruota anteriore.














Dopo il lavoro di oltre un ora e mezza il pneumatico tubeless non si riesce a riparare e quindi decidiamo di arrivare al Tanarello in modo di avere una superficie piana per poter smontare la ruota e montare la camera d’aria che Pietro aveva con se.



























L’artefice principale di questo frangente è stato Valerio che con la sua bravura e disponibilità ha messo Bikerider nelle condizioni di poter proseguire, comunque è stato un lavoro di gruppo nel quale ognuno ha messo quello che aveva a disposizione (abbiamo utilizzato le bombolette di azoto compresso a gogo), c’era tutto…… tranne lo strumento per smontare la valvola dalla  camera d’aria, qui per fortuna abbiamo chiesto ad un francese che stava passando con il suo auto fuoristrada e questo, come se niente fosse, lo toglie da un cassetto dell’auto!!!!
Portiamo finalmente a conclusione l’opera, avevamo già perso oltre due ore e il cielo sopra il Marguareis aveva questo aspetto, non nascondo che ero preoccupato ma devo dire che l’allegria della compagnia mi ha piacevolmente distratto.




Hanno contribuito al lavoro anche due ragazzi sardi che ci hanno aiutato ad alzare la KTM 790 mentre Valerio montava la ruota anteriore.






Saltiamo la visita al Saccarello e partiamo alla volta del rifugio Don Barbera al quale arriviamo oltre le 13:30, dopo un veloce  pasto abbiamo attraversato lo stupendo tratto del Marguareis e poi via sino a Panice Soprana per scendere poi a Limone Piemonte per fare rifornimento.



























Le nuvole in cielo non promettevano bene ed eravamo solo alla metà del giro!



Dopo un rapida visita ai forti siamo partiti alla volta della Bassa di Peyrafica dove abbiamo preso per Casterino, la strada per Briga è ufficialmente chiusa però ho voluto tentare il passaggio perché l’alternativa era dover scendere a Tenda per una lunga sterrata poco divertente.








Passato Casterino, siamo entrati della valle della Meraviglie, questa purtroppo devastata dalla alluvione e con innumerevoli cantieri in opera, riusciamo a passare nei stretti passaggi lasciati a disposizione solo per i pedoni, quindi arriviamo sino a Briga, passiamo Morignole



e saliamo alla volta della Bassa di Sanson per risalire nuovamente al Colle della Melosa.

Sono contento di essere riuscito a chiudere l’anello della VDS nonostante tutto ed inoltre senza incappare nel temuto temporale.

Un grande grazie agli amici e alla prossima!


foto di Sauro e Lamberto

km percorsi con partenza da Bordighera nr. 225

Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 »